martedì 29 aprile 2008

Re Mida al contrario


Foto: viapietronenni4.blogspot.com

Immagino che tutti qui ricorderete, almeno per sommi capi (come me d'altronde), la favola di Re Mida. L'uomo che ogni cosa che toccava diventava oro. Bene, posso assicurarvi che l'anti-Re Mida ce l'abbiamo noi, qui, in Italia. Un uomo che tutto ciò che tocca o prende in mano diventa il nulla (ho accuratamente evitato termini peggiori per non urtare la sensibilità di nessuno).

E' romano. E' appassionato di Cinema e adora gli Stati Uniti d'America. Per questo molti lo chiamano l'Amerikano.
Crede in un bipartitismo all'americana, quindi, ma non con una destra e una sinistra che si fronteggiano, ma bensì con due partiti identici tra loro (anche nei colori del simbolo), che si distinguono giusto per un paio di dettagli e per il numero di televisioni in loro possesso.
(Nota di colore: questo anti-re mida ha proposto giusto un paio di giorni fa di creare la tv del suo partito su sky. Un'altra differenza in meno con l'avversario).
Quest'uomo è riuscito (non da solo, ovviamente) ad annichilire come mai nessuno aveva fatto fino ad ora la sinistra ed il centrosinistra di questo paese. Ricordo ancora oggi quando prese in mano i Democratici di Sinistra nel 1998 e li traghettò verso la sconfitta nel 2001, quando questo partito arrivò al suo minimo storico: 16.6%. Non contento, qualcuno, dopo 7 anni, è tornato a credere in lui e gli ha affidato il nuovo partito del centrosinistra. Nel giro di un paio di mesi ha stravolto l'intera compagine politica di governo e ha traghettato il tutto verso una sconfitta politica inenarrabile. Di chi la colpa di tutto? Della sinistra che si lamenta.
La soluzione: cercare convergenze politiche e programmatiche con l'UDC.

Due settimane dopo si torna al voto in diversi comuni per il ballottaggio. E fu così che a Roma per la prima volta un uomo dal passato politico di estrema destra diventa sindaco della capitale. La colpa? Di Rutelli, che si è alleato con la sinistra. Che poi sentire da un politico, che viene votato da molte persone di sinistra, utilizzare il termine "sinistra" come se avesse un'accezione negativa a me mi preoccupa. Almeno Berlusconi quando vuole parlare male della sinistra dice "una certa sinistra". Veltroni è già oltre...

Credo sia inutile fargli notare che a Roma 60.000 elettori hanno votato per il candidato di centrosinistra Zingaretti alla Provincia e per Alemanno (destra) al Comune. Oppure che nel comune di Massa il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno ha battuto al ballottaggio quello di PD-IdV-PS.
Forse più che Rutelli gli elettori hanno voluto colpire la scelta di ricandidarlo per la terza volta come sindaco (scelta operata in maniera del tutto autonoma proprio dal signor Re Mida al contrario). O forse qualcuno ha voluto colpire la decisione dell'Anti-Re Mida di abbandonare Roma per catapultarsi alla guida del PD. La scelta di sfruttare Roma come trampolino di lancio nazionale magari a qualcuno non è piaciuta.

Ma il nostro amico non pensa tutto questo. Lui è buono. E sa che la gente è buona come lui e non pensa queste cose in malafede.

venerdì 25 aprile 2008

Liberazione


Foto: http://www.gemeinde.bozen.it/

Oggi è il 25 aprile. E' un giorno importantissimo per questo paese.
Questa è la data in cui l'Italia è tornata ad essere, o forse lo è diventato per la prima volta, un paese civile, democratico, con tutte le sue imperfezioni, ma, comunque, una repubblica e una democrazia.
E' una festa d'Italia e non di parte. Sono convinto di questo. E' una festa nazionale, è la festa di tutti coloro che ritengono che la Resistenza al nazifascismo sia stato il momento più elevato della nostra storia nazionale. E' la festa che ricorda a tutti noi che se io posso scrivere liberamente queste parole, se voi potete leggerle e appoggiarmi o contestarmi pubblicamente, se possiamo esprimere il nostro libero pensiero ogni momento del giorno, lo dobbiamo al sacrificio e all'impegno di quelle migliaia e migliaia di persone che hanno combatutto fino in fondo, spesso perdendo per strada la loro stessa vita, per la ricerca di un solo obiettivo: l'annientamento della dittatura e la nascita di un nuovo paese realmente democratico.
E' anche un 25 aprile particolare questo. La situazione politica attuale carica questa data di ulteriore significato. Soprattutto alla luce di alcuni episodi degli ultimi giorni che non mettono in buona luce il nostro paese.

Ricordo, tanto per cominciare, la dichiarazione di Marcello Dell'Utri, nella quale riteneva i libri di testo di storia delle scuole troppo schierati a sinistra per quanto riguarda il periodo della Resistenza. Tendono ad esaltarla, perdendo di obiettività, secondo il suo parere. Come se non fosse stato un grande pezzo di storia di questo paese, ma un semplice accadimento che si può studiare come fosse la guerra dei cent'anni. Come se non ci riguardasse. Il tutto è stato poi contornato dalla promessa di "modificare i libri di storia".

Un altro pensiero, va invece ad Alghero, dove il sindaco di Forza Italia, Marco Tedde, ha vietato, durante la manifestazione cittadina in ricordo della Liberazione, di cantare "Bella Ciao" e di alzare al cielo pugni chiusi.
Gli auguro di ritrovarsi attorniato da qualche migliaio di persone che cantino in coro "Bella Ciao" quest'oggi, in perfetta tonalità e coordinazione canora. Anche con le facce un po' incazzate, che non guasterebbe!

Penso a Gustavo Selva, di Alleanza Nazionale, che ha proposto ufficialmente di abolire la festa del 25 aprile.

