mercoledì 27 febbraio 2008

Canone a 360°



Lo sapevate? Secondo alcuni il primo personal computer, o comunque un suo antenato che potrebbe fregiarsi per primo di tale nome, è il cosiddetto "Programma 101", calcolatore progettato dall'Ing. Pier Giorgio Perotto e presentato dalla Olivetti alla Fiera di New York del 1965. Secondo altri invece tale definizione risulta troppo forzata, e pertanto la fama di "primo personal computer" viene attribuita all'Apple II, prodotto e distribuito nel giugno del 1977.
Beh, sappiate che entrambe le teorie sono errate. Sapete chi fu il primo a concepire l'idea di personal computer (multimediale addirittura)? Fu il re Vittorio Emanuele III di Savoia, lo scellerato mentecatto che regnò in Italia durante il fascismo. Non ci credete? Beh, è la RAI a stabilire questo.
Già, perché il canone RAI che molti di voi pagheranno (e se non è così vi prego per la vostra incolumità fiscale di non scriverlo nei commenti) è un simpaticissimo balzello che il popolo italiano paga dall'anno 1938!! Lo scopo del canone, stando al regio decreto del 1938, è quello di finanziarie il servizio pubblico della trasmissione della radioaudizioni!
Penserete che tale legge sia stata modificata nel tempo? Assolutamente no! Tuttora ogni utente RAI paga una tassa di XXX euro l'anno per garantire la prosecuzione del servizio delle "radio-audizioni". E la RAI stabilisce, in base al regio decreto del mai abbastanza disprezzato re Vittorio Emanuele III, che il canone vada versato nel momento in cui si possiede una radio, un televisore, "un personal computer, un decoder o un qualunque altro apparato multimediale". In altre parole, la RAI afferma che ciò che ad esempio riceviamo sul pc è una radioaudizione!
E il bello è che la motivazione di tale decisione è basata sul fatto che un computer provvisto di scheda TV può ricevere regolarmente le trasmissioni delle varie reti televisive in chiaro. Non importa se il vostro PC non possiede una scheda TV, se non siete collegati ad internet o se non avete mai guardato in diretta le trasmissioni RAI sul vostro PC. In base al regio decreto siete comunque tenuti a pagare il canone. Stesso discorso per i telefoni cellulari.
Vi sembra una follia? Beh, non siete gli unici a pensarlo, dal momento che l'anno scorso sono stati oltre 600 gli utenti che hanno presentato ricorso dal momento che, dopo aver esplicitamente fatto richiesta di non volere più usufruire dei servizi RAI, o comunque privi di televisori in casa, si sono ritrovati una lettera del Servizio Abbonamenti Televisivi che intima loro di regolarizzare la loro posizione.
Per fortuna anche la politica si è accorta di questa scellerataggine e così ieri l'esponente della Sinistra Arcobaleno Angelo Bonelli ha chiesto pubblicamente spiegazioni e un'immediata correzione al provvedimento da parte del ministro delle telecomunicazioni Paolo Gentiloni. Che non ha dato risposte. Mi pare logico, in campagna elettorale non è elegante parlare troppo...


PS: Conscio dell'immenso lavoro di cui necessita la cosa, resto tuttora intenzionato a redigere un documento che illustri brevemente per ogni candidato di ogni lista politica in ogni collegio i principali fatti di rilevanza pubblica (incarichi lavorativi di interesse pubblico, storia politica, precedenti penali, pendenze giudiziarie, etc.). La domanda che mi sto facendo in questi giorni è se, data l'eccessiva mole, per Silvio Berlusconi non sia forse opportuno redigere un documento a parte. O se addirittura è il caso di dividere le informazioni che lo riguardano in volumi diversi, tipo enciclopedia Treccani. Ogni consiglio è ben accetto!

PPS: Questa mattina il "per la quinta volta" candidato premier del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi ha dichiarato ai microfoni di Radio Anch'io: "Sorridendo, ma mica tanto, dico che il mio è un partito monarchico per quanto riguarda il leader, che è uno solo e indiscusso, visto che ne è stato anche il fondatore".
Visti i monarchi che abbiamo avuto nel nostro paese, non mi sembra questo gran bel complimento! Però se l'è detto da solo, e io non intendo affatto smentirlo!

A presto!

domenica 24 febbraio 2008

Bipolarismo all'italiana



In questi anni abbiamo tanto sentito parlare della necessità di un sano bipolarismo in Italia. In quasi tutti i paesi del mondo da sempre si assiste ad un continuo scontro politico tra due diverse visioni del mondo: una progressista tendente a sinistra e una più conservatrice di destra.
Funziona così in Francia, in Spagna, in Gran Bretagna, nei paesi scandinavi, negli Stati Uniti (questa differenza tra destra e sinistra inizia a farsi notare persino lì!!). Ovviamente anche le singole visioni di destra e di sinistra al loro interno presentano un sacco di sfaccettature, ma fondamentalmente è possibile accomunare tali visioni micro-differenti in un'unica posizione di parte. Sinistra e destra, per l'appunto.
E qual è il paese che deve fare eccezione in questo? Indovinate un po'? (Questa domanda sta diventando un po' troppo retorica).

Alla prima eccezione italiana rappresentata per quasi cinquant'anni da un governo di centro e un'opposizione di sinistra, siamo passati ad una seconda notevole eccezione. Siamo di fronte ad un bipolarismo in cui si affrontano, di fatto, un partito di destra o centro-destra (fate voi), cioè il Popolo della Libertà, e un partito di centro-centro-con-lo-sguardo-tendente-a-tempo-perso-a-sinistra, ovvero il Partito Democratico. Entrambi in questo periodo la buttano continuamente sulla logica del voto utile: se sei di sinistra o centro-sinistra e non voti PD fai vincere Berlusconi, se sei di destra o centrodestra e non voti PdL fai vincere Veltroni, cioè Prodi, cioè la sinistra, cioè i comunisti.
E la "grande" informazione italiana, che va dal Corriere della Sera a La Repubblica (altrimenti meglio nota ultimamente come "Il Democratico") passando per i vari TG nazionali, non fa altro che rimarcare questa logica forzatamente bipolare: Veltroni e Berlusconi, Berlusconi e Veltroni. Il tutto a discapito del fatto che il PD attualmente rappresenta una forza del 31% e il PdL del 36%. E tutto il resto? Non conta...

Fin qui comunque la stranezza resta al minimo. Sono indubbiamente i maggiori partiti al momento ed è naturale che occupino la maggior parte degli spazi (anche se magari sarebbe meglio non occuparli tutti). Il problema principale è proprio rappresentato dal fatto che questi due soggetti politici, oltre a presentarsi come due grandi forze impegnate in una lotta senza quartiere con lo scopo di creare un bipartitismo coatto, accennino di tanto in tanto ad una particolare possibile situazione politica che si potrebbe verificare in Italia, cioè quella del governo di "larghe intese".

Poco tempo fa Berlusconi dichiarava al programma televisivo Matrix che l'unico voto utile sarebbe stato quello per lui o per Veltroni, il resto è un voto inutile. Venerdì sera, sempre a Matrix, ha tenuto a ribadire più chiaramente il concetto: "Se il risultato fosse vicino a quello di due anni fa non avremmo nessuna esitazione a proporre una grande coalizione". In altre parole, votate soltanto PD o PdL, poi magari faremo governo insieme senza opposizione! Immagino la gioia degli elettori di centrodestra (e di quelli del PD) che ascoltavano queste dichiarazioni! Ma perché poi questo genere di pirlate le propone sempre da Mentana? Mah...
La risposta di Veltroni, il sabato mattina: "L'errore è stato non fare la grande coalizione prima, in modo da andare a votare con una nuova legge elettorale ad aprile 2009".
Veltroni gioca sempre d'anticipo...

