lunedì 30 giugno 2008

Agenda di governo



Spesso quando l'attenzione cade sui singoli avvenimenti giornalieri, capita di fare difficoltà nel riuscire ad avere una visione d'insieme. Magari si tengono a mente i diversi temi di discussione che alimentano quotidianamente il surreale dibattito politico italiano, si riesce ad avere anche un'ottima memoria storica (a cui si dà sempre meno peso, purtroppo), ma, nonostante tutto, si finisce per perdere di vista il piano generale.
E in questi giorni non sono mancati mai i grandi temi di dibattito e, talvolta, di scontro. Ma forse, per capire meglio cosa sta accadendo di preciso in questo paese, un breve riepilogo può aiutare. Poi ognuno interpreterà il seguente riassunto come vuole...

  • 8 maggio: Il governo Berlusconi 4 giura nelle mani di Napolitano. 21 ministri più il comandante in capo Silvio Berlusconi. Solo 4 le donne (scelta che comporterà diverse critiche in Europa, Spagna in primis).
  • 21 maggio: Il governo si concede il primo giorno di ferie pagate. Circa un centinaio di persone tra esponenti del governo, relativi consulenti, portaborse, uomini di scorta, etc. si regalano una gita a Napoli (un'ora e mezza di Consiglio dei Ministri su una trasferta totale di 8 ore) a spese dei contribuenti, con una spesa che gravita su qualche migliaio di euro a capoccia.
  • 22 maggio: Rinvigorito dalla scampagnata primaverile, il ministro Scajola si sveglia nel 1954 e decide di dar vita ad un progetto energetico rivoluzionario per questi tempi: la produzione di energia nucleare.
  • 13 giugno: Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi dichiara di essere intenzionato a rivedere le normative sul diritto allo sciopero, con l'intenzione di limitarne l'uso e le modalità. Dichiara inoltre di voler rendere meno rigida la normativa sulla sicurezza nel lavoro. Tra il 14 e il 15 giugno muoiono sul posto di lavoro ben 10 lavoratori.
  • 13 giugno: Il Consiglio dei Ministri approva il Disegno di Legge di ESTREMA URGENZA che modifica le normative sull'utilizzo delle intercettazioni: ne vieta l'uso per reati la cui pena minima sia inferiore ai 10 anni, salvo casi particolari (3 soli casi) fissati dalla legge, ovvero Berlusconi, legge in persona.
  • 16 giugno: In Senato vengono inseriti nel decreto sicurezza del governo due emendamenti finalizzati al blocco dei processi per almeno un anno per i reati cosiddetti "minori", tra cui quello per cui è sotto processo il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il cosiddetto "Caso Mills".
  • 19 giugno: Il governo approva la manovra economica e finanziaria. Tra i punti cardine: licenziamento di 100 mila dipendenti della pubblica istruzione da effettuare durante il 2009, privatizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della tipologia di contratto "Job on call", abolizione del limite massimo per il rinnovo dei contratti a tempo, tagli agli enti locali.
  • 24 giugno: Approvazione in Senato del pacchetto sicurezza. Tra le misure: carcere per chi entra clandestinamente (a differenza della gran parte dei paesi europei che in tal caso prevedono il semplice rimpatrio forzato, evitando di occupare così inutilmente le carceri nazionali), abolizione delle regolarizzazioni per chi lavora in Italia abitualmente ma non è ancora provvisto di permesso di soggiorno e sospensione dei processi "minori" (stupro, bancarotta, omicidio colposo, sequestro di persona, ...) per un anno (strani controsensi...)
  • 27 giugno: Il Consiglio dei Ministri approva il "Lodo Alfano", altrimenti noto come "Lodo Schifani Bis", normativa che prevede la sospensione dei processi per le 4 più alte cariche dello Stato: Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera e, la quarta carica ufficiale, Silvio Berlusconi.

Questo l'elenco dei provvedimenti più urgenti approvati dal governo dal suo insediamento. Mancano, nello "stupore" generale, provvedimenti circa: il ripristino del potere d'acquisto degli stipendi, l'utilizzo di fonti energetiche alternative, la lotta al precariato, la tutela ed il miglioramento del sistema di pubblica istruzione, etc.
Aspettiamo pazientemente... sperando, in tutta sincerità, che non se ne occupino mai!


Voglio chiudere il post con il miglior dialogo padre-figlio a cui abbia mai assistito. Un bambino di circa 5 o 6 anni ha chiesto al padre perché tante persone parcheggiassero i motorini sul marciapiede su cui stava camminando. Il padre ha risposto, con calma solenne: "Vedi... c'è tanta gente che confonde il BENE PUBBLICO con il BENE PRIVATO. In Italia molti fanno così. Pensano che ciò che è di tutti, spetti solo a loro. Ricorda: mai confondere ciò che è pubblico con ciò che è privato"
Mi sono girato verso il padre e gli ho lanciato un sorriso di complicità. Dio benedica i genitori così...

sabato 28 giugno 2008

La vita "infernale" di Agostino Saccà



Un curioso, sarcastico, divertente punto di vista sulle intercettazioni da parte di Antonella Marrone, giornalista di Liberazione. L'articolo è dell'edizione di ieri. Una buona scusa per fare un riassuntino come si deve su quanto letto e sentito dalle ultime intercettazioni, raccolte e pubblicate sempre ieri da L'Espresso.
Sperando che tutti colgano l'ironia dell'articolo e non lo prendano troppo sul serio! In questo periodo ci vuole poco a perdere l'ironia, davvero poco. E avviene in maniera così naturale. Passa la voglia di scherzare...
Una buona occasione per fare del "serio buon sarcasmo".


Non vorremmo andare, come al solito, controcorrente, ma la storia - meglio - le storie che "escono" sui giornali ce lo impongono. Così, sulla vicenda Rai-Saccà, intercettazioni, richieste, scambi, beh... dopo aver letto i resoconti delle anticipazioni dell'Espresso oggi in edicola, ovvero: le nuove mirabolanti intercettazioni tra il Cavaliere e l'ex direttore di Rai-fiction, non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ad Agostino Saccà. Certo è dura, ma negli ultimi anni, come sapete, non ci siamo risparmiati niente che non avesse il tono della "sfida", il brivido dell'incertezza, la tenacia dell'ottimismo della volontà.

Però insomma, date anche solamente un'occhiata all'elenco di telefonate che riceveva questo povero cristo: uno stillicidio quotidiano. Che cosa provano queste intercettazioni? Che Berlusconi aveva ancora "qualche" interesse a gestire Mediaset? Interessante. Che c'era un losco traffico di attricette desiderose di diventare dive? Facile da supporre.
La faccenda veramente drammatica è che il telefono di Saccà trillava in ogni momento e non sapeva mai chi poteva esserci alla cornetta. E, soprattutto, che favore voleva. Metti che uno sta lì, tranquillo tranquillo a pensare come spendere un po' di milioni pubblici per fare un centro di produzione, per fare l'imprenditore, per esempio, dopo anni di lavoro in un'azienda pubblica?
Ecco, squilla il telefono e chi c'é? Fedele. Caro Confalonieri come va? Bene grazie è giù a chiedergli di piazzare nella fiction "Il bene e il male" tale Simona Borioni.
Non fa in tempo a dire va bene, ci penso, che trilla il cellulare: Letizia Moratti, un po' impicciata tra uno scandalo e l'altro della sua efficiente Milano, gli segnala che c'è la moglie del suo braccio destro, Paolo Glisenti, che deve lavorare e che, sì, gli faccia fare un provino.
Ecco. Saccà vorrebbe tornare a riflettere sul suo futuro, sulla Calabria avita. Ma niente da fare. C'è in linea Urbani che vuole sbloccare il finanziamento di "Angelica", una miniserie della casa di produzione della sua compagna, Ida Di Benedetto. Vedremo che si può fare, dice il direttore di rai fiction e sbuffa.
Anche perché sul display compare il numero di Gianni Letta e non può non rispondere. Vuole l'indirizzo dell'elettrauto, quello della manicure e sistemare a Un posto al sole, Giuditta Saltarini, vedova Rascel. Ci prova, eccome, Agostino, ma poveraccio, non ottiene niente. Si demotiva anche un po', diciamolo. Per cui quando richiama Letta, questa volta per raccomandare Ruggiero Marino, ex redattore de Il Tempo, che vorrebbe scrivere sceneggiature, Saccà si sente avvilito e ce la mette tutta. E stavolta ce la fa. Il giornalista viene inserito come consulente della sceneggiatura del "Terremoto di Messina".