Penso al prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, che nei cinque anni di mandato precedenti, ha sistematicamente disertato le celebrazioni per la ricorrenza della Liberazione (e che lo ha fatto per l'ennesima volta anche oggi, con la nuova scusa "devo lavorare").

Per tutto questo, e per tutte le altre dichiarazioni che non ho riportato, credo che il 25 aprile, ora più che mai, come data e come momento fondante della nostra repubblica, debba essere difeso strenuamente da questi beceri attacchi alla memoria di questo paese. Attacchi che sanno di un fascismo mascherato di cui questo paese non ha proprio bisogno.


Buon 25 aprile a tutti, ma soprattutto ai vari Dell'Utri, Tedde, Selva e Berlusconi, sperando che il velato fascismo che portano dietro possa sparire con loro. O anche prima.

giovedì 24 aprile 2008

Esportatori di democrazia



Voglio rimarcare per l'ennesima volta la mancanza di un'informazione decente in questo paese. I cosiddetti mass-media italiani occupano ormai tutto il tempo o lo spazio a loro disposizione per parlare, straparlare e disquisire delle dichiarazioni dei politici di turno.

Il classico TG italiano?
Primi dieci minuti: insensata dichiarazione del signor Berlusconi, reazioni ancora più insensate degli esponenti di opposizione (quei pochi che ci sono rimasti) e rettifica finale di Berlusconi (rettifica che darà modo ai giornalisti e ai politici di continuare la discussione anche nei TG del giorno successivo).
Successivi cinque minuti: racconto di un episodio di violenza, possibilmente commesso da uno straniero.
Successivi 10 secondi: racconto di un episodio di violenza decisamente peggiore del precedente, generalmente commesso da un italiano.
Successivi 10 minuti: news dell'ultim'ora dai casi di Cogne, Erba, Perugia, eccetera, servizio sulla dieta mediterranea, calendari/costumi estivi/vacanze pasquali/vacanze natalizie a seconda del periodo. E la notizia dello scoiattolo Flaffo se si sta guardando Studio Aperto.

Insomma, siamo arrivati ad avere un giornalismo (televisivo, soprattutto) che passa il tempo a far fare comizi in tv ai personaggi politici di turno e ignorando totalmente le notizie di una certa rilevanza che arrivano dall'estero. E quando si occupano dell'estero, si limitano a leggere il comunicato ANSA di turno e a farci un intero articolo, senza muoversi dalla scrivania!

Un esempio di notizia mai apparsa sulle tv nazionali? Semplice: gli Stati Uniti d'America in Afghanistan riforniscono i Talebani. Dietrologia? No, lo afferma il parlamento Afghano (a maggioranza filo-americano, sia chiaro!).
La Commissione di Sicurezza Interna del parlamento afghano ha accusato formalmente l'amministrazione USA il 16 aprile di quest'anno. Il tutto nasce da ciò che è accaduto nella notte tra il 27 e il 28 marzo, quando un elicottero kazako affittato dalla NATO ha paracadutato in territorio talebano, nella provincia di Zabul, una cassa contenente centinaia di kalashnikov, lanciarazzi e mezzo milione di munizioni.
La versione ufficiale USA? E' stato un incidente; la cassa doveva essere paracadutata ben oltre il territorio afghano, molto più a nord, dove era collocata una postazione dell'esercito afghano.
Beh, potrebbe darsi. Cosa potrebbe smentire una tale versione dei fatti? Semplice: nel luogo in cui è caduta la cassa, c'era un presidio organizzato dal mullah Alam (che si è ritrovato per puro caso nel posto giusto al momento giusto). Inoltre da mesi la NATO, o meglio gli Stati Uniti, hanno imposto all'esercito afghano di dismettere tutti i kalashnikov in loro dotazione e di armarsi tutti con fucili M-16 made in USA. Sarebbe strano rifornire di kalashnikov coloro a cui hai imposto di non farne più uso...

Altra notizia? Le torture utilizzate dai servizi segreti americani per estorcere confessioni ai prigionieri accusati di terrorismo. E' di dominio pubblico. Tali tecniche di "interrogatorio", approvate dai consiglieri per la sicurezza nazionale, avevano avuto il nulla-osta da parte del presidente Bush. Chi l'ha dichiarato? Lui stesso.
Le torture approvate dal governo vanno dal waterboarding (la tecnica che comporta la sensazione dell'annegamento), agli schiaffi e le percosse, passando per la privazione del sonno e del cibo.
Chi ne era a conoscenza? Tutti. Il vicepresidente Dick Cheney, il segretario di stato Colin Powell, il capo del pentagono Donald Rumsfeld, il ministro della giustizia John Ashcroft, il capo della CIA Goerge Tenet e il boss dei boss George W. Bush.
In America il governo ha legittimato la tortura come metodo per estrapolare confessioni (che mi chiedo quanto possano essere veritiere visti i metodi; io dopo una giornata così confesserei anche di aver ammazzato Kennedy, Aldo Moro e Gandhi). Reazioni nel mondo: nessuna.

Per essere chiari fino in fondo, mostriamo un esempio di questi pericolosi prigionieri. Il caso è quello di un prigioniero in Iraq. Parlo di Bilal Hussein, premio pulitzer. Fotografo trentaseienne dell'Associated Press. Detenuto per ben due anni dall'esercito statunitense a Baghdad. L'accusa? Essersi accordato con la guerriglia per fotografare gli attentati alle forze di sicurezza e aver fabbricato esplosivi. Il processo? Nessuno, quale processo?! Non c'è mica bisogno di prove, indizi o testimonianze per carcerare un sospetto di terrorismo in Iraq. Basta l'antipatia a pelle. E' sufficiente agli "esportatori di democrazia" per buttarti in carcere per due anni senza un valido motivo. Come mai i "campioni del diritto civile" nel mondo hanno deciso di scarcerarlo? Sono stati obbligati da un esplicito ordine da parte del governo iracheno. Due anni di carcere senza processo sono inammissibili persino per il governo iracheno. Non lo sono, invece, per quello americano.

