venerdì 27 febbraio 2009

La menzogna nucleare



Una delle motivazioni a cui si ricorre più spesso per supportare la scelta "nucleare" del nostro paese è il presunto risparmio che se ne ricaverebbe dall'impiego di centrali nucleari di terza generazione.

Si parla di indipendenza dall'estero, di "inquinamento zero", di costi minimi e di efficienza energetica. Ma non si snocciolano mai a dovere delle cifre che supportino questi opinabili ragionamenti.

Vediamo allora di analizzare i dati di fatto, presentare tutte le cifre utili, e fare un quadro della situazione. E nel fare ciò, prenderò a riferimento uno dei paesi europei che, pur facendo uso di centrali nucleari, ha deciso l'abbandono totale di questa tecnologia nei prossimi anni, a favore delle energie rinnovabili: la Spagna.

  1. Consumo elettrico nazionale: il nostro paese consuma una quantità di energia elettrica annua pari a 6 MWh (megawattora) pro-capite; la Spagna è ferma a 5,73 MWh. Un adeguamento ai consumi spagnoli permetterebbe un risparmio di oltre il 5% dell'energia totale.
  1. La percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in Spagna supera il 22%. In Italia non andiamo oltre il 13%. E come se non bastasse questo "grande risultato" a dimostrare quale grande punto di riferimento sia l'Italia per il resto del mondo, va considerato che oltre il 90% dell'energia "pulita" è garantita dalle centrali idroelettriche presenti nel nostro paese da decenni, mentre in Spagna la quota dell'idroelettrico è pari al 36% dell'energia rinnovabile totale. 90 contro 36.
  2. Di conseguenza, l'energia elettrica prodotta per mezzo delle tecnologie "pulite" più moderne (eolico, solare, biomasse) nel 2007 in Italia non è arrivata nemmeno a 3 mila GWh annui (di cui più di un terzo solo dalla Puglia). Tanto per dare un'idea, lo stesso valore per la Spagna (che tra l'altro deve sostenere consumi inferiori ai nostri di 100 mila GWh all'anno) è di 37 mila GWh annui, 10 volte la nostra.
  1. L'accordo tra gli enti energetici italiano (ENEL) e francese (EDF) stipulato pochi giorni fa, ed ufficializzato con l'ennesima figura di merda del nostro premier in conferenza stampa, prevede la costruzione di 4 centrali di terza generazione da 1.6 GW ciascuno.
    Il costo di una singola centrale di questo tipo in Finlandia è stato di 4 miliardi di euro. Considerando che in Italia anche opere come la TAV sono costate 60 milioni/km rispetto ai 9 milioni/km spagnoli, possiamo immaginare quanto dovremo spendere in realtà.
  1. Il costo totale delle 4 centrali, a prezzi finlandesi, è di 16 miliardi di euro. Considerando che siamo in Italia è logico aspettarsi prezzi che superino i 20/25 miliardi.
    Il costo dell'energia elettrica importata ogni anno dall'estero è di 1,5 miliardi.
    Pertanto, tenendo conto dei pronostici che vedono il nucleare andrebbe a regime nel 2020 (ma siamo in Italia quindi consideriamo pure il 2025), i costi di costruzione delle centrali verrebbero ammortizzati con il risparmio delle mancate importazioni dall'estero per l'anno 2042.
    Se ci aggiungiamo il costo delle materie prime, quelli di produzione e di manutenzione, possiamo aumentare la data per il 2045/2050.
    Da questa data, quindi, salvo imprevisti, cominceremmo a risparmiare.
  1. Il costo di un impianto eolico della stessa potenza (1,6 GW) è pari a circa 1,2 miliardi di euro, quasi un quarto del costo di una "modernissima" centrale nucleare.

Ora a tutto questo sommate il problema delle scorie radioattive, il sostegno al nucleare dato dagli enti locali governati dal centrodestra salvo poi negare la disponibilità per la costruzione delle centrali, il costo dell'uranio che aumenta di decine di dollari per libbra (su un prezzo di 113$/libbra) ogni anno e l'ipotesi terremoto, calamità naturale, responsabile della sicurezza di una centrale alla "Homer Simpson" ed ecco di fronte a voi il quadro riassuntivo della questione.

Un in bocca al lupo collettivo!

I dati sono tratti dai report ufficiali di Terna S.p.A. per l'Italia e della Red Eléctrica de España per la Spagna.

12 commenti:

  1. Hai scordato l'assoluta incapacità degli italiani di gestire affari senza chiedere consulto ai nipotini di Riina &Co...esperti nel riciclaggio pulito delle scorie...

    Ma, da ignorante quale sono in materia, mi sapresti dire quante eoliche ci vorrebbero per fornire energia a una città medo/grande, diciamo, che ne so, Torino?????