Tra giugno e ottobre 2007 non sa a chi dare i resti: Barbareschi vuole i soldi per la sua fiction, Costanzo vuole raccomandare due signorine, Brigitta Boccoli per Incantesimo e Giulietta Ravel per David Coperfield; Minoli vuole spingere su Urbani (vuole la direzione generale della Rai? Siccome Minoli urla Saccà crede di aver capito così); Bordon, la moglie di Bordon e tutto il cast di Incantesimo compreso il produttore De Angelis che vogliono sapere se la fiction chiude o continuerà a rompere le balle ai telespettatori di mezza Italia.
E infine quando pensava di aver risolto tutte le grane e stava per addentare la prima tartina dell'Happy Hour, arriva la telefonata di Berlusconi sulla pazza della tv, ignota sino ad oggi. Tale Antonella Troise, sconosciuta ai più, ma una vera "stalking" del Cavaliere. E il povero Agostino, lo vedrete da voi stessi se andate a leggervi la preziosa intercettazione, non sa che dire e sembra che, pure lui, stia rispondendo a un matto. Ecco perché alla fine lo difendiamo. Provateci voi a stare seduti sulla sedia dirigenziale della tv pubblica, favorire la tv di Berlusconi e nel frattempo pensare al proprio futuro da imprenditore!

giovedì 26 giugno 2008

Troppo tardi



E' proprio vero. Berlusconi è un abile stratega. Le cose losche gli riescono bene. Sarà pure un venditore di fumo, ma lo sa fare bene. Però qualche pecca c'è ed è evidente. Manca di tempismo.
Chiede di fare una riforma sull'utilizzo delle intercettazioni, vietandone la messa in atto e il loro impiego come prove per reati che prevedano pene minime sotto i 10 anni. Solo che la legge non è retroattiva. E quindi non potrebbe usufruirne. Se non fosse che il caso Saccà non è ancora un processo attivo e quindi...
Intanto però è ancora possibile pubblicare tutto ciò che salta fuori, e così il settimanale "L'Espresso" coglie la palla al balzo. Domani pubblicherà tutto il materiale a loro disposizione sulle varie telefonate fatte da Berlusconi a Saccà (e non solo); telefonate che comprovano con evidenza il progetto attuato da Berlusconi nell'autunno del 2007 di "acquisto" vero e proprio di alcuni senatori allora appartenenti alla maggioranza. Tra questi il celebre Willer Bordon (ex Partito Democratico).
Lo scopo era quello di far cadere il governo. Peccato che sia stato uno sforzo inutile, visto che pochi mesi dopo furono Mastella e Dini i picconatori solitari di ciò che restava del claudicante governo Prodi.
A tal proposito, consiglio a tutti voi di dare un'occhiata ad un post precedente, dedicato ai finanziamenti privati dei partiti nel 2007, in cui emergono con chiarezza i finanziamenti forniti a Lamberto Dini e a Clemente Mastella da "ambienti" del centrodestra.

Qui di seguito trovate un brevissimo resoconto delle varie telefonate intercettate dalla Procura di Napoli per l'indagine sulla presunta corruzione di senatori ad opera del leader dell'ex Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi.
I protagonisti delle telefonate sono:
  • Silvio Berlusconi: proprietario di Mediaset, leader di Forza Italia, allora leader dell'opposizione, attuale capo di governo.
  • Agostino Saccà: ex direttore generale della Rai e direttore di RaiFiction ai tempi delle telefonate.
  • Giancarlo Innocenzi: membro dell'Autorità Garante per le Telecomunicazioni (altrimenti nota come AGCOM), organo che si dovrebbe occupare del controllo della regolare attività delle mezzi televisivi.
  • Guido De Angelis: produttore televisivo DAP.


18 giugno 2007 - ore 17:51

Il consigliere RAI Giuliano Urbani (FI) chiama Saccà e gli chiede una mano per la sua compagna Ida di Benedetto, titolare della Titania Produzioni. Gli chiede esplicitamente di fargli "questo miracolo".

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18 giugno 2007 - ore 17:57

Saccà parla con una funzionaria Rai la quale racconta la scenata telefonica che le ha fatto la Di Benedetto (la moglie del consigliere Urbani, nda) per la miniserie "Angelica". Parlano anche del serial "La meravigliosa storia di suor Bakhita", in cui comunque dovrebbe partecipare la Di Benedetto. Infine di "Paura d'amare" la fiction di Maria Venturi, autrice per la Di Benedetto.

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18 giugno 2007 - ore 18:02

Saccà chiama la sua segretaria e le chiede a che punto sia l'attivazione del contratto per "Paura d'amare" la fiction di Maria Venturi, con la partecipazione di Ida Di Benedetto. La segretaria lo informa che non è al momento tra le fiction "nel conto dei 10 milioni", ma che "si farà entrare".

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19 giugno 2007 - ore 15:31

Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, chiama Agostino Saccà che gi accenna di aver parlato con Roberto Cuillo, ex Ds quindi viceresponsabile dell'informazione del Partito Democratico, del suo "piano strategico": si tratta della sostituzione dell'attuale direttore generale della Rai Cappon con lo stesso Minoli.

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19 giugno 2007 - ore 20:25

Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà; lui la rassicura sul provino di Eliana Miglio, compagna del suo braccio destro Paolo Glisenti. Lui afferma che "non è facile, ma ce la metto tutta". Quindi Saccà le chiede un colloquio a proposito di un suo progetto: creare una società di fiction al di fuori della Rai, del quale ha già parlato con Passera e Montezemolo.

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27 giugno 2007 - ore 12:17

Il Vicedirettore generale della RAI Giancarlo Leone chiama Agostino Saccà. Devono parlare con Del Noce, direttore di Raiuno, per discutere della serie 'Medicina generale'. Saccà si dimostra decisamente infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe dunque essere messo in discussione. Poi parlano di Maria Scicolone (sorella di Sofia Loren) e del produttore Saraceni che, mandati da Francesco Rutelli, hanno proposto un progetto di fiction sulla famiglia Scicolone/Loren. Leone chiede una risposta a Saccà per dare un segnale di attenzione a Rutelli.

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28 giugno 2007 - ore 19:07

Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani; materia della telefonata il colloquio tra Agostino e il presidente Berlusconi. I due hanno parlato della candidatura di Giovanni Minoli alla direzione generale. Saccà dice di aver parlato con Berlusconi anche della nomina a responsabile del palinsesto di Guliana del Bufalo, e della necessità di mantenere gli equilibri attuali preservando così la Rai e Mediaset dai rischi in cui incorreranno nel momento in cui Sky comincerà a produrre fiction.

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2 agosto 2007 - ore 15:37

Giancarlo Innocenzi chiama Saccà e parlano dell'allora senatore Willer Bordon e di sua moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo.
Saccà informa Innocenzi del colloquio con Berlusconi, informandolo dell'intenzione di dare "una spallata a questi qua". Afferma di stare lavorando con "Tex" (nome in codice per Willer Bordon). "Questo signore ha la moglie (Rosa Ferraiolo, nda) che fa quel mestiere e l'abbiamo messa in produzione". "Fabrizio (Del Noce, nda) l'ha stoppata".
Saccà teme che Del Noce racconti la vicenda della moglie di Bordon: "Perché possono capire che c'è un gioco più grosso".