Alla prossima (per un altro post così, speriamo di no...)

venerdì 18 aprile 2008

C'era una volta la sinistra


Foto: associazioni.comune.firenze.it

Oggi non voglio parlare della compagine politica che comporrà il futuro governo. Bossi è troppo impegnato a chiedere ministri e Berlusconi a flirtare con "l'amico Putin" per darmi l'occasione di parlare seriamente di loro (per fortuna, aggiungerei!).
Pertanto approfitto per sviscerare un argomento importante per questo paese, comunque la si pensi politicamente: l'assenza della sinistra nel parlamento.

E' la prima volta che accade in questo paese. Se proprio vogliamo dirla tutta, è la prima volta che accade in un paese europeo. La cosiddetta sinistra "alternativa" è presente in quasi tutti i paesi europei (Francia, Olanda, Austria, Svezia, Norvegia, Danimarca, e svariati altri). In quei pochi paesi europei dove parlamentarmente è assente o numericamente "irrilevante", è però compensata dalla presenza di forze politiche di massa collocate chiaramente a sinistra (il PSOE in Spagna) o come vasta componente interna ad un partito di centrosinistra (il Partito Laburista in Gran Bretagna).
L'Italia fa eccezione (facciamo eccezione in tante cose in fondo...).
Quel minimo residuo di "sinistrosità" che poteva caratterizzare a sprazzi il Partito Democratico sta sparendo ulteriormente in questi giorni. Non è un mistero che il PD stia procedendo alla costruzione di possibili accordi politici con l'UDC, che dovrebbero terminare, a detta di Walter Veltroni, nella costruzione di un governo-ombra dell'opposizione, una sorta di contro-governo composto da PD, Italia dei Valori e UDC.
Lo so, cari elettori (convinti e non) del PD. Avete cominciato a strabuzzare gli occhi. Siete rimasti a bocca aperta, vero? Vi state dicendo "No, dai, non è possibile. Gli accordi politici con l'UDC no!".
Beh, dovrete riconoscermi però che sono mesi che dico che il Partito Democratico sta cavalcando a pieni ritmi la fase neo-centrista! Io vi avevo avvisati che sarebbe finita così, con un governo di destra e un'opposizione di centro...

Dall'altro lato della sinistra, quella che ancora non si vergogna di usare questa parola, le cose non vanno certo meglio. La evidente e durissima sconfitta elettorale sta facendo traballare tutto. E con le dimissioni dei vari gruppi dirigenti (ad eccezione del Partito dei Comunisti Italiani di Diliberto, che resta ancorato dov'è senza fare la minima piega), sta nascendo la necessità di ricostruire un nuovo soggetto politico da zero.
C'è un'enorme fetta della popolazione italiana che, a dispetto dei numeri, è orfana di una vera rappresentanza parlamentare. E non dal 14 aprile, ma da tanto, tanto tempo. Ora l'assenza si è solo fatta più evidente.
La logica del voto utile ("votami perché altrimenti vince l'altro") ha penalizzato molto la sinistra. Basti pensare che nel comune di Massa, alle elezioni comunali, la Sinistra Arcobaleno ha raccolto oltre il 29% dei voti, portando il proprio candidato sindaco al ballottaggio con quello di PD-IdV-PS, che si è attestato al 38%. Nello stesso comune, i voti totalizzati per le elezioni della Camera e del Senato da parte della Sinistra Arcobaleno si mantengono attorno al 6%. Esplicativo, no?
Ma non basta certamente il cosiddetto "voto utile" a dare una spiegazione di ciò che è successo.

Cercare di capire per bene le esigenze della collettività, i problemi economici delle persone che sentono scivolare la terra sotto i piedi ogni fine mese.
Dare risposta alle richieste legittime di coloro che ritengono giusto e necessario estendere a tutta la popolazione i numerosi diritti civili (collettivi ed individuali) già riconosciuti in quasi tutto il vecchio continente.
Tutelare fino in fondo coloro che chiedono di andare a lavoro senza il continuo terrore di perdere il posto, di non avere il contratto rinnovato o di subire continue ritorsioni e ricatti.
Dare migliori occasioni a chi inizia a lavorare, a chi desidera mettere su famiglia e che magari ha già una moglie e un figlio a carico.
Garantire una piena uguaglianza sociale tra le varie componenti della nostra società.
Tutelare fino in fondo la sicurezza personale delle persone e ripristinare con tutti i mezzi l'applicazione pratica del principio di "certezza della pena", senza derive giustizialiste.

Dovrebbero essere questi gli obiettivi di una sinistra di stampo europeo. Ma in Italia siamo anomali anche in questo. E così la classe dirigente ha preferito invece creare la sinistra dei filosofi, filosofi rinchiusi in torri d'avorio lontane anni luce dalla società reale, impegnati a stabilire quale aggettivo (socialista, comunista, pacifista, ambientalista) fosse più rappresentativo, quale simbolo utilizzare, quale struttura dare al soggetto politico, la quota di rappresentanti da garantire ad ogni partito, diventando totalmente autoreferenziale, dimenticando le esigenze reali della popolazione.

La soluzione più innovativa? Quella del segretario del PdCI Oliviero Diliberto: tornare alla falce e martello. Rifondare un partito comunista. Insomma, l'ennesimo partito da percentuali di voto da "zero virgola". Un partito con l'etichetta e il marchio d.o.c. però!
In Italia, nel variegato mondo della sinistra, c'è una grande uniformità d'idee che Diliberto nemmeno immagina. A differenza dei dirigenti nazionali, pronti a dividersi sulla scelta se prendere il caffè alle 8:00 o alle 8:30, il popolo della sinistra è molto più unito, coeso e uniforme di quanto lo siano i loro ex-rappresentanti nazionali, ciascuno con la propria etichetta da sventolare.
Vagli a spiegare che al popolo interessa il contenuto. E non il contenitore.
Buonanotte Oliviero!

mercoledì 16 aprile 2008

Qualche consiglio utile


Foto: gastonemariotti.com


La macchina politica post-elettorale si è già messa in moto. E come sempre, in direzione sbagliata!