Beh, due partiti che vogliono monopolizzare in maniera coatta la preferenza elettorale per poi considerare anche solo minimamente la possibilità di un governo di larghe intese vanno a creare una situazione che è una imprecisata via di mezzo tra la presa per il culo e la dittatura. Fatto sta vedere verso quale delle due situazioni si rischierà di pendere...

In tutto questo poi è altrettanto curioso il processo politico del Partito Democratico. Dapprima determina unilateralmente lo scioglimento della coalizione di centro-sinistra, decidendo di presentarsi alle elezioni da solo. Successivamente fa una parziale marcia indietro, inglobando alcuni alleati persi per strada, ad eccezione di quelli di sinistra. Infine si dà vita ad un ragionamento politico secondo il quale il voto alla Sinistra è un voto perso, dal momento che l'unico modo per fermare Berlusconi è votare Partito Democratico.
Anch'io sto cercando di capire bene il nesso logico, ma mi sono perso al primo passaggio!

Insomma, ci troviamo di fronte ad un Veltroni che tenta di avvicinarsi sempre più al "cavaliere" dell'apocalisse con lo scopo di orientare su di sé i voti degli indecisi. Ma non abbiate paura, l'avvicinamento tra i due non è così probabile come possa sembrare, perché Berlusconi riesce sempre a smarcarsi.
Proprio quando Veltroni rischiava di spingersi troppo verso Berlusconi, parlando di fare in fretta la TAV e di agevolare le imprese, quest'ultimo ha subito messo in campo la proposta di rendere illegale, pena il carcere, l'utilizzo delle intercettazioni in fase giudiziaria, eccezion fatta per i reati di mafia, camorra e terrorismo.
Alla fine riesce sempre a dimostrare che fondamentalmente ci sono ancora delle differenze tra lui e Veltroni!

Alla prossima!

giovedì 21 febbraio 2008

Io corro da solo!


Foto: http://www.gillwallace.co.uk/

In questi ultimi giorni molti di voi avranno notato l'abbandono temporaneo dei temi strettamente politici su questo blog. Alcuni avranno anche sperato che finalmente avessi smesso anch'io di parlare della solita fuffa italiota. E invece no! Pensavate davvero di cavarvela così a buon mercato...?
Mi spiace per voi, ma gli spunti in questo paese non mancano mai, soprattutto gli elevati livelli di assurdità che si riescono a raggiungere in campagna elettorale!

Manca ormai un mese e mezzo alle prossime elezioni e la cosa più divertente che si nota in questo periodo è che la stragrande maggioranza delle forze politiche in campo non ha ancora terminato di stabilire quali saranno i partiti che comporranno le alleanze o le singole liste di partito.
Vi presento di seguito la situazione a livello elettorale in questo preciso momento. Sono le 15:06 mentre sto scrivendo questa frase, non vi lamentate con il sottoscritto se alle 15:12 è cambiata qualche alleanza o qualcuno ha deciso di fondersi in un'altra lista o qualcuno ha mollato un partito...!

La Sinistra Arcobaleno pare l'unico soggetto politico chiaro sin da adesso. E' la lista unica della sinistra dell'Unione e ne faranno parte Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica. Soggetto politico unitario e candidato premier: Bertinotti.
Fin qui tutto abbastanza chiaro.

Andando verso il centro del centrosinistra le cose si fanno più complicate... Arriviamo infatti al Partito Democratico, che probabilmente definirà le alleanze pre-elettorali praticamente a elezioni già terminate. Ogni tanto imbarcano qualcuno.
Ricordate quando Veltroni proclamò ad alta voce: "Noi alle elezioni andremo da soli"? (parlo di qualche giorno fa, non di un secolo fa!). Ecco, voglio andare controcorrente e non voglio far notare che non ha mantenuto l'impegno inizialmente preso. Anche se converrete con me che i tempi stanno davvero cambiando: una volta un politico faceva determinate promesse elettorali che poi non avrebbe mantenuto una volta andato al governo; adesso si gioca tutto di anticipo, si smentiscono le intenzioni politiche iniziali prima ancora di andare al voto!
Comunque, il fatto è che effettivamente non ha cambiato idea. Si tratta soltanto di capire cosa intendesse realmente Veltroni con questo "NOI" alle elezioni andremo da soli!
Dopo aver messo su l'alleanza con l'Italia dei Valori di Di Pietro, questa mattina il Partito Democratico si è apprestato ad ufficializzare l'intesa raggiunta con i radicali, che entreranno a pieno titolo nelle liste del PD.

Manca da chiarire la posizione definitiva che il PD adotterà verso il Partito Socialista. Probabilmente a breve confluiranno anche loro...
Alla fine, il giorno che si presenteranno le liste definitive, resteranno fuori dal PD: Bertinotti e la Sinistra Arcobaleno, Berlusconi, Beppe Grillo, Simone Cristicchi, Gino Strada, Pato, Del Piero, l'uccellino di Del Piero, Daniele Luttazzi, il giornalaio che sta vicino a casa mia e Frankie Hi-NRG. Gli altri tutti dentro!!

Piacevole anche notare l'elevato livello di democrazia interna che si respira nell'aria. Alla proposta di Di Pietro di non consentire a nessun privato di possedere più di una rete televisiva, si è scatenato il putiferio. Ma la cosa più bella è stato vedere Veltroni più contrariato di Berlusconi sulla proposta! E sono alleati!! "Di Pietro alla fine firmerà il programma del Partito Democratico ed è quello che conterà!", ha dichiarato Veltroni. A cuccia Di Pietro! Buono!! Seduto! Uoff uoff...!

Però, al tempo stesso, non posso non spezzare una lancia a favore del PD. A quanto pare stanno puntando sul rischio per quanto riguarda le candidature: più spazio agli esordienti e meno cariatidi della politica. E a tale proposito la notizia di ieri della decisione di non candidare De Mita. E sui TG ne hanno parlato come di un'assurdità.
Ciriaco De Mita, 44 anni di carriera politica in Parlamento. Un uomo che probabilmente ha avuto l'onore di conoscere Giolitti e Vittorio Emanuele I. Nessuno mi toglierà di mente la convinzione che abbia conosciuto di persona anche Cavour. Beh, il PD decide di non candidare questo grosso pezzo da museo e gli organi di informazione a disquisire come se fosse una rivoluzione! Ma cavolo, è il minimo!! E De Mita, offeso, ha lasciato il PD!
Se qualcuno ha il problema di non sapere dove sistemare i propri nonni, questo è il mio consiglio: non portateli in ospizio, che rappresenta a mio modesto parere una bruttissima mancanza di rispetto, candidateli come senatori! Magari con De Mita, Andreotti e Cossiga riescono a mettere su una lista elettorale davvero niente male! Il futuro è nelle loro mani!

Passiamo oltre e spostiamoci verso il centro del centrodestra. Qui troviamo l'Udeur, che dopo aver deciso di entrare nel Popolo della Libertà di Berlusconi, ed aver visto che l'offerta del cavaliere magari non era troppo soddisfacente, se n'è tirato fuori, ed ora vaga nella speranza che qualche partito centrista di buon cuore decida di caricarselo! Su chi ripone le speranze? Sulla Rosa Bianca di Tabacci e Baccini (sembra un duo comico che non fa ridere, tipo "Max e Tux") e sull'UDC di Casini, che si è appena tirato fuori dal PdL anche lui. Il bello è che nemmeno loro vogliono avere a che fare con il Mastellone. Povero Clemente, provo quasi un po' di pena per lui...
Ho detto QUASI, calma con gli insulti!!
E così tutti i soggetti centristi che ho appena citato correranno per conto loro.