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12 settembre 2007 - ore 15:18

Berlusconi telefona a Sacccà.
Saccà gli fornisce informazioni sul senatore australiano eletto in Parlamento per il centrosinistra (Nino Randazzo, nda), che si starebbe guardando attorno, a detta di Saccà, nel tentativo di farsi rieleggere; ha chiesto al governo Prodi di far approvare una legge sulla doppia cittadinanza, cosa che lo stesso Saccà reputa alquanto improbabile.
Berlusconi confida a Saccà di essere preoccupato per le voci messe in giro da Antonella Troise, la quale afferma che il cavaliere gli sta bloccando la carriera artistica.
Berlusconi accenna a Saccà che sta "facendo la corte" a circa 20 senatori.

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24 ottobre 2007 - ore 16:33

Innocenzi chiama De Angelis.
Innocenzi informa De Angelis di aver parlato con Berlusconi chiedendo di fare a Guido De Angelis "un contratto quadro che sia per lo meno di 30 milioni all'anno", dal momento che Valsecchi ne ha già uno da 50. Innocenzi aggiunge che assieme a lui e Berlusconi era presente l'allora senatore di maggioranza Willer Bordon.

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26 ottobre 2007 - ore 11:56

Berlusconi telefona al produttore televisivo Guido De Angelis.
De Angelis chiede a Berlusconi se "le convocate" possono sapere se l'interesse proviene dalle "parti" di Berlusconi, che conferma di fare il proprio nome. Quest'ultimo chiede anche di tranquillizzare Evelina Manna.

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30 novembre 2007 - ore 17:40

Berlusconi chiama Saccà.
Berlusconi informa Saccà di aver ricevuto una telefonata da Marta Flavi, relativamente ad una parte per la fiction "Incantesimo".

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4 novembre 2007 - ore 17:11

Berlusconi telefona a De Angelis.
Afferma che è in partenza per Roma per parlare alla CISL, dal momento che "Bonanni controlla 3 senatori". Racconta di essere stato contattato da un'attrice che fa "Vivere".

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5 novembre 2007 - ore 18:47

Berlusconi chiama De Angelis.
I due si accordano per partire insieme dall'aeroporto militare di Ciampino per andare insieme all'appuntamento che avevano concordato a Milano.

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6 novembre 2007 - ore 17:06

De Angelis racconta il viaggio fatto con Berlusconi (parte 1).

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6 novembre 2007 - ore 17:52

De Angelis racconta il viaggio fatto con Berlusconi (parte 2).

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mercoledì 25 giugno 2008

La resa... dei tonti


Foto: Repubblica.it

Finalmente una volta per tutte il PD ha dimostrato di che pasta è fatto... cartapesta! I leaders del baraccone democratico hanno chiarito definitivamente la loro intenzione: NON fare opposizione. Non perché necessariamente condividano le proposte di Berlusconi (per quanto alcune sono realmente condivise, anche dall'Italia dei Valori, dando così un "taglio di gambe" alla dignità della parola "opposizione" in questo paese), ma perché è giusto così. Meglio fare i bravi e fare ciò che il padrone comanda.
La ridicolaggine espressa dalla classe politica parlamentare attuale non si è limitata alle rispettive posizioni su intercettazioni, salva-premier e DPEF (che non ha riscontrato opposizione alcuna). Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un'escalation del ridicolo senza precedenti (PD e PDL protagonisti). Forse accomunabile solo all'ultimo film dei fratelli Vanzina.


18 giugno

L'ANM esprime, per bocca del suo segretario Giuseppe Cascini, il proprio dissenso sulla proposta berlusconiana di sospensione dei processi "meno gravi" per un anno. L'ANM fa presente che i processi per reati punibili con pene sotto i 10 anni costituiscono all'incirca il 90% dei reati contestati e che comprendono: sequestro di persona, estorsione, rapina, stupro, associazione per delinquere, frodi fiscali, corruzione, abuso d'ufficio, detenzione di materiale pedopornografico e tanti altri ancora.


20 giugno

Veltroni ha un sussulto e si sveglia di soprassalto cadendo dal letto dove si era adagiato negli ultimi 53 anni di vita. E dichiara: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi lo diciamo noi, in autunno sarà una larga parte degli italiani che chiameremo a raccolta".
Il tempo di dire questa frase e riesce a ricrollare immediatamente sul suo comodo giaciglio-ombra.


24 giugno

Via libera del Senato al decreto sicurezza. Tra le varie porcherie che compongono il pacchetto, ci sono i due celebri emendamenti sullo stop ai processi fastidiosi per Silvio e chissà chi altro.
Non si ha tempo a riprenderci dalla notizia, che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, mette sul piatto un altro carico da novanta: "Al prossimo Consiglio dei Ministri ci sarà l'annunciato provvedimento per bloccare i processi penali per le più alte cariche dello Stato".
E io che pensavo che l'avrebbero fatto nel corso di quest'anno!!

Voi direte: "Beh, vuoi che il PD almeno in questo caso non abbia deciso di opporsi come si deve?!".
Chiedetelo ad Anna Finocchiaro, che ha commentato così la proposta di Alfano: "Nessuna pregiudiziale di principio sul cosiddetto lodo Schifani". Inutile commentare, vero? Si commenta da sola.
Ma ha anche aggiunto: "Il problema qui è che lo propone il presidente del Consiglio in carica per un procedimento a proprio carico. Diciamo che c'è una ineleganza, una inopportunità che io non fatico a vedere. Mi chiedo se altri fatichino a vederla".
Ineleganza? Inopportunità? Ma non saranno termini un po' troppo forti?

Ma non finisce nemmeno qui! La giunta per le immunità doveva decidere se confermare la richiesta di arresti domiciliari per l'onorevole Di Girolamo, indagato dai PM per aver fornito dati falsi sulla sua residenza in Belgio per potersi candidare nelle liste riservate agli italiani all'estero. Secondo il PM Bambardieri non avrebbe i requisiti per essere nominato parlamentare. Però ora lo è e spetta a lui e ai suoi compari decidere per lui!
Bene, il voto del PD? Contrario! Di Girolamo deve rimanere deputato!

Curiosità: nel pacchetto sicurezza vengono inasprite le pene per chi dichiara una falsa identità ad un pubblico ufficiale: reclusione fino a 6 anni (prima erano 3).


25 giugno

Montezemolo dichiara: "Credo che il governo abbia fatto alcune cose importanti e interessanti. Mi fa piacere che temi come il merito (falsificare la propria identità per essere deputati?), la riforma della pubblica amministrazione (centomila licenziamenti?), degli effetti contrattuali (ripristino totale della legge 30/Biagi?), le riforme istituzionali (quali???), la sicurezza (la sospensione dei processi e il carcere anzichè l'espulsione per chi entra irregolarmente?) e la crescita (il 3° PIL più basso d'Europa) stiano diventando importanti nell'agenda. Adesso devono diventare importanti nella cultura del Paese (ministro della cultura è Bondi, non diciamo stronzate suvvia!), ma stiamo andando in quella direzione".


Qui di seguito vi presento il video del grande successo raccolto oggi da Berlusconi alla ConfEsercenti. Persino loro cominciano a fischiarlo!!


lunedì 23 giugno 2008

Spagna 3 - Italia 0


Foto: Repubblica

No, non sto parlando della partita di calcio di ieri. Anche perché il risultato calcistico è stato diverso. E per quanto le partite della nazionale di calcio suscitino nel nostro paese un'attenzione mediatica paragonabile solo al Festival di Sanremo, allo stupro di una ragazza romana in campagna elettorale e allo scatenarsi di una terza guerra mondiale, non voglio disquisire di una partita di calcio in questo blog.
E dico, sin da subito, che non si tratta nemmeno di un confronto socio-politico tra i due nostri paesi. Sarebbe un tema alquanto scontato, dal momento che anche il quotidiano più conservatore d'Europa nel confronto con la Spagna e la sua crescita economica imperniata su tutele sociali e diritti civili ci darebbe sconfitti per ben più di tre a zero!