Berlusconi, forte della vittoria elettorale, si sta subito dimostrando estremamente magnanimo. Ha posto come punto-chiave della sua attività di governo la ricerca del dialogo con la "sinistra" per le riforme di cui l'Italia ha bisogno. E' stata la sua ultima dichiarazione pubblica; da allora, probabilmente, è rinchiuso in una stanza con i vari fedelissimi del PDL che stanno disperatamente cercando di spiegargli che Veltroni non è la sinistra e che quest'ultima in parlamento non c'è!
A tal proposito, ha deciso di invitare a cena il leader dimissionario della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, come dimostrazione di vicinanza personale. Ha anche informato la stampa che sarà prestissimo ospite a cena di George W. Bush. Bertinotti da una parte e Bush dall'altra. Questo atteggiamento stile "un colpo al cerchio e uno alla botte" mi ricorda qualcun'altro...
Intanto ha già messo le mani avanti affermando che l'Italia dovrà prepararsi ad attraversare momenti difficili, in cui saranno necessarie misure politiche anche impopolari. Così almeno ho capito che le proposte fatte nei mesi di campagna elettorale erano quelle "popolari"! A questo punto sono curioso di scoprire quali saranno quelle impopolari. Il ripristino dello "ius primae noctis"?
Bonaiuti ha invece dichiarato che avere Tremonti come ministro dell'economia è una garanzia. Giuro che non era sarcastico!

Dall'altra parte Veltroni sta decisamente mantenendo la rotta intrapresa in campagna elettorale: quella dello sfondamento al centro.
La prima critica al prossimo Presidente del Consiglio Berlusconi verte sulla decisione di dare entrambe le presidenze delle camere al centrodestra. E in fondo ha ragione: Berlusconi dovrebbe ricordarsi degli amici! Come se poi con 98 seggi di vantaggio su PD+IDV alla Camera e 42 al Senato non se lo potesse permettere!
Veltroni ha dichiarato, inoltre, che avvierà da subito un dialogo con l'UDC di Casini. Le basi per un futuro accordo politico tra PD, Italia dei Valori e UDC sono state già buttate questa mattina, con l'incontro quasi-segreto tra Massimo D'Alema e Pier Ferdinando Casini (quasi-segreto perché finora la notizia è presente in un micro-trafiletto nella diretta del giorno sul sito di Repubblica on-line).

A sinistra, intanto, è cominciato da subito il rinnovo della classe dirigente, dopo la cocente sconfitta. Fausto Bertinotti si è dimesso dalla guida della Sinistra Arcobaleno e Alfonso Pecoraro Scanio da segretario dei Verdi. Sabato e Domenica avverranno le dimissioni collettive di tutta la segreteria del Partito della Rifondazione Comunista.
Sono, quindi, seguite le dimissioni di Romano Prodi da Presidente del Partito Democratico, nello stupore dei massimi esponenti del partito. Che forse non hanno ancora capito di aver perso anche loro le elezioni!

Pertanto, alla luce di tutto ciò, rivolgo ai tanti frequentatori del blog il seguente consiglio.
Veltroni ha dichiarato oggi, a proposito della mancanza di rappresentanti in Parlamento della sinistra: "non possiamo certo rappresentare quel che in Parlamento non è rappresentato". Pertanto, in evidente mancanza di una rappresentanza parlamentare, agli amici di sinistra dico: preparatevi a rappresentarvi da soli.
Agli amici del centro posso solo dire che avete fatto centro (e lo dico mentre chiedo scusa per lo squallido gioco di parole!). Scegliete un partito, ancora meglio se di opposizione (UDC e PD), e avrete chi vi rappresenterà da adesso fino ai prossimi cinque anni. Forse con un po' di fatica, ma alcuni potranno sentirsi rappresentanti anche da Silvio.
Ai sostenitori di destra, invece, dico: se non vi piace l'idea di essere rappresentati da Berlusconi (e non vi posso biasimare!), cercate anche voi qualche alternativa rappresentativa all'esterno. Il signor Fini è andato via un sacco di anni fa, e con lui la sua dignità politica di un tempo.


PS: non ho parlato dell'Italia dei Valori perché oggi era troppo impegnata a litigare col PD per far chiamare il gruppo parlamentare unico "PD-IDV" anziché "PD". Questioni di interesse nazionale...

Grazie!!!

In una giornata turbolenta e burrascosa (elettoralmente parlando) come quella di ieri, questo blog è stato sorprendentemente una curiosa finestra di informazione per molti. Il blog ha superato di gran lunga i 100 accessi nel solo giorno di martedì, 15 aprile. E per un blog non pubblicizzato, senza pubblicità al suo interno, non appartenente a nessun partito o soggetto politico, gestito da una sola persona nei ritagli di tempo è uno straordinario risultato!
Ringrazio di cuore tutti coloro che frequentano questo modesto spazio d'informazione (o pseudo-informazione) e magari continueranno a farlo nei prossimi giorni! Siete il motore che fa andare avanti me e il blog!
Grazie ancora!


Firmato: il "piccolo" autore del blog, Alessandro Tauro.

martedì 15 aprile 2008

Buonanotte, Italia!