Apro una parentesi: ma questa mania del correre...? Tutti che corrono! Ma sinceramente mi sembra che nessuno si sia realmente mosso dalla posizione in cui si trovava anche solo un mese fa! Stanno inchiodati per terra con degli spuntoni di acciaio e parlano di correre... Se solo qualcuno decidesse di farsi una camminata sarebbe già tanto...!

E infine passiamo al Popolo della Libertà, il soggetto unico del centrodestra. Che però a differenza del Partito Democratico, che raccatta per strada anche chi non ne vuole sapere niente, perde pezzi qua e là ogni minuto. Prima ha levato le tende Storace, poi Fiamma Tricolore che ha deciso di presentarsi con La Destra di Storace (candidato premier Daniela Santanchè), poi Mastella che evidentemente voleva "qualcosina" di più dal Berluska (in termini politici, mica parlo di interessi personali, non capite male!!) e infine Casini. Sto aspettando di vedere se anche Berlusconi se ne va dal suo stesso partito!


Mi raccomando... restate sintonizzati su questo blog! Non appena i vari soggetti politici che "correranno" per queste elezioni presenteranno ufficialmente le liste dei candidati (il 9 marzo), nel giro di pochissimo tempo stilerò una GUIDA ALLE ELEZIONI.

Innanzitutto per ogni lista politica segnalerò il link in cui trovare il rispettivo programma di governo (documento importante per determinare quanto meno l'atteggiamento politico che tale partito o soggetto politico intende intraprendere qualora risultasse vincitore).
Inoltre ricordo che il nostro sistema elettorale non ci consente di scegliere i singoli deputati e senatori che ci rappresenteranno in parlamento, ma soltanto la loro lista politica di riferimento. Ogni partito, per ciascuna circoscrizione, in base ai voti ottenuti, porterà un certo numero di rappresentanti in parlamento. E tali rappresentanti verranno eletti nell'ordine in cui sono presentati in lista.
In questo caso, mi sembra un gesto di civiltà presentare i candidati delle liste elettorali di ogni forza politica per ogni circoscrizione, descrivendo per ciascun candidato i fatti di rilevanza pubblica (carriera politica, incarichi ricoperti, pendenze legali o condanne civili/penali, eventuali cambi di casacca politica, etc...). Questo è quello che intendo fare!
Almeno così saprete chi state mandando in parlamento.

A prestissimo, come sempre!

martedì 19 febbraio 2008

Lords of war



In Italia, ogni qualvolta si approva una legge all'avanguardia rispetto al resto del mondo, ci mettiamo sempre poco, da buoni italiani, a fare marcia indietro. "Forse questa legge è un pò troppo in avanti", "va bene il progressismo, ma bisogna essere realistici", "Non possiamo metterci contro le super-potenze", "Con l'idealismo non si va da nessuna parte", "In fondo si tratta di soldi", etc.
Sto parlando della futuristica legislazione italiana relativa alla esportazione di materiale bellico in altri paesi e della sua medioevale applicazione.

Per cominciare, intendo mostrare l'articolo-chiave della legge 185/90, ovvero la legge che disciplina la vendita di armi alle altre nazioni. L'articolo è il numero 6 e dichiara quanto segue:

6. L’esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati:
a) verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i princìpi dell’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, fatto salvo il rispetto degli obblighi internazionali dell’Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere;
b) verso Paesi la cui politica contrasti con i princìpi dell’art. 11 della Costituzione;
c) verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l’ embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite;
d) verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo;
e) verso i Paesi che, ricevendo dall’Italia aiuti ai sensi della legge 26 febbraio 1987, n. 49, destinino al proprio bilancio militare risorse eccedenti le esigenze di difesa del paese; verso tali Paesi è sospesa la erogazione di aiuti ai sensi della stessa legge, ad eccezione degli aiuti alle popolazioni nei casi di disastri e calamità naturali.


Puntiamo l'attenzione sui punti a., b. e d.
In sintesi, l'Italia non può vendere alcun materiale bellico a paesi:
- In conflitto armato
- Che non ripudiano la guerra (come sancito nell'articolo 11 della nostra costituzione)
- Responsabili di violazioni dei diritti umani.

A questo punto, molti di voi saranno già stupiti nel sapere che in Italia vige una legge di questo tipo. Eravate convinti che ci fosse permesso tutto, vero? Beh, invece è in vigore una tale legge che definire progressista è riduttivo. Vediamo come il nostro paese applica questa legge... (temete già la risposta, dite la verità!!)



BIRMANIA

Il caso più eclatante è quello relativo alla Birmania. In Birmania vige una rigidissima dittatura militare da ben 17 anni. Nel 1991, in seguito alla caduta del regime filo-cinese, vennero tenute libere elezioni, vinte in grandissima misura dalla Lega Nazionale per la Democrazia. Ma il partito unico dei militari allora al governo contestò il risultato, sciolse l'Assemblea Popolare così eletta, incarcerò la leader della LND, Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace, e, con un colpo di stato in piena regola, riprese il potere, tuttora detenuto. Molti ricorderanno la celebre manifestazione dei monaci buddisti contro il regime avvenuta alcune settimane fa, repressa brutalmente nel sangue ancora una volta da parte delle forze armate.
Se vogliamo rendere l'idea di quanto sia "rigido" questo regime, basti pensare che, da quando gli U2 scrissero "Walk On" dedicata per l'appunto ad Aung San Suu Kyi e alla sua lotta per la liberazione del popolo di Myanmar (il nuovo nome della Birmania dall'inizio del regime), il governo proibì la vendita e il possesso di qualsiasi materiale musicale della band, pena il carcere.
Pertanto, se io andassi in Birmania finirei nella migliore delle ipotesi a fare compagnia ad Aung San Suu Kyi nei suoi arresti domiciliari. Però intanto continuerei ad ascoltare Walk On!
In ogni caso, è evidente la palese violazione del criterio di ripudio della guerra nonché quello sulla violazione dei diritti umani di questo paese. Ma non per l'ex governo italiano. Dal 2001 al 2003 il governo Berlusconi autorizzò la vendita di armi al regime di Myanmar per un totale di 9 milioni di dollari americani. Un peccato perdersi questo malloppo, no?
Chi sono gli altri finanziatori militari del regime birmano? Russia, Cina, Serbia e Montenegro. Aggiungiamo l'Italia e abbiamo definito il quintetto dei Re della Democrazia nel mondo.



CINA

A proposito di Cina, credo sia inutile parlare delle centinaia di esecuzioni che si svolgono ogni anno in Cina, in seguito a condanne derivate da processi tutt'altro che equi ed imparziali. E' altrettanto inutile parlare del regime a partito unico che vige in quel paese, della sistematica violazione dei fondamentali diritti umani e della mancata ratifica da parte del governo cinese delle varie "carte" ONU in tema di riconoscimento e salvaguardia dei diritti umani. Naturalmente la Cina è membro permanente con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, quindi sarebbe anche stupido aspettarsi un documento formale dell'ONU che determini una minima condanna ufficiale.
In ogni caso l'Unione Europea vieta in ogni caso la vendita di materiale bellico al regime di Pechino. Peccato che l'Italia faccia parte dell'Europa solo quando le conviene... Stesso discorso per altri paesi europei.
L'Italia ha esportato armi in Cina dal 1986 al 2001, per un valore commerciale pari a 62 milioni di dollari. Nulla in confronto, ovviamente, ai 329 intascati dalla Germania o ai 1154 finiti dritti dritti nelle tasche francesi. Piccola nota di colore: la neutralissima Svizzera dal 1997 ad oggi vende 8 milioni di dollari di materiale bellico ogni anno. Non interveniamo militarmente, lasciamo che gli altri si scannino tra di loro!