Ciò su cui voglio porre l'attenzione sono due articoli pubblicati dal quotidiano spagnolo El Pais (a mio modesto parere, uno dei migliori organi giornalistici d'informazione di tutta Europa). Il primo è dedicato alle ultime svolte conservatrici europee, con una particolare attenzione posta all'impressionante rapido cambiamento sorto nella mentalità europea: la svolta dal maxi-paese del progresso sociale e dell'accoglienza a quello simil-americano dell'individualismo e del progresso industriale fine a sé stesso. Un'acuta analisi che pochi giornalisti italiani riuscirebbero a fare senza inserire 30 volte a paragrafo le parole "Berlusconi" e "Veltroni". Ecco il primo gol: una lezione di giornalismo europeo.
Non voglio caricare il post eccessivamente, pertanto invito chi ne avesse voglia a dare un'occhiata all'articolo in lingua originale.


Il secondo, molto più succulento e mordace, riguarda la concezione dell'attività di governo secondo il nostro padroncino d'Italia: Silvio Berlusconi. Lo posto, traducendolo, qui di seguito.

Berlusconi governa per Berlusconi

"Sono innocente. Lo giuro sui miei figli".
No, non è una frase di un ladro di galline arrestato dalla Guardia Civil. L'ha pronunciata il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, venerdì scorso a Bruxelles, alla fine del Consiglio Europeo.
Ironia del destino. Dopo aver trasformato i rom nel grande "nemico pubblico", dopo aver approvato in tutta fretta un pacchetto di misure di sicurezza che criminalizza gli immigrati, dopo aver introdotto questa settimana in Senato due piccoli emendamenti destinati a garantire la sua immunità giudiziaria, questo dichiarava Il Cavaliere, il magnate in persona, ricorrendo al giuramento "zingaro".

Berlusconi è indignato. Nessuno lo capisce. Durante tutta la settimana, l'opposizione, molti media nazionali e stranieri e numerosi cittadini, con e senza toga, lo hanno accusato di aver alzato una cortina di fumo per la sicurezza con lo scopo di legiferare in suo beneficio, promulgare un'amnistia gigantesca e salvarsi dal caso Mills, il processo nel quale è accusato di corruzione e al quale si riferiva il giuramento di venerdì.

Il cavaliere si è difeso come sa fare, e dopo aver annunciato che ordinerà ai suoi avvocati di rinunciare a godere della legge "salva Berlusconi" "per allontanare ogni sospetto", ha delegittimato i magistrati italiani accusandoli di "tentare di sovvertire la democrazia e il senso del voto", e avvertendo che non permetterà che le "toghe rosse" lo spoglino del potere.

E' la sua ennesima offensiva contro giudici e pubblici ministeri. Però tutto lascia pensare che sia quella definitiva. Berlusconi ha ignorato anche l'autorità e il rispetto dovuti al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inserendo in Senato, senza consultarlo, questi due emendamenti che bloccheranno per un anno i processi penali per delitti o crimini compiuti fino al 2002 e punibili con meno di 10 anni di carcere.

[...]

Potrebbe darsi che la norma salva-Berlusconi non venga applicata al suo caso. O che il processo si fermi un anno per poi ricominciare. In questo caso, il deputato e avvocato difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, autore del pacchetto sicurezza e del pacchetto salva-Mills, ha preparato un colpo maggiore: una nuova legge Schifani, dichiarata incostituzionale nel 2004, che blinderebbe giuridicamente i processi alle alte autorità dello Stato.
La grande strategia si gioca su due fronti: pubblico/privato. Il deputato Ghedini legifera in Parlamento e difende Berlusconi in giudizio.

(segue il resoconto del processo Mills, con il giornalista che tende ad evidenziare che il processo non nasce dalla volontà di un giudice di estrema sinistra, come affermato spesso da Berlusconi, bensì da un processo nato in Inghilterra)

Qualcuno ha letto un articolo di questo tipo in uno dei due quotidiani maggiori d'Italia (Corriere, Repubblica)? Se sì, provvedo a depennare un gol dal ruolino spagnolo.


Dov'è il terzo gol della Spagna? Diciamo che è stata una nostra autorete. E l'abbiamo fatta ieri sera a Milano, dopo la partita, quando un gruppo di una decina/ventina di tifosi italiani - teste rasate, bottiglie di vetro e caschi alla mano - hanno aggredito dei tifosi spagnoli che hanno visto assieme a loro tutta la partita a Piazza Duomo. Alcuni tifosi spagnoli son dovuti ricorrere alle cure mediche. La polizia ha terminato la splendida serata sfollando rapidamente la piazza.

Vittoria meritata della Spagna. Anche più di quanto visto a Vienna.
Chissà se e quando saremo in grado di prenderci una degna rivincita...

sabato 21 giugno 2008

Il barbiere di Palazzo Chigi


Foto: Contrappunti

Dategli un paio di forbici in mano e taglierà tutto ciò che trova davanti. Non importa se si tratta di fondi di Stato, di persone, di servizi, di enti... tutto può essere tagliuzzato a dovere!
Dei tre documenti che compongono la cosiddetta "Manovra" del governo, nei tg nazionali e in gran parte della "carta stampata" si è parlato quasi solo esclusivamente dei cosiddetti "Robin Hood Tax" e "Provvedimento anti-fannulloni".
Piccola nota di colore: quando l'attuale ministro dell'Economia decide di aumentare l'IRES per le imprese produttrici di petrolio dal 27% al 33% diventa Robin Hood, quando l'ex ministro delle Attività Produttive, Pier Luigi Bersani, decideva di aprire il mercato della distribuzione di carburanti era "lo sfacelo dell'economia nazionale".
In ogni caso, nulla da eccepire in merito all'inasprimento fiscale di Tremonti. Credo sia una delle idee più intelligenti mai proposte da Giulio Tremonti. E quando Confindustria si lamenta, è il segno che si sta lavorando bene.
Peccato che Confindustria abbia promosso a pieni voti tutto il resto della manovra, e quindi se tanto mi da tanto...


Vediamo alcuni punti salienti della riforma economica by Giulio Tremonti.
  • Privatizzazione di TUTTI i servizi pubblici locali (quelli nazionali sono stati privatizzati tanto tempo fa). Ogni servizio dovrà essere affidato ad una gestione mista pubblico-privata in cui la seconda componente (la privata) costituisca almeno il 30%. Non avevo mai sentito di casi in cui il servizio pubblico viene privatizzato ponendo non dei limiti massimi di controllo privati, ma dei limiti minimi.
    Si tenga conto che tra i servizi pubblici comunali rientrano, ad esempio, quelli relativi alla gestione dell'acqua pubblica! E tale tipologia di servizio costituisce un chiaro monopolio locale. Pensate che bello sarebbe affidare a dei privati il controllo totale dell'acqua pubblica.
    Questo è il primo via libera.
  • Piano per la riforma della pubblica istruzione. Licenziamento di massa per 100 mila dipendenti.
  • I dipendenti pubblici che per qualunque ragione rifiutassero il trasferimento per due volte in 5 anni saranno passibili di licenziamento.
  • Ripristino del "Job on call", la tipologia contrattuale in base alla quale il lavoratore si reca sul posto di lavoro quando glielo comanda il datore di lavoro. Basta una telefonata sul cellulare 24 ore prima e il lavoratore deve presentarsi nell'orario e nel giorno scelti dal capo. Tra una chiamata e l'altra (che possono distare tra loro anche 6 mesi, o un anno) il lavoratore non percepisce una lira. Ma deve comunque tenersi sempre pronto per il suo aguzzino.
  • Abolizione della durata massima per i contratti a tempo determinato. Nel protocollo sul welfare (una mezza porcata che il governo attuale è stato capace di farci rimpiangere) si era imposto un tempo massimo per i rinnovi di contratti a tempo determinato (36 mesi + un rinnovo). Ora il limite è tornato l'infinito.
  • Abolizione degli enti pubblici sotto i 50 dipendenti. E i dipendenti? "Abolizione" dei dipendenti degli enti pubblici sotto i 50 dipendenti!
  • Revoca del blocco delle concessioni per la costruzione della TAV. Torneranno ad occuparsi del progetto TAV quelle imprese nominate anni e anni fa dal precedente governo Berlusconi, senza una pubblica gara d'appalto.
  • Infine, taglio dei fondi per gli enti locali (comuni, provincie e regioni) pari a 3,4 miliardi di lire, che andranno a colpire prevalentemente i settori sanità e trasporti. Pertanto, umilmente vi avviso che se doveste trovare l'aumento delle addizionali comunali/regionali IRPEF in busta paga, evitate di prendervela con il vostro Presidente di Regione, ok? Fosse Giancarlo Galan o Nichi Vendola, non importa! Sapete bene con chi prendervela!
    Se poi il vostro Presidente riesce a tirare avanti senza fare aumenti di prelievi fiscali locali, beh lì potete anche fargli un applauso!