Foto: www.forum.rai.it

In Italia cambia tutto. Per non cambiare niente.
Stabilità, governabilità, leadership, potere, sono queste le parole chiave che il popolo italiano ha scelto domenica e lunedì.
Non è un caso che siano stati confermati i partiti che risultano essere meno inclini al ripristino del sistema delle preferenze per l'elezione dei rappresentanti al parlamento.
Già, perché in Italia è prevalsa una nuova preoccupante concezione politica: il popolo non va più ad eleggere il proprio rappresentante in parlamento, come prevedrebbe la costituzione italiana (la presenza delle liste bloccate ne è la controprova), ma va praticamente ad eleggere direttamente il governo. E il voto ha certificato questa tendenza. Ormai l'elettore ha accettato di sua spontanea volontà la cancellazione del principio della sovranità parlamentare, e si è adagiato al principio secondo il quale scegliere "chi deve comandare". Non è più una competizione nella scelta dei rappresentanti al parlamento, lista per lista, deputato per deputato, non si va più a scegliere un determinato progetto politico, ma il tutto si riduce ad una scommessa su chi indovina il vincitore, il duce, il comandante, l'uomo in solitaria a cui demandare la risoluzione di tutti i nostri problemi.

Chi ha vinto?
Beh, è sotto gli occhi di tutti l'indubbio successo elettorale del centrodestra. Ma ciò che ha vinto, a dispetto del voto elettorale, in realtà, è il Veltrusconi.
Non c'è stato nessun pareggio, è vero! Non c'è nessuna possibilità di governo di larghe intese. Non intendo dire che il principio del Veltrusconi, infatti, abbia vinto sotto questo punto di vista. E' innegabile a livello elettorale e numerico il successo del Popolo della Libertà. Il Veltrusconi ha vinto, invece, nella mentalità che si è riuscita ad instillare nelle menti degli elettori. La grossa vittoria di Silvio e Walter è determinata dal fatto che ora il cittadino italiano va a scegliere il condottiero d'Italia tra due candidati. E basta! Si accontenta di questo. Nulla più. E lo fa con gioia, con convinzione.

Cosa vuol dire tutto questo?
I due principali partiti hanno raccolto complessivamente il 70% delle preferenze, e le due coalizioni oltre l'86%.
La scelta consiste, di fatto, in questo: bianco o nero, buono o cattivo, bello o brutto. E' il primo passo verso l'americanizzazione del paese, che arriverà inesorabile, che perderà, però, per strada quelle particolarità positive del processo elettorale americano (si veda a tal proposito la parola "primarie").
Il popolo italiano ha paradossalmente deciso di affidare il malcontento della situazione del paese a coloro che lo hanno governato negli ultimi anni. Gli ultimi due governi hanno visto la partecipazione al 100% di PDL e Lega nell'ultimo governo Berlusconi e all'80% del PD in quello Prodi. Gli italiani, evidentemente, hanno ravvisato in loro una straordinaria capacità di governo, visto che ora saranno gli unici gruppi politici ad entrare in parlamento (unica eccezione l'UDC).
E' sempre così... l'italiano si lamenta per poi confermare le scelte di sempre.

Come sarà il futuro parlamento?
Al governo avremo due soggetti politici pronti a compiere qualunque nefandezza: il PDL di Berlusconi e la Lega Nord di Umberto Bossi.
All'opposizione altri due soggetti politici pronti ad accettare qualunque nefandezza: l'UDC di Pierferdinando Casini e il PD di Walter Veltroni e Antonio Di Pietro.
(Nota Bene: intenzionalmente dico il PD di Veltroni e Di Pietro perchè, per chi non lo sapesse, l'Italia dei Valori entrerà immediatamente a far parte del gruppo politico del Partito Democratico, per poi sciogliersi ufficialmente in esso nei prossimi tempi, come da accordo pre-elettorale tra Veltroni e Di Pietro).
Insomma, un governo di centro-destra-destra e un'opposizione di centro-centro-sinistra. O, se mi consentite di semplificare, un governo di destra e un'opposizione di centro. Il tutto permeato da finti-rappresentanti al parlamento che il popolo italiano non ha mai realmente scelto. Ma che è contento di non scegliere.

Cosa accadrà?
E' presto detto. Berlusconi ha terminato di sistemare quasi tutte le proprie pendenze giudiziarie. Potrà quindi dedicarsi come si deve al paese. Prepariamoci alla revisione dei libri di storia (parole di Marcello Dell'Utri), al test di sanità mentale ai PM (parole di Silvio Berlusconi), alle cannonate contro gli immigrati (parole di Umberto Bossi), all'abbassamento delle tasse per i grossi redditi (aliquota massima al 33%), abolizione di tasse come bolli automobilistici e ICI per tutti (indipendentemente dal tenore di vita), "completamento" della legge Biagi, sistema elettorale francese (proposto in pompa magna da Fini e Veltroni) che non è altro che la forzatura finale del bipartitismo, incremento delle truppe nelle missioni all'estero, e tante altre belle sorpresine che arriveranno strada facendo.

Cosa ci dobbiamo aspettare?
Per una volta parlo in prima persona. Non mi aspetto nulla, soprattutto nulla di buono. Mi preparo a resistere a questo governo, così come faccio da tempo, governo dopo governo. E penso che se questo paese non cambierà mentalità (temo non lo farà mai), farò forse presto una scelta vigliacca, codarda, rinunciataria e cambierò io paese.
Intanto ricomincio a rinfrescare un po' lo spagnolo...

Hasta luego!

domenica 13 aprile 2008

Silenzio elettorale



Questo blog rimarrà politicamente in silenzio oggi e nella prima mattinata di domani nel rispetto del libero e segreto diritto al voto degli elettori.
Ovviamente riaprirà i battenti lunedì sera, con i primi commenti sugli esiti elettorali.

venerdì 11 aprile 2008

Autocritica, forse.