CHILE

Sempre restando in tema di Svizzera, viene fuori che questo paese non è noto solo per il latte, la cioccolata e gli orologi, ma anche per una produzione bellica di una certa qualità, invidiata da ogni spietato dittatore del pianeta. La Cina è un affare redditizio recente, ma in passato la confederazione elvetica ha raggiunto picchi di splendore militare ben maggiori.
In seguito al terribile colpo di stato operato dal generale Augusto Pinochet (che mai pagherà dazio per aver avuto il privilegio di aver vissuto 91 anni, 91 di troppo!) nel 1973 ai danni del governo democratico di Salvador Allende, la Svizzera ben pensò di farsi amico il nuovo "campione della democrazia sudamericana", iniziando un'esportazione di armi che iniziò nel 1980 e che dura tutt'oggi.
Gli altri paesi che finanziarono militarmente il Cile di Pinochet? Stati Uniti (scusate l'ovvietà), Regno Unito e Israele (come se quelle utilizzate nella guerra contro il popolo palestinese avanzassero!).



RUSSIA

Il paese però militarmente più curioso resta senz'altro la Russia. Storicamente l'Unione Sovietica adottava la politica di foraggiare militarmente i paesi "politicamente vicini". In seguito alla dissoluzione dell'URSS, la Russia, da Eltsin a Putin, ha assunto una visione molto più pragmatica (in questo caso parola gentile per indicare affarista, senza scrupoli, dittatoriale e criminale): vendita di armi senza limiti! E senza un minimo criterio, se non quello dell'intascare più denaro possibile.
Un esempio su tutti: nel periodo cruciale della guerra d'indipendenza in Jugoslavia, la Russia vendeva armi al governo federale serbo (dal 1992 al 2000) e alla Croazia (dal 1992 al 1993). Finanzia tuttora il governo etiope e quello eritreo, ancora oggi in guerra tra loro. Finanzia l'Iraq dalla caduta di Saddam Hussein e anche i vicini "nemici" Iran e Siria. Fornisce materiale bellico alla Corea del Nord, ma non disdegna un cospicuo finanziamento militare a quella del Sud, e così via...



HAITI

La Russia non ha però assunto questa politica così, come se ne fossero gli artefici. In questo senso la grande scuola USA non ha eguali. Si pensi, ad esempio, all'approvvigionamento bellico che diedero ad Haiti nel 1969 per 2 milioni di dollari e ai ribelli dello stesso paese per 6 milioni di dollari. Oppure ai rifornimenti militari per l'Iraq di Saddam Hussein fino al 1988, per poi scatenargli una guerra contro nel 1990.
Il maestro è pur sempre il maestro!



MESSICO

E' un caso che le esportazioni di armi USA in Messico abbiano avuto il picco massimo nel periodo tra il 1996 e il 2001, casualmente coincidente con il periodo di maggior repressione da parte del governo messicano del movimento di opposizione EZLN. Dal 2001 gli Stati Uniti hanno preferito invece mandare avanti Israele, che è diventato il principale partner militare.



PAKISTAN

E' di questi giorni la crescente ondata di violenze e di repressione delle opposizioni in Pakistan. Un vento di cambiamento però pare soffiare in quel paese, in cui il Presidente uscente Musharraf, principale alleato USA della zona, parrebbe uscire sconfitto dalle ultimissime consultazioni elettorali. In ogni caso, il governo di Musharraf è stato a lungo criticato dalla comunità internazionale, per la mancanza di regole democratiche interne e per la sovente violazione dei diritti umani nel paese. Ma non essendoci alcuna sanzione ufficiale, l'Italia ha ben pensato di fornire materiale bellico al Pakistan dal 2000 al 2005.



SUDAFRICA

Il regime sudafricano che per decenni soggiogò la popolazione nera con la folle regola dell'Apartheid, ebbe come principale partner per la fornitura di armi, indovinate chi...? L'ITALIA! Siamo stati il partner più duraturo (dal 1966 al 1986), anche del Regno Unito che finanziò militarmente il governo all-white sudafricano dal '77 all'87. Curioso vedere come sono cessati i finanziamenti militari da parte di tutti i paesi dopo la democratica presa del potere da parte dell'African National Congress, di Nelson Mandela.



TURCHIA

Per la Turchia, oltre che un privilegiato partner economico, siamo anche un grande partner militare. Numerose sono state le forniture militari messe a disposizione dall'Italia in questi anni. Che poi la Turchia le usi quasi esclusivamente per la repressione nel sangue della ribellione del popolo curdo, non ci riguarda!



I dati forniti finora riguardano le esportazioni di materiale bellico pubblicamente riconosciute da documenti nazionali, europei e delle Nazioni Unite. Inutile precisare che la legge italiana che TEORICAMENTE vieterebbe le armi ai sopracitati paesi, non stabilisce nemmeno dei criteri per il controllo del destinatario finale di tali esportazioni. Ad esempio, l'Italia potrebbe vendere armi agli USA che le vendono ad Israele per invadere il Libano, in cui l'Italia opera attraverso la missione di pace dell'Onu Unifil. Ovviamente, questo è un problema secondario, visto che non abbiamo problemi nel violare la legge, vendendo armi direttamente alla Cina, alla Birmania, etc.
Siamo fatti così, cosa ci vogliamo fare...



Per una lettura più approfondita sulla questione, consiglio i seguenti link:

Stockholm International Peace Research Institute
Peacelink
Peace Reporter
Amnesty Italia

venerdì 15 febbraio 2008

L'omicidio di Federico Aldrovandi


Foto: Corriere della Sera

Forse non piacerà troppo il tono eccessivamente serio di questo post, ma su un argomento di questo tipo è difficile, complicato, fuori luogo fare dell'ironia.
Federico Aldrovandi aveva 18 anni, troppo giovane per morire. Soprattutto se si tratta di morire in questo modo...

E' il 25 settembre 2005, sono passati già più di due anni. Federico aveva compiuto da pochi mesi i suoi 18 anni. La settimana successiva avrebbe dovuto dare l'esame per prendere la patente. Il 25 settembre 2005 era sabato sera e in periferia di Ferrara, così come in tutte le altre parti del mondo, ci sono ragazzi che escono per divertirsi con gli amici.
E' di ritorno dal Link, il locale in cui ha passato la serata con gli amici. Appena rientrati a Ferrara, lascia il gruppo di amici e decide di tornare a casa a piedi da solo, vuole rilassarsi un po', passeggiare. E' molto tardi, è vero, sono le 5 passate, ma è ancora estate e non c'è nulla di male a fare un giro a piedi per tornare a casa. O forse sì, a quanto pare.
Una telefonata arriva alla polizia da una donna che abita nella zona che Federico sta percorrendo in quel momento. Questa donna vede un ragazzo camminare un po' stranamente, forse canticchia, non si sa. Alle 5:47 arriva una volante della polizia. Alle ore 6:10 i poliziotti chiamano il 118: Federico è morto.
L'ambulanza lo trova 8 minuti dopo a terra, con le manette ai polsi. E' morto per arresto respiratorio. Resta a terra per ore. Nonostante sia stato dichiarato clinicamente morto, viene lasciato lì, per terra, senza nemmeno un lenzuolo a coprirlo. E' carne da macello...