giovedì 19 giugno 2008

Sondaggi monopartisan


Foto: Il testardo

Evidentemente i quotidiani on-line hanno un brutto rapporto con i sondaggi!
Avrete ancora ben stampato in mente il famigerato sondaggio de "La Stampa" di alcuni giorni fa in tema di intercettazioni. Quello sui famigerati "milioni di italiani intercettati!".
Oggi voglio presentare alcuni dati curiosi di un altro sondaggio, questa volta pubblicato da Repubblica.
Non si tratta di un sondaggio telematico, ma di un sondaggio effettuato a campione dall'istituto IPR, che quindi ha operato tenendo a conto le centinaia di regole richieste per sondaggi "ufficiali".

Il sondaggio verte sulla nuova proposta berlusconiana (approvata ieri al Senato) di sospendere i processi "meno gravi" per un anno. Inutile ribadire che verrebbe sospeso anche il processo a carico del Presidente del Consiglio sul cosiddetto "Caso Mills". Ed è inutile altresì ribadire che questi 365 giorni potrebbero essere sfruttati, a quanto pare, per dar vita ad un Lodo Schifani Bis (il primo fu bocciato dalla Corte Costituzionale) per sospendere i processi alle cinque cariche più alte dello Stato tra cui (oh! sorpresa!!) il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Ciò che andrebbe sottolineato è l'intenzione del governo di aumentare le pene per alcuni tipi di reati minori, come ad esempio l'omicidio colposo, e la decisione di sospendere per un anno proprio tale tipologia di processi. Forse è il caso che la smetta di cercare le incoerenze nelle leggi proposte in questo periodo, mi faccio solo venire il mal di testa!

In ogni caso, ecco il nuovo simpatico sondaggio. La domanda incriminata è proprio la seconda.
Cito testualmente:
OGGI IL SENATO HA VOTATO A FAVORE DI UN PROVVEDIMENTO PRESENTATO DAL GOVERNO CHE PREVEDE DI SOSPENDERE PER UN ANNO ALCUNI PROCESSI RITENUTI NON ESTREMAMENTE URGENTI PER FARE SPAZIO AD ALTI PROCESSI RITENUTI PIU' URGENTI CHE ALTRIMENTI ANDREBBERO IN PRESCRIZIONE. LEI CONDIVIDE O NON CONDIVIDE QUESTA PROPOSTA DEL GOVERNO BERLUSCONI?

Il grossolano errore della domanda? La scelta di inserire a forza il problema della "prescrizione". In questa domanda si lascia intuire che ci sono processi per reati gravi, e che quindi prevedono per forza di cose pene massime più gravi, che rischierebbero di andare in prescrizione.
Andrebbe spiegato ai signorini dell'IPR che svolgono i sondaggi e a lorsignori di Repubblica che lo hanno commissionato che la prescrizione non ha una durata fissa che vale per tutti i processi e nemmeno viene stabilita secondo i gusti del magistrato giudicante. La prescrizione è pari al massimale di pena previsto per quel reato.
Pertanto se una persona è accusata di omicidio, spionaggio, attentato alla sicurezza o all'integrità dello Stato, associazione mafiosa, terrorismo e quant'altri non incorrerà mai nella "salvezza" della prescrizione.
In altre parole, gli imputati di reati cosiddetti "gravi" (non solo quelli appena elencati, per cui è previsto l'ergastolo) difficilmente riusciranno a beneficiare della prescrizione! Cosa che invece accade comunemente (molto comunemente!) in Italia per reati quali la corruzione, la concussione, il falso in bilancio, la bancarotta fraudolenta, l'appropriazione indebita etc., tutti reati i cui processi in base a tale provvedimento, verrebbero sospesi!

Cliccando qui accederete direttamente alla pagina di Repubblica sulla quale è pubblicato il sondaggio. Vi prego di fare attenzione alle domande 3 e 4 e alle risposte possibili! Io non credo di aver mai visto un sondaggio tanto ridicolo (fatti salvi quelli di Gianno Pilo per Forza Italia nel 1994).
Chissà se anche gli illuminati giornalisti di Repubblica andranno a correggere questi "involontari" errori!

Aggiornamento delle 10:40: troppo tardi... hanno provveduto a correggere le risposte alle domante 3 e 4 prima ancora che riuscissi a salvare lo screenshot della pagina. Pazienza... sono stati molto veloci!!


Approfitto per riportare uno stralcio della durissima reazione di Veltroni al nuovo provvedimento della maggioranza: "Una forza saggia non imposta la sua azione con l'ansia e l'affanno di risolvere i problemi domani mattina. In Europa quando si perde, ci si prepara a vincere e io sono convinto...".
Walter, questa cosa l'hai inventata tu! In Europa, in tutta Europa, quando si perde, ci si dimette!

Vi lascio con la frase pregna di ottimismo lanciata ieri nell'aula del Senato dal leghista Federico Bricolo, durante l'abbandono dell'aula da parte del PD e dell'IDV: "Se restate o uscite per noi cambia poco. Tanto cambieremo questo Paese alla faccia vostra!".
Ricordo frasi simili quando le opposizioni abbandonarono il parlamento nel '24, ma forse mi sbaglio. Soprattutto allora all'opposizione c'erano persone come Nenni, Gramsci e Togliatti.

martedì 17 giugno 2008

Salva-Silvio



Se qualcuno aveva dei dubbi, ora sono stati tutti fugati. E' evidente. Il nostro Presidente del Consiglio non aveva terminato di modificare le norme giuridiche a proprio favore nello scorso mandato. E in un certo senso è anche meglio: più tempo perde ad occuparsi delle questioni che lo riguardano personalmente, meno tempo ha a disposizione per occuparsi degli italiani; e visto come se ne sono occupati nei cinque anni precedenti, direi che è una notizia non da poco!

Non è bastata la riforma sull'utilizzo delle intercettazioni (che lo aiuterebbe inevitabilmente nell'eventuale processo a suo carico per la corruzione dei senatori dell'ex maggioranza, noto anche come caso "Saccà"). Il padrone d'Italia ha preferito andare oltre, appoggiando due emendamenti al decreto legge sulla sicurezza.
Il primo stabilisce un criterio di priorità dei reati, definendo di conseguenza un ordine di urgenza in base al quale effettuare indagini e, soprattutto, processi. Il secondo determina la sospensione di un anno per i processi penali "meno gravi" che si riferiscono a reati compiuti fino al 30 giugno 2002. Casualmente in questa fascia rientra il processo ai danni di Berlusconi noto come Caso Mills. Che quindi subirà il ritardo di un anno.

Molti di voi si chiederanno il perché di un semplice ritardo di un anno, con i tempi di prescrizione che restano congelati. Semplice! Il signorino ha già lasciato trapelare il piano: approvazione da parte del Parlamento, nel giro dei prossimi mesi, del celebre "Lodo Schifani", ovvero la legge che congelerebbe i processi per le cinque più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Silvio Berlusconi e Presidente della Corte Costituzionale). Questa legge fu bocciata già a suo tempo dalla Corte Costituzionale stessa, ma come questo paese insegna, la memoria qui è corta e quindi tanto vale tentar di nuovo!