Foto: www.frittula.altervista.org

Devo fare autocritica. In fondo è anche un segno di intelligenza, no?
In questi giorni non ho fatto altro che rimarcare le interminabili congruenze che accomunano il PDL di Silvio Berlusconi e il PD di Walter Veltroni. E continuo a pensarlo. E non sono nemmeno l'unico, a quanto mi risulta! E' una triste realtà questa sfida elettorale che viene erroneamente ridotta ad una battaglia tra due grandi soggetti politici in cui uno fa danni e l'altro non fa nulla per ripararli. Soprattutto perchè in cuor nostro sappiamo che non è una sfida a due. Guai se fosse così! Ci sono troppe sfumature all'interno del pensiero della sinistra e della destra da poterle ridurre ad una logica "o sei con noi o sei contro di noi". La nostra carta costituzionale (il documento più moderno di tutti anche se pensato e scritto oltre 60 anni fa) parla di elezione dei nostri rappresentanti, di trasferire la volontà popolare nel parlamento a cui diamo il diritto di legiferare, e non di governabilità, maggioranze certe, premierato e di principi del tipo "chi vince prende tutto".
Pertanto non rinnego quanto detto finora.

Però c'è da dire che mentre il PD fa di tutto per sembrare sempre più simile al centrodestra berlusconiano, da quest'altra parte riescono a rimarcare le differenze ogni giorno!


Silvio Berlusconi, 7 aprile: "Il pubblico accusatore (parlando dei pubblici ministeri, nda) dovrebbe essere sottoposto periodicamente a esami che ne attestino la sanità mentale".

Marcello Dell'Utri, 7 aprile: "I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione".

Marcello Dell'Utri, 7 aprile: "Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all`ergastolo, è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E` un eroe, a modo suo".

Marcello Dell'Utri, 7 aprile: "Moggi è una persona simpaticissima e sono convinto che le presunte manovre che gli vengono attribuite non siano vere. Le accuse sono nate dal suo grande successo. Moggi aveva organizzato bene le cose e così sarebbe stato ancora per molti altri anni. Il successo non è risparmiato nè perdonato a nessuno, neanche a Moggi".

Silvio Berlusconi, 8 aprile: "Sono d'accordo con lui (parlando della dichiarazione di Dell'Utri su Vittorio Mangano, nda), perché quando era in carcere ed era malato i Pm gli dicevano che se avesse detto qualcosa su Berlusconi sarebbe andato a casa e lui, invece eroicamente non inventò mai nulla su di me. Mangano non era uno stalliere ma il fattore che ad Arcore stava con tutta la famiglia. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po' in mano ad una organizzazione criminale ma non ci risulta siano state pronunciate sentenze definitive nei suoi confronti" (Vittorio Mangano è stato condannato nel 2000 all'ergastolo per triplice omicidio, omicidi legati al suo coinvolgimento nell'organizzazione mafiosa, nda).

Ognuno ne tragga le conseguenze.


Infine, vorrei porre un attimo l'accento su una curiosa caratteristica della legge elettorale vigente.
Da qualche anno a questa parte si è fatto un gran parlare (non certo nei TG nazionali, sia ben chiaro!) dell'aspetto quantomai ridicolo delle liste bloccate per le elezioni politiche nazionali.
Un altro aspetto curioso (per non dire PENOSO) dell'attuale legge elettorale è quello della possibilità per un candidato di presentarsi in lista bloccata anche in più di una circoscrizione!
Quante al massimo? Anche tutte!
In questo modo, oltre a pararsi ulteriormente il culo (chiedo scusa per il linguaggio oxfordiano!), si può decidere in funzione del voto ottenuto, quale/i posti da parlamentare liberare per i propri colleghi di lista! Insomma una scelta dall'alto all'interno della scelta dall'alto!!

Posto di seguito l'elenco dei leader di partito candidati e per ciascuno il riferimento al numero di collegi in cui è presente:
- Silvio Berlusconi, 26 circoscrizioni
- Gianfranco Fini, 25 circoscrizioni
- Pier Ferdinando Casini, 21 circoscrizioni
- Antonio Di Pietro, 18 circoscrizioni
- Umberto Bossi, 13 circoscrizioni
- Walter Veltroni, 5 circoscrizioni
- Fausto Bertinotti, 1 circoscrizione

martedì 8 aprile 2008

Fucilate elettorali



E' ormai questione di pochi giorni. Le elezioni politiche si avvicinano e gli ultimi giorni di campagna elettorale si fanno sempre più interessanti. Una lotta tra gli sfidanti è sempre più avvincente. I temi politici si fanno sempre più caldi e la profonda differenza tra le compagini politiche si fa sempre più netta. Lo scontro tra i due grandi candidati è inevitabile, il tutto è diventato una profonda questione di parte. Ma nonostante questo il dibattito mantiene livelli di civiltà e di rispetto dell'aversario davvero strepitosi.
Sarebbe bello poter dire tutto questo a una qualsiasi persona, senza che questa ti rida in faccia senza pudore, per poi vederla girarsi verso altra gente e battere ripetutamente un indice contro la tempia, tanto per indicare che sei proprio fuori di testa!!
Non siamo negli Stati Uniti d'America o in Francia, e nè tanto meno in Spagna, ma siamo nella cara vecchia, scontata e patetica Italia, pertanto il primo paragrafo fate finta che non l'abbia proprio scritto.

Insomma, il giorno del finto-giudizio sta arrivando e in genere questi sono (o meglio, dovrebbero essere) i giorni più interessanti della vita democratica del paese. Cerco pertanto di fare un piccolo riassunto delle ultime novità, poi voi giudicate come stanno le cose...

Berlusconi presenta le riforme più urgenti da attuare per combattere le grandi emergenze di questo paese:
- abolizione della legge sulla par-condicio (non mi basta controllare 6 reti nazionali, voglio controllare anche i minutaggi!)
- abolizione delle intercettazioni come prova giudiziaria (se non altro sarebbe una legge che ci vedrebbe davvero come grossa "novità" in tutto il mondo)
- fare i test di sanità mentale ai pm (ottima idea, se solo vi si sottoponesse prima lui)
e poi la dichiarazione clou degli ultimi giorni: "La sinistra non ha gusto nemmeno per quanto riguarda le donne. Sul fatto che le nostre siano più belle lo dico perchè guardo in parlamento e non c'è paragone". John Kennedy e il Mahatma Gandhi non sono nessuno al suo confronto!