Iniziano a filtrare le prime voci: è morto un albanese, un drogato. Forse un albanese drogato, ancora meglio! Che bello sarebbe se fosse stato così, giusto per farcire un po' i telegiornali nostrani di un'ulteriore vena di razzismo. Ma non è successo nulla di tutto questo.

Intanto a casa di Federico tutti sono preoccupati per la sua assenza. E' soltanto alle 11, 5 ore dopo il decesso, che una pattuglia si presenta a casa Aldrovandi per raccontare l'accaduto. Ed è a questo punto, che la polizia dovrà fornire una versione dei fatti, dell'accaduto. Spetta a loro spiegare le cause che hanno portato alla morte di Federico.
La prima versione: "Ha preso qualcosa che gli ha fatto male". Si parla di overdose. Basta guardare il viso sfigurato, il sangue alla bocca, le ecchimosi all'occhio destro, ferite lacero-contuse e lo scroto schiacciato.
Seconda versione: "Era una furia" dicono gli agenti. Raccontano di comportamenti auto-lesionistici del ragazzo. Dicono che le ferite se le è procurate da solo. Sbattendo la testa contro il muro. Ah sì, giusto, d'altra parte era drogato, stava in overdose. Perfetto! Così riusciamo a sintetizzare le due versioni.
La domenica mattina, arriva la prima versione ufficiale, la terza complessivamente: agli amici di Federico viene detto che è stato trovato morto su una panchina in seguito ad un malore. E quindi iniziano domande del tipo: "Lo sappiamo che siete tutti drogati, diteci dove comprate la roba!".
Ovviamente partono le indagini. A chi assegnano le indagini del caso i pm? Logico, alla Polizia! Il procuratore capo parlerà da subito di morte non causata da percosse, bensì dall'uso di sostanza stupefacenti in dose massiccia. Peccato che la perizia tossicologica smentirà categoricamente questa ipotesi.
Parte le quarta versione: dopo giorni e giorni viene pubblicato il rapporto delle volanti, che parlano di una seria colluttazione con Federico Aldrovandi. Due poliziotti pare siano stati sottoposti alle cure dei medici.
Beh... solo adesso lo dite? Pronti ad intervenire quanto a descrivere i fatti! E compaiono le prime foto di due manganelli rotti durante la colluttazione... o forse meglio dire il pestaggio, no? Considerando tra l'altro che il ragazzo è stato trovato morto, con le manette ai polsi...

Durante il processo per l'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, verrà chiesto all'ex capo dell'ufficio volanti, Paolo Marino, perché non riferì pubblicamente la notizia dei due manganelli. "Una dimenticanza" è stata la risposta "anche perché sul volto del ragazzo non c'erano segni né sangue", fatta esclusione delle ecchimosi e del sangue alla bocca, giusto?

In fase processuale, difatti, iniziano ad emergere diverse contraddizioni nelle versioni degli agenti della volante che sono intervenuti quella mattina, nelle dichiarazioni del centralinista del 113, quello del 112 e di alcuni ufficiali di polizia. I dubbi diventano sempre maggiori, finché non spunta fuori un video. Un video girato dall'agente della polizia scientifica dopo che l'ambulanza era andata via, mentre il corpo di Federico era ancora a terra. E' un video girato prima ancora che arrivasse il medico legale, ovvero alle 9:30. E' un video che parla da solo. Credo che chiarisca la situazione meglio di qualsiasi testimonianza, soprattutto considerate le centinaia di versioni contraddittorie fornite dagli agenti di "pubblica sicurezza".

Il video è il seguente. E' tratto dal blog Beppegrillo.it ed è il video che descrive meglio le immagini e i dialoghi ripresi. Premetto che le immagini sono estremamente dure, così come sono raccapriccianti i dialoghi. Pertanto se ne sconsiglia vivamente la visione a coloro che potrebbero rimanerne facilmente impressionati.



Non è facile proseguire dopo la visione di questo video. Mancano le parole...
Rabbia e sconforto assieme, queste invece non mancano.

E' accettabile l'idea di vivere in un paese in cui un ragazzo esca di casa per fare un giro con gli amici la sera, per poi non fare più ritorno? Solo perché quattro tizi esaltati in uniforme hanno deciso di dimostrare per l'ennesima volta il loro potere, la loro autorità, il potere di sopraffazione che la legge gli consente sui più deboli?
E' accettabile per una madre o un padre aspettare il ritorno di un figlio o di una figlia un sabato sera, con la preoccupazione che qualcuno possa far loro del male, che possano essere brutalmente ASSASSINATI da squallidi tizi in divisa blu?
E' accettabile che con le nostre tasse si paghino persone che ammazzino in maniera del tutto sconsiderata i nostri figli, i nostri fidanzati, i nostri cugini, i nostri amici e che continuino a pattugliare le strade, a portare l'ORDINE nelle città tutt'ora, perché NO, non si può sospendere un poliziotto in attesa di giudizio, giusto?
Anche i poliziotti sotto processo per le violenze alla caserma di Bolzaneto, durante il G8 di Genova, sono lì tranquilli ad esercitare il loro dovere di "tutori dell'ordine".


Chiudo il post citando un frammento tratto dal blog aperto in onore di Federico Aldrovandi e gestito dalla madre di Federico.
Siamo comunque in Tribunale, davanti alla giustizia. Stabilirà il giudice se gli imputati saranno giudicati colpevoli.

Ma tutto il resto chi lo giudicherà?

Siamo cittadini normali, paghiamo le tasse. Di fronte a tutti gli errori, pasticci, omissioni e falsi che si sono accavallati in modo impressionante fin dai primi minuti dopo la morte di mio figlio, chi pagherà?

Se il magistrato non si è recato sul posto, se addirittura l’ufficiale di polizia giudiziaria che avrebbe dovuto indagare ha confessato di aver contribuito a redigere lui stesso le relazioni di servizio degli indagati, se sono scomparsi i manganelli, se molte fotografie non sono state mai consegnate al pubblico ministero, chi ha fatto e permesso tutto questo possibile che non debba pagare?

Oppure solo i normali cittadini se sbagliano devono pagare mentre chi non lo è ha licenza di uccidere?

"Chiunque sbagli paga", loro non sono stati nemmeno sospesi, come succede per qualunque lavoro pubblico nell’attesa di un giudizio.

Perchè questo per loro non vale? perchè ai loro amici è permesso intimidire e minacciare i testimoni impunemente? restano imperterriti al loro posto, a loro tutto è permesso, mentre i miei avvocati, per essersi dall’inizio ribellati alle falsità hanno un procedimento disciplinare in corso? tutto questo non è degno di un paese civile e democratico.

Il processo avrà il suo corso, ma non possiamo ignorare come esso sia stato falsato da omissioni e falsi commessi in relazione all’indagine. Chi pagherà per questo?

giovedì 14 febbraio 2008

Idiozia ormonale



Alle 13:04 di quest'oggi, il direttore del Foglio Giuliano Ferrara, già noto per la sue nette posizioni anti-abortiste, ha espresso la propria opinione (come se ce ne fosse bisogno!) sull'ormai celebre caso del regolare aborto al policlinico Federico II di Napoli. Al solo scopo di deridere la terribile posizione della donna sottopostasi alla procedura di aborto e di ridicolizzare una questione tanto seria, in qualità di grande luminare di medicina ha dichiarato che la "Sindrome di Klinefelter", quella di cui era affetto il nascituro, non è affatto così pericolosa come possa sembrare.
A tale proposito, ha pubblicamente esposto l'intenzione di fare al più presto le analisi per dimostrare che egli stesso ne è affetto.
Questa sindrome , ha spiegato Ferrara, è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l'altro un'alterazione degli organi sessuali; "e siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle - ha aggiunto - farò le analisi".