Ovviamente Berlusconi ha motivato il provvedimento spiegando che è una questione che interesserà tutti gli italiani e non solo il capo del governo, salvo poi preseguire la frase criticando l'uso politico della magistratura nei suoi confronti. Mah...

A questa ennesima decisione del Presidente del Consiglio, è seguita la "durissima" risposta del leader dell'opposizione Walter Veltroni: "O il governo cambia atteggiamento o il dialogo salta".
"In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento (di governo e maggioranza, nda) rimane come quello delle ultime settimane, cioè una sequenza di incidenti assolutamente eccessivi ed inaccettabili il clima non potrà che cambiare".

Silvio se la starà facendo sotto! Brrr... che paura!!
Nel giro delle prossime ore Berlusconi sicuramente rassegnerà le dimissioni e sceglierà l'esilio. Non può sopportare una presa di posizione così dura nei suoi confronti. Sarà un caso che il PD in un mese solo in Sicilia ha perso circa il 9% dei voti?

Per fortuna che se in Italia nessuno si rende conto della grave situazione politica in cui versa il nostro paese, c'è qualcuno all'estero che ce lo ricorda...

"Veltroni Rischia di essere troppo buono con Silvio Berlusconi" e il suo governo-ombra potrebbe diventare "un'opposizione fantasma".
Il numero uno del PD si è lasciato sfuggire "una serie di occasioni per mettere in imbarazzo il governo", contribuendo così al rafforzamento della popolarità di Berlusconi. Tra le occasioni perse, la mancata richiesta di maggiori dettagli sulle accuse mosse al presidente del Senato Renato Schifani dal giornalista Marco Travaglio per "rapporti di affari con persone poi condannate per mafia" e i mancati affondi contro il governo per il caso Alitalia, per le "aspre misure su immigrazione e sicurezza" e per la "messa al bando di gran parte delle intercettazioni telefoniche compiute dalla polizia".

Chi è stato a dire questo? Nichi Vendola? Antonio Di Pietro?
Assolutamente no! E' la traduzione fatta dal Corriere della Sera di un articolo sull'Italia pubblicata sull'Economist, famoso quotidiano della finanza internazionale di stampo marxista-leninista!

domenica 15 giugno 2008

Working class heroes



Era il 1919 quando l’Organizzazione internazionale dei lavoratori fissò un orario massimo per il tempo da trascorrere in fabbrica o in ufficio: 48 ore a settimana. Alla fine della seconda guerra mondiale, in tutti i paesi "occidentali" si assistette alla riduzione dell'orario settimanale di lavoro a 40 ore (l'attuale standard). Fa eccezione la Francia, che ha ridotto nel 1997 l'orario settimanale di lavoro a 35 ore!
Ricordate la battaglia portata avanti in quello stesso anno da Fausto Bertinotti? Eravamo ad un passo da introdurre quel cambiamento anche qui.
Sembra passato un secolo da allora. E come accade spesso in questi casi, il passare del tempo elimina progressivamente la memoria storica. E capita che qualcuno decida di tornare sui suoi passi.
In Europa e in Italia, dal dopoguerra si è assistito ad un progresso sociale ininterrotto. Non è mai successo che diritti acquisiti, dati ormai per scontati, venissero messi in dubbio decenni dopo. Invece è quello che sta accadendo quotidianamente nel nostro paese da un po' di tempo e, da qualche giorno, a quanto pare, anche in Europa!

Cinque giorni fa l'Unione Europea ha effettuato una rivisitazione della soglia massima di ore lavorative a settimana. Finora, straordinari compresi, non era possibile lavorare oltre 48 ore a settimana (salvo particolari categorie di lavoratori). Bene, questa soglia è cambiata! E non è stata ridotta, come ci si aspetterebbe in una regolare evoluzione sociale, bensì è stata incrementata. Se il Parlamento Europeo confermerà la decisione presa dalla Commissione Europea, presto potremo arrivare a lavorare legalmente (udite udite!) 65 ore a settimana! Chi lavora 5 giorni a settimana, potrebbe lavorare più di 12 ore al giorno.
Il commissario Ue agli Affari sociali Vladimir Spidla si è detto soddisfatto: "Abbiamo creato maggiore sicurezza e migliori condizioni per i lavoratori, pur mantenendo la flessibilità di cui l’industria ha bisogno". Attendo spiegazioni a questa affermazione!
Casualmente, il governo spagnolo è stato uno dei pochissimi ad opporsi...

Signore e signori, il 1800 è tornato a bussare alle nostre porte! E noi lo stiamo accogliendo a braccia aperte! E quand'è così, spero allora che il ritorno indietro sia complessivo, e che si torni ad avere anche il 1848, i postumi della Rivoluziona Francese e Karl Marx. O tutto o niente!

Sempre a proposito di lavoro e di servitù della gleba (stanno per tornare ad essere sinonimi), voglio limitarmi ad elencare brevemente gli ultimi eroi civili di questo paese, coloro che ci ricordano che è più facile morire di lavoro, piuttosto che vivere lavorando...


MINEO (CT)
Deceduti mentre pulivano la vasca di un depuratore. Sono stati trovati abbracciati l'un l'altro.

Giuseppe Zaccaria, 47 anni
Natale Sofia, 37 anni
Giuseppe Palumbo, 57 anni
Natale Giovanni Sofia, 37 anni
Salvatore Tumino, 47 anni
Salvatore Smecca 47 anni


SETTIMO MILANESE (MI)
Caduti da un'impalcatura alta 20 metri. Erano egiziani. E clandestini, privi di permesso di soggiorno. Sono morti prima di essere beccati e magari cacciati a calci nel sedere da questo paese.

Mohammed Hassan, 27 anni
Omar Salama Awad, 28 anni


DONORI (CA)
Muore schiacciato da un palo della luce.

Fausto Serci, 55 anni


Spero di non essermi dimenticato qualcuno... lo spero davvero!
E approfitto per ringraziare il ministro del welfare Sacconi per la proposta di ridurre i vincoli del testo unico sulla "Sicurezza sul lavoro" e per la proposta di limitare il diritto allo sciopero! Viva il 1800!!

venerdì 13 giugno 2008

Orecchio non sente, cuore non duole



Ne ero davvero convinto. Avrò riflettuto su questa cosa tante volte ed ero convinto di aver fatto la previsione giusta. E invece a quanto pare credo proprio di essermi sbagliato.
Quando sono usciti i risultati elettorali, mi sono sentito di fare una previsione tra me e me di cui ero estremamente sicuro. Mi sono detto: "Berlusconi ha già governato 5 anni. Ha dato una grandissima priorità alla soluzione dei suoi problemi personali con la giustizia. Ora ha praticamente finito il lavoro, e il precedente governo non ha toccato nulla di ciò che ha fatto. Ora - sono sicuro - si occuperà a tempo pieno dei problemi dell'Italia, e non credo che sarà molto meglio!"
A quanto pare sono stato troppo ingenuo. Neanche un mese di governo e il nuovo vecchio monarca italiano si è dato molto da fare in tanti campi e ha fatto capire quali sono le priorità del momento: l'abolizione dell'ICI, il maggior asservimento delle nostre truppe in Afghanistan agli ordini americani, l'apertura delle discariche in Campania, la creazione delle centrali nucleari, i fondi per la costruzione del ponte sullo stretto.
Non pago, ha deciso di spendere altro tempo su qualche questioncina giudiziaria, di cui tanti sentivano la mancanza. E così ecco la nuova decisione del governo:
- Possibilità per i magistrati di utilizzare le intercettazioni telefoniche solo per persone indagate di reati che prevedono una pena minima di 10 anni.
- Costituiscono un'eccezione a tale provvedimento (e quindi continueranno ad essere accettate in tali casi le intercettazioni) i presunti reati: contro la Pubblica Amministrazione (corruzione e concussione), pedofilia e stalking. Tutti gli altri reati con pena minima sotto i dieci anni non potranno usufruire di questo metodo d'indagine.
- Chiunque pubblichi delle intercettazioni che non risultino già agli atti come prove di un processo, rischia una condanna da uno a tre anni di reclusione.