Fini invece propone la propria ricetta contro il terrorismo internazionale, un'idea stupefacente: obbligare i musulmani a pregare in italiano nelle moschee, così possiamo capire cosa dicono. E adesso chi glielo spiega a Ratzinger, che ha da poco ripristinato le messe in latino?

Franceschini, numero 2 del PD invece, conscio del fatto che le differenze programmatiche tra il PD e il PDL sono ormai allo studio degli esimi ricercatori del CERN di Ginevra, decide di tentare il tutto per tutto e fugare ogni dubbio sulla vera natura del Partito Democratico.
L'avversario da combattere è Berlusconi? Macchè! Dichiara con decisione che il voto alla Sinistra Arcobaleno non è solo un voto inutile, bensì dannoso, perché è analogo al voto dato a Nader negli Stati Uniti nel 2000, voto che portò alla vittoria di Bush. Pertanto il voto dato a sinistra sarebbe un modo per avvantaggiare la corsa al governo di Berlusconi.
Credo sia del tutto inutile spiegare a Franceschini che se davvero il principale pericolo per questo paese è Berlusconi, magari sarebbe stato meglio non rompere unilateralmente ogni legame con la Sinistra Arcobaleno e il Partito Socialista.

Bossi invece vede nelle schede elettorali il principale pericolo per la democrazia del paese. Invece di scagliarsi contro le liste bloccate, che non consentono ai cittadini di scegliere il proprio rappresentante al parlamento, lui, Berlusconi e Di Pietro si scagliano contro la struttura grafica delle schede elettorali.
La soluzione: imbracciare i fucili! Contro chi? Roma ladrona! La prima volta bisognava imbracciarli contro non si sa chi se non fosse passato il federalismo (cosa che puntualmente non è avvenuta). La seconda volta contro Marini se avesse fatto il governo istituzionale. Adesso contro Roma per colpa della legge elettorale "porcata" (così definita dal suo autore: Roberto Calderoli, Lega Nord). Ma perchè non contro Calderoli i fucili, mi chiedo io!
Lombardo (MPA, alleato della lega nord) rimarca la questione e invita anche lui i siciliani all'uso dei fucili/lupare. Che classe!
Borghezio (sempre Lega Nord) riporta invece il dibattito alla calma, dichiarando che o Bossi farà il ministro o si torna alla secessione.


Buon voto a tutti!

lunedì 7 aprile 2008

Comunicazione di servizio

Chiedo scusa ai visitatori del blog, ma da alcuni giorni è presente un disservizio di google per quanto riguarda la presentazione del sondaggio nella barra verticale sulla destra del sito. Ovviamente non è un problema dipendente dalla mia volontà...
In ogni caso se qualcuno di voi dovesse rilevare tale problema, fatemi sapere inviandomi una e-mail all'indirizzo: ilblogdialessandrotauro@gmail.com.

giovedì 3 aprile 2008

Un negro alla Casa Bianca



La senatrice del Partito Democratico Paola Binetti non si smentisce mai. E' l'esponente più noto all'interno del PD tra quelli appartenenti alla corrente politica denominata "Teodem". Tale gruppo è caratterizzato da posizioni politiche sui temi cosiddetti "eticamente sensibili" (quali, ad esempio, le coppie di fatto, l'omosessualità, il testamento biologico, etc) strettamente legate a quelle espresse dalle massime gerarchie vaticane.
Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dal generale Del Vecchio (altro candidato del PD), in cui questi riteneva sconveniente la presenza di omosessuali nell'esercito, sono spuntate oggi, da un'intervista rilasciata ad EcoTV, quelle della senatrice Binetti sull'omosessualità (ha ribadito che non voterebbe mai un progetto di legge sul riconoscimento delle coppie di fatto in cui venissero comprese anche le coppie di conviventi dello stesso sesso) e su Barack Obama.
Alla domanda su chi preferisse tra la Clinton e Obama ha risposto:
"Io ho espresso il mio parere a favore di Obama perche’ mi sembra un personaggio piu’ spontaneo, in grado di riconciliare con l’America il consenso che molti paesi hanno un po’ perso. Obama sembra intercettare una volta per tutte l’accantonamento delle discriminazioni cioè il negro presidente degli Stati Uniti. Un negro, peraltro, con un padre nato in Kenya. Quindi, voglio dire, un negro di recente immigrazione, coraggioso e mi sembra un bel segnale di speranza."
Per quanto risulta evidente la buona fede con cui la senatrice intendeva rendere pubblica la propria simpatia per Barack Obama, l'utilizzo del termine "negro" ha suscitato numerose polemiche, soprattutto se si considera che è stato utilizzato da un esponente politico le cui posizioni sui vari temi legati al concetto di diversità non sono sempre improntati ad un eccesso di tolleranza.
Ma ciò che dà un tono estremamente risibile all'intervista è il concetto in base al quale si concepisce Obama come un buon presidente in quanto uomo di colore. Tutto qui. Tanto per rimarcare la concezione tanto in voga nell'informazione italiana sulle primarie democratiche americane: la donna e il nero.
D'altra parte se Paola Binetti avesse conosciuto anche solo minimamente le posizioni politiche di Obama sui temi come il diritto all'aborto, avrebbe rilasciato una dichiarazione completamente diversa. Avrebbe deviato il proprio voto virtuale su Ratzinger.

mercoledì 2 aprile 2008

You and Silvio


Foto: Zerorelativo

Quest'oggi, Silvio Berlusconi al congresso dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili ha dichiarato: "Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono di nuovo fuori registrazioni lascio questo Paese".
Si pregano, pertanto, cortesemente i vari procuratori della Repubblica di autorizzare le intercettazioni sulle telefonate di Silvio Berlusconi il prima possibile, grazie!
E per chiunque abbia il numero del cavaliere: telefonate, telefonate, telefonate!!