Ha dimenticato di dire che tale sindrome determina molto spesso anche dei ritardi mentali.
Allora forse ha ragione lui: ne è davvero affetto!

mercoledì 13 febbraio 2008

Passi indietro



Pensavamo di trovarci di fronte ad un grosso medioevo politico. Non è così... O perlomeno, il medioevo non riguarda soltanto le nostre istituzioni politiche. Sono di ieri le due notizie di cui sto per parlarvi, e nè l'una nè l'altra fanno onore al nostro povero e malandato paese.

Ci troviamo a Napoli, precisamente al policlinico Federico II. Sono le 19:20. Da qualche minuto una paziente dell'ospedale si è appena sottoposta ad una procedura chirurgica delicatissima. E' ancora sotto l'effetto degli anestetici.
In questo preciso istante due volanti della polizia si precipitano verso l'ospedale a sirene spiegate. Dalle vetture escono 7 agenti che irrompono nella struttura, salendo in fretta e furia al reparto di ostetricia dell'ospedale, per poi dividersi in mini-gruppi, con l'intenzione di bloccare il primario, gli infermieri, la paziente e la sua compagna di stanza ed interrogarli.
Il motivo di tutto questo?
Questa donna non è Bernardo Provenzano evaso dal carcere e travestito, non è Osama Bin Laden, non è uno dei leader dell'ETA, nè tanto meno una brigatista latitante appena macchiatasi di 22 omicidi e nemmeno un politico dell'Udeur! (per la cronaca: oggi ne hanno arrestato un altro... per la gioia di Berlusconi e Fini, suoi nuovi colleghi di partito!). Questa donna, Silvana, invece, si è appena sottoposta ad una regolare procedura per l'aborto. E' bastata una denuncia anonima di "tentato feticidio", che la polizia di Napoli si è mossa come neanche stessero braccando il peggiore serial killer della storia.
Silvana era alla ventunesima settimana di gravidanza e la legge 194 stabilisce chiaramente che i tempi per abortire non possono superare i 90 giorni dal concepimento. Con una grossa eccezione: tali termini diventano 23 settimane se il feto è malato e, pertanto, è a repentaglio la salute del nascituro o della madre. In questo caso il bimbo sarebbe nato affetto dalla cosiddetta "Sindrome di Klinefelter", che produce: alterazioni ormonali che causano una "femminilizzazione" del soggetto, diabete e possibili ritardi mentali, senza contare il rischio di gravi problemi psichici per la madre.
Non importava che il tutto si stesse svolgendo nei tempi previsti dalla legge. E' bastata una telefonata anonima alla polizia per scatenare la caccia al malvivente!
Dettaglio ininfluente, ma che aggiunge drammaticità e comicità al tempo stesso al tutto: la donna era intenzionata ad avere il bambino. Le fu diagnosticata la sindrome del feto soltanto alla 19° settimana e pertanto, su ulteriore consiglio dei medici, decise di abortire. Ma questo è solo un dettaglio: fortunatamente in Italia, come in quasi tutti i paesi del mondo, il diritto all'aborto è lì, inintaccato, e non riguarda solo ed esclusivamente questo genere di casi. Anche se questo a volte pare non importare nulla. Persone come Giuliano Ferrara, Camillo Ruini, Paola Binetti (senatrice del Partito Democratico) da tempo cavalcano, in modi differenti, la lotta anti-abortista in questo paese, e in questi giorni si sta ricreando un clima per nulla sereno su questo argomento. Torniamo a parlare di temi discussi decenni fa. Senza pensare ai diritti delle donne che partoriscono. Ci piace guardare al futuro...


Un'altra notizia, di tono decisamente più leggero, sebbene non maggiormente piacevole, è la condanna per Valentino Rossi al pagamento di arretrati all'Agenzia delle Entrate per evasione fiscale.
In base a svariati accertamenti fatti mesi or sono, i mancati pagamenti da parte del "dottore" allo stato italiano ammontavano alla modica cifra di... 112 milioni di euro, sanzioni e interessi compresi, per fortuna!!!
A quanto ammonta la cifra che Valentino dovrà pagare per uscire "lindo e pinto" da questa storia ed essere un contribuente onesto e diligente come tutti quanti (beh... quasi tutti!)? Udite udite: 35 milioni di euro! Il tutto da pagare, tra l'altro, in 12 comode rate! Provate voi ad andare in rosso sul vostro conto in banca per 112 milioni di euro e vediamo che succede...! E non dite che Tronchetti Provera lo sta facendo da anni perché non vale!! Troppo facile...
Perché questo maxi-sconto? Perché nel nostro paese c'è un decreto legge (il numero 218) che stabilisce, all'articolo 2, che quando c'è collaborazione da parte dell'indagato, le sanzioni vengono ridotte a "un quarto della misura minima prevista dalla legge". Un quarto della misura minima...
Un altro regalo (pari a 15 milioni di euro non conteggiate nei 112 totali) lo fa personalmente l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (lo so che speravate di non sentire più pronunciare questo nome, ma è come il raffreddore allergico, almeno una volta all'anno spunta fuori... e spesso non se ne va più!). Difatti l'evasione contestata soltanto per l'anno 2000 è di fatto inimpugnabile e impossibile da contestare ufficialmente, grazie al condono fiscale ad opera di tale ex-ministro. Capite perché non bisogna mai pensare di essere nella peggiore situazione politica in Italia? Perché c'è sempre qualcosa che ci ricorda che c'è sempre di peggio! In questo caso si chiama Giulio Tremonti.
Il tutto è reso ancora più odioso, perché mentre al signor Rossi lo stato abbuonava con una amichevole pacca sulla spalla il 68.75% di ciò che era tenuto a pagare, fuori dall'Agenzia delle Entrate di Pesaro si stava tenendo l'ennesima manifestazione di protesta degli impiegati dell'ufficio contro il mancato rinnovo del contratto.
Siamo uno splendido paese!! Mancano i soldi per le scuole e le università, per l'aumento del potere d'acquisto degli stipendi, per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, però permettiamo sconti di 3/4 su pene pecuniarie di questo calibro per ogni infrazione!
L'intera scena è stata coronata dalla foto di rito finale, con Valentino Rossi protagonista assieme agli impiegati presenti in ufficio con cui aveva appena terminato la contrattazione, davanti ad una serie di poster di Valerossi appesi in bella vista proprio nell'agenzia, alla fine della conferenza stampa.


Nota politica della giornata: l'Udeur, Dini, la Mussolini, la DC di rotondi sono ufficialmente entrati nel Pastone della Libertà, Di Pietro alleato a quello democratico. Restano, al momento, caparbiamente autonomi dai due maxi-poli Sinistra Arcobaleno, la Destra di Storace e UDC+Rosa Bianca. Vediamo chi tra questi molla per primo la prova del coraggio!

Alla prossima!

domenica 10 febbraio 2008

Vietato parlare!


Foto: www.uilcabapv.it

Mancano appena due mesi alle elezioni e sono più che convinto che quanto prima inizieremo a rimpiangere i giorni in cui le prime pagine dei giornali erano occupate dalle dichiarazioni deliranti di Mastella. E' ufficialmente cominciata la campagna elettorale e si percepisce già un'atmosfera che ha quel frizzantino tipico della Coca Cola sgasata. Non voglio dilungarmi troppo su questo argomento, anche perchè l'ho già fatto a sufficienza nei post precedenti, ma vorrei spendere qualche parola sugli attuali candidati presidenti del consiglio.