In questo modo risulteranno escluse svariate tipologie di reati come la divulgazione di segreto di stato, il sequestro di persona, l'omicidio colposo, la truffa e chissà quanti altri.
Una delle motivazioni "ufficiali" (evito quelle "ufficiose" e reali perché sarebbero una mia pura interpretazione) è quella di voler limitare i costi derivanti dall'uso di questo metodo d'indagine. In realtà i costi accertati per intercettazioni nell'anno 2007 ammontano a 224 milioni (a dispetto degli oltre 2 miliardi trapelati da voci di governo e vicine al governo).
Spesso sulla stampa si parla di milioni di intercettati. In realtà il numero di utenze telefoniche sottoposte ad intercettazione nello scorso anno è stato di 124.845. Se si considera che in genere per tali reati, gli indagati sono sottoposti ad intercettazione per più di un'utenza telefonica (telefono fisso, cellulare, ufficio, ...) il numero degli intercettati potrebbe attestarsi attorno a 40/50 mila persone.
Per fare un semplice paragone con il modo in cui si sta ponendo la questione "intercettazioni" in Italia, riporto il seguente scorcio della homepage del sito del quotidiano "La Stampa".



A voi le vostre libere (amare) conclusioni!


Aggiornamento delle 13:20...
Guardate come è stato cambiato il titolo del sondaggio:



Qualcuno della Stampa avrà per caso visto questo blog stamattina prima di fare la rettifica? :)

mercoledì 11 giugno 2008

Scambio di ruoli


Foto: Repubblica.it

Signore e signori, Pietro Ichino è tornato all'attacco!

Post qui di seguito un articolo pubblicato da "Il Manifesto" il 10 giugno.

Pietro Ichino, economista e senatore del PD, rilancia la proposta di abolizione dell'articolo 18. Lo fa in un'intervista al Corriere della Sera: "Se il sindacato e il centrosinistra non avranno il coraggio di far cadere il tabù dell'articolo 18, qualsiasi opposizione al programma del ministro Sacconi di deregulation e di liberalizzazione dei contratti a termine sarà perdente".
Sulla stessa lunghezza d'onda Giuliano Cazzola (Pdl): «È un'esigenza per l'unificazione del mercato del lavoro». Ma a quanto pare, il ministro Sacconi non ha nessuna intenzione di riaprire la querelle.


Vi ricordate quando Berlusconi propose di modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori? Si creò un sentimento di indignazione di massa, che portò ad una enorme manifestazione di piazza contro la proposta. Roma venne invasa da quasi 3 milioni di persone.
Ho come l'impressione che siano passati un sacco di anni da allora, ed in parte è proprio vero.

Ora abbiamo un esponente di punta del Partito Democratico, uno dei maggiori responsabili del dipartimento "Lavoro" del PD, che chiede senza giri di parole l'eliminazione hic et nunc dell'articolo 18, quello che vieta il licenziamento di un lavoratore senza giusta causa e che ne impone il reintegro (o un indennizzo se l'impresa conta meno di 15 dipendenti).
A tale proposta, il ministro Sacconi, PDL filo-leghista e continuatore della politica del suo predecessore, Roberto Maroni, autore della ormai celebre legge 30 (conosciuta anche in maniera impropria con il nome Legge Biagi), fa sapere di non essere intenzionato a procedere su tale percorso.

Insomma, per farla breve, un esponente del PD chiede l'eliminazione dell'articolo 18 e il ministro leghista del governo Berlusconi si oppone...
Qualcuno vuole avere la dignità di farci sapere in quale diavolo di paese siamo finiti? Gradirei particolarmente una spiegazione da parte del caro "Re mida al contrario", il nulla che cammina, il caro uomo-ombra Walter Veltroni.

lunedì 9 giugno 2008

Emergenze variabili



Solo un mese fa si parlava di "emergenza salari".
I temi che avrebbero dovuto impegnare il nuovo governo, ma che avrebbero anche dovuto caratterizzare la campagna elettorale, sarebbero dovuti essere quelli del lavoro, dell'economia, il rafforzamento dello stato sociale, la difesa e il ripristino del potere d'acquisto degli stipendi, il controllo dei prezzi, la tutela della produzione nazionale.
E' bastato, invece, tagliare l'ICI alle grandi case, che improvvisamente tutto è stato dimenticato. Sembra quasi che la gente abbia smesso improvvisamente di farsi i conti in tasca. Oppure ha improvvisamente dimenticato di saper contare.
Le emergenze sono diventate i rom, la guida in stato di ebbrezza, il salvataggio di Rete 4, l'abolizione delle intercettazioni come prova giudiziaria, il ponte sullo stretto. E intanto l'economia nazionale prosegue il suo decorso fatale, la tutela dell'ambiente è diventato "affare da snob", lo stato sociale resta claudicante, i prezzi non accennano certo a diminuire e dell'aumento degli stipendi e del loro aggancio al costo della vita non se ne parla più.
Il precariato sembra non sia più un problema per nessuno. Quella che viene spesso chiamata "flessibilità nel mercato del lavoro" (termine politically-correct spesso utilizzato al posto di "sfruttamento legalizzato della manodopera") è diventata una presenza sempre più incombente, ma sempre più accettata.

Di cosa è realmente il mercato del lavoro in Italia non se ne parla. L'incentivo di Stato all'uso dello straordinario sul posto di lavoro ha conseguenze di cui nessun politico (di centrodestra o di centrocentrosinistra) ha parlato.

A tal proposito, vi consiglio di dare un'occhiata al seguente post: Aldo, Giovanni e Giacomo (@ work), pubblicato sul blog di uno dei tanti ottimi compagni di blogging: No Partisan. E' un esempio eccellente di cosa significhi realmente "flessibilità del mercato lavorativo" in questo paese e di cosa può significare una scelta apparentemente innocente come l'incentivo all'uso degli straordinari.
Buona lettura!!

venerdì 6 giugno 2008

Un paese in controtendenza


Foto: verdiva.blogspot.com

Come molti di voi avranno sentito in questi giorni, il ministro Claudio Scajola ha deciso di far fare una netta inversione di rotta all'Italia per quanto riguarda la politica energetica. L'annuncio è stato fatto in pompa magna, descrivendo per sommi capi un piano energetico che non lascia spazio ad ambiguità: nel 2020 l'Italia comincerà a produrre in casa proprio l'energia nucleare.
Secondo il "piano Scajola", dovrebbero diventare pienamente funzionanti per quell'anno quattro centrali nucleari (collocate in luoghi ancora da definire). Nel frattempo, fino a tale data il governo si impegnerà a trovare una collocazione per i rifiuti tossici/radioattivi. Il 2013 è previsto come anno in cui verrà poggiata la prima pietra per la costruzione.