martedì 1 aprile 2008

In Italia non è possibile torturare


Foto: www.pressante.com

Tra le varie critiche che spesso vengono mosse alla tv italiana (non le elenco tutte per ragioni di tempo, spazio, voglia e sopportazione dei lettori) c'è sovente quella sull'essere "autoreferenziale". In altre parole, siamo tempestati da programmi televisivi che disquisiscono, o meglio sproloquiano, di altri programmi televisivi.
Nonostante questo pessimo esempio, anche la politica italiana sta diventando autoreferenziale, grazie soprattutto allo straordinario giornalismo pungente ed incalzante che regna sovrano nel nostro paese. Nel corso degli anni, difatti, abbiamo sostituito progressivamente la figura del giornalista che fa domande scomode con quella del "megafono televisivo". In altre parole, il giornalista (soprattutto il TELEgiornalista) non è diventato altro che un amplificatore nazionale di ciò che è un comizio politico fatto in piazza in presenza di qualche migliaio di sostenitori.
E così, in questi giorni, eccezion fatta per i candidati cosiddetti "minori", i candidati premier a cui temo dovremmo affidare le sorti di questo malandato paese non fanno altro che parlare di sé stessi. Non parlano di temi politici (volesse il cielo!!), ma straparlano, bensì, di quant'è il distacco tra i due principali partiti, le probabilità di vittoria date dai bookmakers, se va fatto il dibattito televisivo tra "Re Silvio" e "Ma Anche", in quale rete televisiva farlo, su chi deve fare il ministro, e così via. Gli unici argomenti politici di reale interesse per la popolazione vengono tirati fuori solo nei comizi quando si tratta di cacciare una frase ad effetto o quando si desidera coniare un nuovo slogan.

E in tutto questo bailamme di dichiarazioni politiche del tutto inutili tra colui che se andrà al governo farà un casino che Dio ce ne scampi e liberi e colui che se andrà al governo non toccherà le leggi fatte da colui che Dio ce ne scampi e liberi, iniziano ad ottenere una risonanza decisamente minore le altre notizie.
Ad esempio il rifiuto dei primi sportivi di partecipare alla cerimonia di apertura delle olimpiadi in Cina, l'ipotesi di boicottaggio ventilata dalla Francia, subito seguita da altri stati, oppure quella che dà una minima ventata di ottimismo in Italia: il rinvio a giudizio dell'ex Capo della Polizia Gianni De Gennaro per i tragici fatti di Genova, luglio 2001. Ovviamente questo grande "professionista della sicurezza nazionale" farà difficoltà a trovare il tempo per affrontare questo processo, dal momento che ora è occupato, grazie alla nomina fatta da Romano Prodi e dal ministro Giuliano Amato, ad adempiere all'incarico di Commissario Speciale per il Governo, relativamente al problema dei rifiuti in Campania.

Alcune settimane fa, invece, in piena campagna elettorale (pertanto la notizia è passata sotto silenzio perché i tg erano impegnati a parlare della marca di carta igienica usata da Silvio e Walter) sono stati richiesti dai pubblici ministeri che si occupano del processo sulle torture alla caserma di Bolzaneto complessivamente 76 anni di carcere per i 44 imputati coinvolti. Nella caserma di Bolzaneto, secondo i pm, furono inflitte alle persone fermate almeno quattro delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte europea sui diritti dell'uomo, configurano "trattamenti inumani e degradanti". I reati contestati sono a vario titolo abuso d'ufficio, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, falso ideologico, violenza privata, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
In altre parole, gli imputati sono accusati di reati che identificano complessivamente quello della tortura.
Peccato che in Italia non ci sia una legislazione che identifichi tale reato e, di conseguenza, non è possibile prevedere una pena per tale violazione dei diritti dell'uomo. Siamo uno dei pochi paesi a non aver ancora ratificato "nei fatti" le direttive internazionali sulla tortura.
E così dobbiamo accontentarci di limitare le accuse al reato principale, che consiste nel falso ideologico.
Nessuno degli imputati, tra ufficiali, funzionari, medici poliziotti, carabinieri, agenti di polizia penitenziaria, però passerà un solo giorno in carcere in quanto la maggior parte dei reati, tranne il falso ideologico, saranno tutti prescritti nel 2009. In caso di condanna inoltre interverrà anche l'indulto che estinguerà le pene fino a tre anni.
Il tutto in barba all'articolo 13 della Costituzione Italiana (non il codice civile o penale, che comunque hanno la loro enorme importanza, ma proprio la carta fondamentale della Repubblica) che afferma: "La libertà personale è inviolabile. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizione di libertà".

Viva la Costituzione, finché rimane in un cassetto...


PS: Colgo l'occasione per richiamare il tema della coerenza dei politici italiani, su cui ho basato il precedente post, per adattarlo ad un altro leader di partito: Antonio Di Pietro. Voglio ricordare il voto contrario dell'Italia dei Valori espresso in Commissione Affari Costituzionali della Camera sull'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova, nonostante il programma di governo di riferimento affermava: "basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l'Unione propone, per la prossima legislatura, l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta".
Il 22 marzo 2008, sul suo blog, Antonio Di Pietro ha lasciato una dichiarazione in cui chiede che vengano accertate quanto prima le responsabilità politiche sui disastrosi eventi di quei giorni a Genova.
Se qualcuno sa spiegarmi (anche solo per sommi capi) le modalità con cui operano le sinapsi nel cervello del ministro si faccia avanti. Sono prontissimo ad ascoltare!

PPS: Per chi fosse interessato, consiglio il seguente mini-riassunto sulle testimonianze acquisite agli atti della procura sulle violenze di Bolzaneto: L'inferno di Bolzaneto - Repubblica.it e consiglio altresì di dare un'occhiata all'interminabile materiale reperibile in rete su quegli eventi e allo speciale "Blu Notte" sui fatti di Genova.