Alla luce dei dibattiti che stanno infiammando l'america in questo periodo di primarie e in vista delle prossime elezioni politiche in Spagna, in cui Zapatero è dato in netto vantaggio nei sondaggi, la parola più spesso pronunciata in questi giorni in Italia dai vari esponenti politici è "cambiamento". Una parola che andrebbe usata quantomeno con parsimonia, così da non inflazionarne il nobile significato, soprattutto se a pronunciarla sono personaggi politici che calcano la scena politica da decenni.
Vediamo chi sono i candidati premier che in questi giorni si stanno lottando il patrocinio del "cambiamento":

  • Sinistra Arcobaleno: Fausto Bertinotti, 68 anni il 22 marzo, in parlamento dal 1994.
  • Partito Democratico: Walter Veltroni, 52 anni, in parlamento però dal 1987.
  • Popolo della Libertà: Silvio Berlusconi, 71 anni, in parlamento dal 1994, per la quinta volta candidato alla Presidenza del Consiglio.

Queste sono le nuove leve a cui affideremo il prossimo governo del nostro paese. Ed evito accuratamente di citare i leader dei vari partiti o i candidati "minori" alle prossime politiche, e tanto più le figure istituzionali attualmente in carica. Credo che nel conclave per l'elezione del papa l'età media dei cardinali sia inferiore!
In tutti i paesi del mondo (fanno forse eccezione il Botswana e il Tagikistan) c'è l'usanza non-scritta in base alla quale dopo una sconfitta elettorale, al massimo due, è buona creanza levare le tende e ritirarsi a vita privata. Una lezione che uno dei 3 candidati sopra citati pare non aver ancora compreso appieno!
Un altro dei 3 candidati, quello che tutti indicano come l'uomo-nuovo della politica italiana, è quello che è stato già segretario dei DS (l'embrione dell'attuale PD) dal 1998 al 2001, vice-presidente del consiglio nel primo governo Prodi (1996-1998) e sindaco di Roma dal 2001 a tutt'oggi. Alla faccia dell'homo novus!

Un breve confronto con i personaggi politici più importanti in giro per il mondo:
  • Jose Luis Rodriguez Zapatero, primo ministro spagnolo, 43 anni il giorno della sua elezione;
  • Tony Blair, ex premier del Regno Unito, 44 anni il giorno della sua prima elezione;
  • Gordon Brown, attuale premier del Regno Unito, 47 anni a breve.
  • Nicolas Sarkozy, presidente della Repubblica Francese, 52 anni.
  • Angela Merkel, primo ministro tedesco, 51 anni il giorno dell'elezione a tale carica.
  • Barack Obama, candidato alle primarie democratiche negli Stati Uniti d'America, 46 anni.
Di questo passo, invece, i nostri parlamentari avranno diritto alla pensione prima ancora di essere eletti.

La cosa più penosa in questi giorni è senza dubbio la tipologia dei discorsi da campagna elettorale. Una volta la campagna elettorale era il momento in cui nel paese si confrontavano le idee contrapposte dei vari partiti che si candidavano alle elezioni: ognuno presentava il proprio programma politico e definiva quali erano le leggi e le riforme da affrontare, i provvedimenti più urgenti da prendere e stabilivano COME attuare tali proposte.
Ora invece è il momento della nazione in cui si confrontano un inventore di proverbi e frasi fatte ed un matematico-sondaggista.
Vi presento i passaggi principali del discorso di apertura di campagna elettorale di Walter Veltroni (riportate da Repubblica.it):

- "Il nostro Paese deve tornare ad aver fiducia nel futuro"
- "Bisogna ritrovare lo spirito di essere italiani"
- "Vivere il presente e guardare al futuro"
- "Al primo posto sempre il bene del Paese"
- "Comincia un tempo nuovo per l'Italia"
- "La priorità sono gli interessi nazionali"
- "Gli italiani sono stanchi di questa politica"
- "Il Partito democratico è nato per unire l'Italia"
- "La politica è un mezzo, non il fine"

Un partito fondato sui programmi, devo dire!

Non si è fatta attendere la risposta "politica" dell'altro candidato, Silvio Berlusconi: "Siamo al 50% e il PD è al 26%. Questo dicono i sondaggi".

Ecco quali sono i figuri a cui rischiamo di affidare il nostro paese...


Intanto vorrei porre all'attenzione di tutti una pessima notizia che arriva oggi dalla Gran Bretagna.
Il comitato olimpico britannico (BOA) ha presentato a tutti gli sportivi che parteciperanno alle prossime olimpiadi di Pechino 2008 un documento di 32 pagine in cui si impegnano a non esprimere in nessun modo alcuna critica al governo cinese. In altre parole, sarà vietato agli atleti che gareggeranno sotto le insegne della Union Jack esprimere alcuna considerazione, ad esempio, in merito al tema dei diritti umani, o fare un discorso pubblico in cui si accenni in qualche modo ad una qualsiasi religione. Ricordiamo infatti che la Cina è da decenni sottoposta ad una rigida dittatura, che vieta espressamente qualsiasi forma di riunione in pubblico che non siano quelle esplicitamente autorizzate dalle autorità governative, vieta l'espressione pubblica di qualsiasi tipo di messaggio religioso, nega il diritto agli accusati ad un giusto processo (sono centinaia i condannati in Cina sottoposti a brutali esecuzioni sommarie, senza essere stati sottoposti ad un regolare ed equo processo) e nega il diritto all'organizzazione di qualunque associazione politica che non sia quella del partito unico al potere. Il governo ha inoltre il totale controllo dei contenuti di tutti i mezzi d'informazione, dalla televisione ai giornali, fino ai contenuti in rete. Difatti ogni sito web è accessibile dal territorio cinese solo se espressamente autorizzato dal governo.

Fa piacere sapere che il comitato olimpico inglese ci tenga tanto alla libera espressione dentro e fuori i territori nazionali. Meglio non urtare la suscettibilità di un governo con il quale si fanno tanti buoni affari economici come la Cina...
La libertà è un'opzione, le relazioni commerciali sono la certezza.

mercoledì 6 febbraio 2008

Suspence...



Certo che il cinema americano certe volte ha una qualità davvero impressionante! Talvolta magari assistiamo ad alcune opere cinematografiche alquanto scadenti, ma spesso ci ritroviamo ad apprezzare film che ci tengono incollati sullo schermo per ore ed ore, nell'attesa spasmodica di scoprire quale possa essere il finale (sempre che non si tratti di uno di quei film dove il regista vuole fare la trovata del secolo e di proposito non mette un finale alla storia, al che la persona più pacata del pianeta prende un posacenere, uno sgabello, un amico o il coniuge e lo lancia contro il televisore!).
Ecco, questa volta sono riusciti a trasferire, come si deve, la finzione nella realtà...

In molti aspettavano qualche risultato indicativo dalle primarie americane, almeno qualche numero che indicasse un vantaggio di un candidato rispetto all'altro. Niente di tutto questo, almeno per quanto riguarda il fronte democratico. In quanto a voti non c'è stata alcuna netta prevalenza: la Clinton ha vinto in 8 stati, Obama in 13 (in media però meno popolosi di quelli in cui ha vinto la rivale). Si consideri poi che le vittorie non vengono assegnate direttamente in base ai voti conseguiti nel complesso, bensì, ogni stato, sulla base dei voti ottenuti, assegna un certo numero di delegati ad ogni candidato. Il candidato che riuscirà ad ottenere alla fine di tutte le primarie la maggioranza assoluta dei delegati (2025 di 4049) sarà ritenuto il vincitore. (Tranquilli... se dovete rileggere le ultime frasi per capire bene il meccanismo non mi offendo!)
Inoltre i complessi meccanismi di attribuzione dei delegati in ciascuno stato rendono ancora difficili i calcoli sul computo totale. Basti pensare che lo staff della Clinton ha delle previsioni che prevedono una vittoria di margine per lei, mentre quello di Obama l'opposto... Mi ricordano quelle belle puntate di Porta a Porta dopo le elezioni (va bene una elezione qualsiasi!) in cui pareva avessero vinto tutti! Vespa compreso...