Mi permetto di porre l'attenzione su alcuni dettagli.
Innanzitutto quello evidentemente più insignificante di tutti, agli occhi del ministro Scajola: il referendum abrogativo del 1987 in cui il popolo italiano si espresse chiaramente contro l'utilizzo dell'energia nucleare nel nostro paese (referendum che provocò la chiusura delle tre centrali allora attive). Scajola ha deciso in piena solitudine che sono passati tanti anni da quella data e che il popolo italiano ha cambiato idea. Non l'ha deciso con un nuovo referendum. Ha deciso da solo per 57 milioni di italiani.
E poi l'elevato livello di sicurezza delle centrali di nuova generazione, che in pratica eliminerebbero del tutto il problema delle fughe radioattive. E se dovesse avvenire un terremoto o un qualsiasi evento naturale che andasse a colpire la sicurezza dell'edificio? Qui la risposta finora è stata il mutismo.
Inoltre, non vorrei sembrare il solito disfattista, ma, secondo il ministro, dalla posa della prima pietra al funzionamento a regime dei quattro impianti dovrebbero passare al massimo 7 anni. Considerando che spesso per inaugurare una scuola o un ospedale ne passano almeno una decina, o il ministro è ottimista o evidentemente una centrale è più importante del resto.
Infine, in più di 15 anni non hanno risolto il problema dei rifiuti a Napoli. La popolazione si ribella alla costruzione di una discarica di rifiuti solidi fuori città; sarà divertente vedere cosa accadrà quando dovranno scegliere il comune che ospiterà le scorie radioattive. Io propongo Arcore, se non per un fatto di coerenza istituzionale. E propongo uno stanziamento di fondi per i cittadini di Arcore contrari al nucleare per effettuare un cambio di residenza.


Approfitto per presentare le scelte in tema di nucleare portate avanti da alcuni paesi europei.


SPAGNA

La Spagna ha iniziato la politica di dismissione del nuclare dal 1983. Tale decisione è stata accompagnata nel corso degli anni dall'incremento di energia prodotta da fonti rinnovabili, che al momento costituiscono il 16.52% del fabbisogno energetico nazionale. E sono in progressiva espansione.
Il premier spagnolo Zapatero ha comunicato che la SPAGNA continuerà ed incrementerà questa politica energetica indirizzata verso le fonti rinnovabili.
Il primo passo sarà il mancato rinnovo nel 2009 del permesso di sfruttamento della centrale nucleare di Garona (Burgos). Infatti la normativa spagnola richiede che ogni 40 anni ci sia il rinnovo dei permessi e la centrale di Garona sarà la prima a non vedersi rinnovare il permesso. Il mancato rinnovo sarà successivamente applicato anche alle altre sette centrali ancora in funzione, mettendo quindi da parte il nucleare entro il 2014.


GERMANIA

Nel 2000 il governo dell'allora Cancelliere Shroeder ha varato un nuovo piano di riforma energetica. La Germania chiuderà progressivamente le 19 centrali nucleari (ha già cominciato a farlo nel 2002), terminando definitivamente la produzione di energia nucleare nel 2020.


BELGIO

La decisione di abbandono del nucleare è stata legiferata nel 1999 dall'allora governo di centrosinistra. La legge prevedeva la chiusura di tutti gli impianti dopo i 40 anni di funzionamento, senza costruirne di nuovi.
Tale scelta è stata però posticipata dal nuovo governo di centrodestra, che ne ha ritardato la chiusura di 20 anni. Salvo ripensamenti, il Belgio dovrebbe abbandonare il nuclare, quindi, attorno al 2020.
Attualmente il nucleare fornisce il 9% del fabbisogno energetico nazionale.


PAESI BASSI

Nel 1994 è cominciata la fase di abbandono progressivo del nuclare. Lo smantellamento delle ultime centrali (previsto per il 2003) è stato però rimandato dal governo conservatore al 2013, anno in cui l'Olanda cesserà di utilizzare l'energia nucleare (fornitrice del 3% del fabbisogno).


SVEZIA

Il parlamento svedese nel 1997 ha approvato un piano di riduzione progressiva dell'utilizzo di energia nucleare, prevedendo la chiusura di 2 dei 10 reattori operativi, da operare entro il 2001. Il cambio di governo ha rallentato il processo, portando però comunque alla chiusura di tali reattori nel 2005, 3 anni fa. Per il 2010 è previsto l'abbandono totale dell'energia nucleare.


Austria, Danimarca, Grecia, Irlanda e Norvegia non posseggono alcuna centrale nucleare.


Insomma, moltissimi paesi europei stanno cominciando a rivedere le proprie linee sul nucleare, prevedendo chiusure definitive che avverranno non oltre il 2020. Noi per quella data dovremmo inaugurare le prime. La solita lungimiranza italiana!
Per non parlare del fatto che la produzione nucleare verrebbe gestita proprio da noi italiani. E questa è forse la principale fonte di preoccupazione. Non riusciamo a sistemare un'autostrada, figurarsi cosa vorrebbe dire gestire il nucleare!

mercoledì 4 giugno 2008

Se Obama...


Foto: Barack Obama

Se qualcuno l'avesse ipotizzato alcuni mesi fa, avrebbero riso tutti quanti all'idea. Anch'io fino a qualche tempo fa reputavo un grande passo avanti per gli Stati Uniti il suo successo iniziale. Ritenevo fosse un grande segno di cambiamento il fatto che una persona così potesse ambire anche soltanto a sfidare seriamente qualcuno per la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti d'America. Ero più che convinto che non sarebbe mai successa una cosa del genere, e mi limitavo a pensare comunque al piccolo grande segnale di cambiamento che stava arrivando.
Le previsioni, perlomeno mie e di chi ritiene questo un evento di una grande importanza, anche le più rosee, sono state completamente superate...
Il Partito Democratico degli Stati Uniti d'America ha trovato il suo candidato presidente. Ed è Barack Hussein Obama. Proprio nelle ultime ore di questa notte, è riuscito a trascinare a sé una grossa fetta dei superdelegati di partito ancora indecisi su chi appoggiare, dopo aver fatto incetta di consensi nel voto delle primarie (le ultime questa notte nel Montana), stato per stato. Ed ora, in attesa della comunicazione ufficiale, è il candidato Presidente degli Stati Uniti d'America.
Eè inutile soffermarsi sul fatto che per la prima volta un nero ricopre questo ruolo. Ed è, in un certo senso, la caratteristica meno importante di Obama. Per la prima volta (forse la seconda se consideriamo la candidatura violentemente interrotta di Bob Kennedy) è candidato un uomo con idee profondamente rivoluzionarie per gli Stati Uniti d'America.
Un uomo che molti non hanno esitato ad etichettare come rivoluzionario, radicale, qualcuno negli Stati Uniti lo ha anche marchiato come socialista o islamico filo-arabo per tentare di metterlo in cattiva luce. E a quanto pare non ci sono riusciti. Le sue idee, le sue proposte di radicale riforma del sistema americano, la sua grande capacità di parlare al popolo con il linguaggio del popolo sono state più forti di tutto il resto.

Se Obama fosse stato un nero, ma non avesse avuto le idee innovative che ha portato avanti e se non avesse posseduto la straordinaria capacità di far comprendere la necessità di un cambiamento radicale, sarebbe scomparso prima ancora di cominciare la sua corsa.
Se Obama fosse vissuto negli Stati Uniti degli anni '60, sarebbe stato un negro qualunque. Sarebbe molto meno istruito di quanto lo è ora e sarebbe stato picchiato più volte da qualche bianco incazzato o da qualche idiota col cappuccio bianco sulla testa e una croce in mano.
Se Obama avesse fatto il politico negli anni '60 sarebbe stato un radicale, sarebbe stato quasi un uomo dalla visione rivoluzionaria. Sarebbe stato una sorta di Bob Kennedy. Ma sarebbe dovuto essere bianco. E in ogni caso, sarebbe stato un uomo assassinato.
Se Obama fosse il politico di un qualunque paese europeo, e non degli USA, sarebbe uno dei tanti leader socialdemocratici. Sarebbe una Segolene Royal, forse sarebbe persino più uno alla Tony Blair che alla Zapatero. Forse! Di certo, non sarebbe un Walter Veltroni.
Obama, però, non è solo un nero, non vive negli anni '60, non è un bianco rivoluzionario alla Bob Kennedy e non vive in Europa. E' colui che se gli americani vorranno, sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. Ed è come se da noi fossero candidati alle elezioni politiche uno Zapatero o un Nichi Vendola. Se pensiamo alle dovute proporzioni, forse riusciamo ad immaginare cosa può significare questo per gli Stati Uniti d'America.

In bocca al lupo Barack!