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  2. "...un paese dove il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese diventò l'uomo più ricco, l'imprenditore più famoso, il premier più amato, il leader di partito più votato; il segretario dell'ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica della stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale; l'opposizione fu sciolta in modo democratico e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell'Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida a un uomo della Democrazia Cristiana, il loro avversario storico; il resto della sinistra si divide così tante volte che alla fine raggiunse proporzioni omeopatiche; a raccoglierne l'eredità fu soprattutto un magistrato; intanto il tutto il paese si diffuse il fenomeno delle ronde. Ma è quello che venne dopo che fa paura." Giovanni de Mauro

    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-84f80495-69a7-4a2d-a555-ae3b708647a4.html?p=0

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  3. Fai bene a diffondere queste informazioni, ho avuto modo di leggerle solo sui blog, ovviamente l'informazione se ne guarda bene dal farlo... comunque, chiunque voglia farsi davvero un'opinione sul nucleare può farlo sul web, oppure scegliere liberamente di credere alle panzane che ci somministrano!

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  4. Cara Chiara, posso dirti che una sola pala eolica produce in media una potenza che è quantificabile attorno agli 1,5 MW per una velocità del vento sui 10 km/h (quelle più moderne hanno regimi di funzionamento che arrivano fino ai 3 MW).

    Considerando il consumo abitativo massimo di 3,5 KW per famiglia, una pala potrebbe servire i fabbisogni energetici di almeno 1000 utenze (corrispondenti a 3500 persone circa).
    Per una città come Torino sarebbero sufficienti meno di 300 pale eoliche per fornire elettricità a tutte le utenze domestiche SENZA ALTRE FONTI!

    Inoltre, il costo di installazione di un numero di pale eoliche tali da fornire gli 1,6 GW di energia di una nucleare di terza generazione è pari a circa 1,2 miliardi di euro, quasi un quarto del costo di una centrale nucleare!

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  5. Caro Alessandro, in questi giorni stavo raccogliendo del materiale per scrivere un post che sintetizzasse i motivi del NO al Nucleare. No a cui credo fermamente: abbiamo avuto vent'anni di tempo per dedicarci alla ricerca e alla crescita di energie alternative. Abbiamo invece dormito, alimentando la nostra dipendenza energetica, per poi ritrovarci nel 2009 a riesumare la carogna nucleare. Sono disgustato.

    Vedo che ci hai pensato tu, ottimo.

    Ti lascio alcuni documenti che mi sono parsi interessanti.

    FARSA SARKO
    http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&task=view&id=509&Itemid=0

    UNITA: NUCLEARE NON SERVE
    http://www.unita.it/news/82131/la_francia_importa_pi_petrolio_di_noi_il_nucleare_non_serve

    GLI AFFARI DI SARKO
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=KWB03

    BONINO SU RISPARMIO COME FONTE FONDAMENTALE
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=KWBHS

    A presto. Wil

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  6. Grazie mille per la documentazione wil! La guarderò molto attentamente!!

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  7. http://current.com/items/89840997/un_accordo_fuorilegge.htm

    L'accordo Italia-Francia alla firma di Berlusconi e Sarkozy è fuori legge: nel 1987 sono stati approvati a larghissima maggioranza dagli italiani tre testi sottoposti a Referendum popolare. Uno dei tre vieta accordi di co-finanziamento di centrali nucleari all'estero: la conseguenza è stata l'uscita dell'Italia dal reattore Superphoenix, localizzato in Francia ma cofinanziato al 33% anche dall'Italia.

    Quel testo, approvato nel 1987 è tuttora legge italiana e non può essere violato da un accordo inter-governativo; può eventualmente, essere modificato da un nuovo Referendum.

    Per il Bene Comune mette al centro la volontà già espressa dai cittadini italiani: “Sarebbe gravissimo se fosse proprio il Primo Ministro a violare la legge”.

    http://castapolitica.altervista.org

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  8. Cavolo, ma noi viviamo in Italia, si trova in una posizione geografica da far invidia. Abbiamo la possibilità di sfruttare il vento, il mare e il Sole. E invece guarda cosa diamine stiamo facendo. Che misero Paese.

    Possibile che siamo in mano a queste schifose lobby?

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  9. X l'incarcerato
    Purtoppo il popolo stà zitto e non si ribella, ci sono le energie rinnovabili che il governo dovrebbe fare atturare invece della stronzata del nucleare.
    Il nucleare non si farà mai. Tranquillo.........
    Ma hai notato che il governo parla di altre cose ma non parla della crisi delle pensioni della disoccupazione ?
    http://castapolitica.altervista.org

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  10. E su cosa non leggiamo solo menzogne?

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  11. Spendiamo ben quasi 30 miliardi per l'importazione di energia. Ma dove un miliardo? Sono ben 30, magari fosse uno.

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  12. E tutti dimenticano una cosa: noi non abbiamo uranio.
    E non possiamo andarcelo a prendere da nessuna parte se non pagandolo carissimo.
    E inoltre, le scorte attuali dureranno grosso modo 40 anni.

    Quindi, stiamo costruendo centrali ad uranio che hanno il BEP (punto di pareggio) quando l'uranio sarà probabilmente finito.

    L'unico sano di mente su questo argomento è Rubbia, che ha giustamente più di una volta ribadito come sia necessario andare su un mix di fonti (rinnovabili e non, e sulle rinnovabili innovare p.e. con il solare termodinamico) e, per quanto riguarda il nucleare, puntare sulla ricerca per avere noi, per primi, tra dieci anni, il nucleare di quarta generazione, quello "pulito", al Torio e non all'Uranio, che DEVE essere prima di tutti inutilizzabile a scopi bellici.

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