In ogni caso, per quel poco che è stato possibile vedere, ciò che per molti era utopia, una mera illusione, si sta aprendo nuovi spazi di realtà... la vittoria di Obama diventa un'opzione plausibile ogni giorno di più. Ora non resta che attendere di vedere se "l'insurrezione generazionale del cambiamento" riuscirà ad avere un buon esito.

Da noi invece, cosa sta succedendo?
Beh, il tentativo di un governo Marini per fare la riforma elettorale è morto sul nascere (non l'avrei mai detto!) e a questo punto le uniche cose certe sono:
  1. Si va a votare il 13 aprile. E secondo alcuni calcoli del senatore Calderoli della Lega Nord, grazie all'aver fissato proprio questo giorno, il nuovo parlamento si insedierà il 29 aprile, consentendo così ai vecchi parlamentari di restare in carica giusto un giorno in più di quelli necessari per ottenere il vitalizio. Sarebbe anche un discorso credibile da valutare anche con attenzione, se solo non l'avesse fatto Calderoli!

  2. Si va a votare con l'attuale legge elettorale, che assegna al partito/coalizione che prende più voti il 55% dei seggi (indipendentemente dal numero esatto di voti presi). Alla luce di tutto questo il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni (l'uomo che ha la stessa lungimiranza di un bradipo bendato) ha deciso che in ogni caso il PD correrà da solo alle elezioni, cosicchè se anche PD + Sinistra Arcobaleno insieme prendessero più voti della Casa delle Libertà, comunque sarebbero questi ultimi a papparsi il premio del 55%! Ovviamente la cosa cambierebbe se il Partito Democratico da solo prendesse più voti di tutto il centrodestra. In tal caso Veltroni diventerebbe il prossimo presidente del Consiglio.
    Ieri proprio lui ha dichiarato che crede nella vittoria, così come è risalito nei consensi Barack Obama negli Stati Uniti... Si è paragonato a Barack Obama!! Preferivo di gran lunga Berlusconi quando credeva di essere Napoleone o Gesù!
    Sto provando a immaginare la scena di Veltroni Presidente del Consiglio a colloquio con Zapatero, Sarkozy, Angela Merkel, Obama magari... mi spiace ma non ce l'ho fatta! E' più forte di me...

  3. Si va a votare ancora una volta senza il criterio delle preferenze. In altre parole il cittadino potrà scegliere il partito che intende votare, ma non il candidato prescelto come deputato o senatore all'interno del partito. Non smetteremo mai di ringraziare Calderoli per aver messo in piedi 3 anni fa questa legge elettorale che appena scritta lui stesso definì "una porcata". Ora è più chiaro il mio commento al punto numero 1, vero?

Restiamo in attesa... sperando solo di non farci troppo male.

martedì 5 febbraio 2008

"Democrazie" a confronto



E così è arrivato il grande giorno per gli Stati Uniti d'America...
Tra pochissime ore gli stati della costa orientale apriranno i propri seggi; ad essi seguiranno gli altri stati del midwest e così via, fino all'estremo geografico occidentale del paese, California compresa. Il "super-tuesday", così è chiamato questo particolare giorno in America. 23 stati per il Partito Democratico e 21 per quello Repubblicano domani saranno protagonisti della fase più importante delle elezioni primarie americane. Non necessariamente la fase decisiva delle elezioni, ma senz'altro quella più attesa, quella più determinante tra tutte.
Nel Partito Repubblicano i giochi sembrano ormai fatti. Forte degli ultimi soddisfacenti risultati e dell'ampio margine di vittoria che gli attribuisono i sondaggi, il super-favorito alla nomination come candidato presidente per il Partito Repubblicano è John McCain. L'informazione nostrana (quella che da sempre scava in fondo alle notizie e non si ferma mai all'apparenza superficiale) ne ha parlato definendolo il reduce di guerra del Vietnam. E basta.
Il rivale Romney? Il mormone. Obama? Il nero. La Clinton? La donna. E la moglie di Bill. Fine dell'analisi politica dell'evento!

D'altronde non me la sento proprio di criticare per questo i TG della televisione italiana... c'erano cose più importanti a cui pensare, senza dubbio! Peccato che i primi 15 minuti di ogni telegiornale sono stati occupati per un mese, ogni giorno, dalle seguenti dichiarazioni dei leader politici:
- Berlusconi: "Alle urne! Subito! (Prima che la gente si ricordi chi sono...)"
- Veltroni: "Governo per le riforme che duri 3 mesi, ma anche 8 mesi, ma anche un anno" e "Ci presenteremo da soli, ma anche alleati se qualcuno convergerà sul nostro programma politico (quale?) ma anche no"
- Fini: "Berlusconi è il leader indiscusso del centrodestra! L'unico che può portare alla vittoria!", neanche fossero cominciati i provini per la direzione del TG4!
E tutto questo senza che sia ancora cominciata la campagna elettorale...! Quando morivano 800 polli al giorno causa aviaria ero più rilassato!

In ogni caso, nessun giornalista televisivo si è degnato di spiegare cosa stesse accadendo in pratica negli Stati Uniti. Parlavano delle primarie per ore e ore ogni giorno, come fossero però le nomination del Grande Fratello!
Nessuno che avesse minimamente citato il fatto che il favorito repubblicano di adesso, McCain per l'appunto, sia molto inviso all'establishment repubblicano, a causa delle sue posizioni "liberal" su ambiente, immigrazione, finanziamenti privati ai partiti e tortura. Ha scatenato un putiferio tra i repubblicani la sua dichiarazione di netta contrarietà alla tortura, come mezzo per la confessione o la rieducazione dei prigionieri. Ma c'è persino da discuterne??
"Sono preoccupato di tutto questo" ha dichiarato Bush mentre giocava a cricket con il femore di un detenuto a Guantanamo.

Analogo discorso per i Democratici. La stra-favorita fino ad alcuni mesi fa era Hillary Clinton, la "protetta" del Partito Democratico. E invece, sorpresa sorpresa!, anche in questo caso un tizio all'inizio semi-sconosciuto ha cambiato le carte in tavola, diventando un inaspettato strepitoso avversario.
Ieri Paolo Valentino del Corriere della Sera ha definito questo desiderio di una svolta, che si sta esprimendo con una crescita costante di preferenze verso Barack Obama, come "insurrezione generazionale del cambiamento"... mai termine fu più azzeccato!

Cosa c'è di curioso ed importante in tutto questo? Che da questo paese, il paese che in quanto a democrazia non avrebbe da dare lezioni a nessuno, il paese in cui la critica al governo è sinonimo di anti-americanismo, in cui la politica economica è basata sul conflitto permanente, proprio da questo paese arriva ai nostri occhi una seria lezione di democrazia: la sovranità appartiene al popolo, ed esso ha il sacrosanto diritto di decidere chi debba rappresentarlo, anche contro le volontà dei partiti stessi.
Sembrerebbe un discorso banale, demagogico, populista oltretutto, ma adattiamolo al nostro paese in cui i candidati al parlamento vengono nominati dai singoli partiti e che vengono eletti secondo l'ordine di presentazione in lista e non in base ai voti ottenuti! Basta pensare soltanto a questo...

Quand'è così, una volta tanto sarei contento di americanizzarmi un po'...