lunedì 6 aprile 2009
La città dilaniata
Non è facile scrivere in un momento come questo, di fronte ad una distruzione fisica e psicologica così forte. Per me è anche più difficile, perché la città violentata così nel profondo è la città che per diversi anni della mia vita mi ha onorato della sua ospitalità.
E' difficile trovare i termini adatti per descrivere ciò che appare, per cercare di spiegare le sensazioni di questi istanti senza risultare dei perfetti imbecilli. Perché di fronte ad un massacro simile anche le frasi meglio congegnate hanno la stessa dignità di un grido sconnesso e senza senso.
Fa male soprattutto perché quelle strade e piazze dell'Aquila totalmente irriconoscibili erano spazi cui associ centinaia di ricordi, perché quei morti che aumentano minuto dopo minuto avresti potuto conoscerli (e ora come ora nulla esclude una possibilità come questa), perché tra quelle migliaia di sfollati terrorizzati conosci inevitabilmente qualcuno e non puoi avere coscienza di quello che provano.
Inoltre, sono momenti in cui si riesce ad assistere ai più disparati gesti che un essere umano possa mai compiere, persone in balia dei più vari sentimenti, hai di fronte ai tuoi occhi tutto ed il contrario di tutto: rabbia e disperazione, eroismo e panico istintivo, istinto di protezione e volontà di fuga, solidarietà e spaesamento.
Le notizie che ci vengono riportate (grazie soprattutto all'ennesimo straordinario esempio di ottimo giornalismo da parte di Rainews 24) da quello che assomiglia sempre più ad uno scenario post-bellico sono confortanti talvolta e raccapriccianti più spesso. Ragazzi che cercano di portare in salvo amici o anziane vicine di casa, padri che chiamano con voci straziate i nomi dei figli di fronte alle macerie di ciò che resta del dormitorio studentesco, persone che scavano a mani nude tra le macerie nel tentativo di salvare perfetti sconosciuti, piazze e strade affollate di persone la cui ricchezza ora consiste solo in una coperta malridotta...
Tutto questo senza considerare la realtà "statistica": decine di morti e dispersi destinate ad aumentare di quantità minuto dopo minuto, interi paesi nei dintorni del capoluogo completamente rasi al suolo, 50 mila sfollati e decine di migliaia di case rese del tutto inagibili.
In tutto ciò rincuora vedere i semplici piccoli gesti delle persone colpite da una calamità così forte, impegnati anima e corpo ad aiutare in tutti i modi possibili i propri concittadini. Sono le occasioni in cui in tanti riescono a dare il meglio di sé. Se non altro è una stupenda dimostrazione del fatto che c'è davvero tanto in queste città, in questo nostro paese, che merita di essere salvato.
Un abbraccio alla mia "seconda città", L'Aquila, e alla mia regione, l'Abruzzo.
Aggiornamenti utili:
Il centro abruzzese dell'Avis informa che al momento non si è di fronte ad un'emergenza "sangue"; le scorte di sangue risultano sufficienti, almeno per il momento, e pertanto le associazioni donatori rovesciano parzialmente l'appello fatto dal ministro Sacconi a raccogliere urgentemente sangue.
Si invita, pertanto, a non creare inutili allarmismi. I donatori che intendono però rendersi disponibili (si parla di priorità per i gruppi sanguigni zero positivo e zero negativo) sono comunque invitati a contattare i centri di raccolta sangue più vicini.
Il sindacato studentesco Unione degli Universitari sta raccogliendo disponibilità di posti letto per gli sfollati del capoluogo abruzzese. Analoghe iniziative sono state prese da associazioni, enti di solidarietà, organizzazioni di volontariato etc. Chiunque abbia la possibilità di ospitare i cittadini della provincia dell'Aquila si metta in contatto con tali associazioni o con le autorità locali.
Oltre 90 i morti accertati alle 14:40. Il capo della polizia Manganelli informa di alcuni arresti per sciacallaggio avvenuti nei luoghi della tragedia.
9 commenti:
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Beh mi sono appena collegato al sito dell'Avis (non l'autonoleggio... i donatori di sangue, ovvio... ^__^) per vedere se c'era qualche informazione per la donazione nella mia zona e il sito è lentissimo. Mi auguro che sia perché una cifra di persone stanno facendo la stessa cosa. Sarebbe un bel segno.
RispondiEliminaMi unisco all'abbraccio.
RispondiEliminaUna giornata terribile, cinquanta morti. E' un immane tragedia.
RispondiEliminaAnche io abbraccio la mia regione, e in particolar modo gli abitanti dell'Aquila.
Un marsicano trapiantato a Roma da tempo...
Un abbraccio da un romano emigrato in Norvegia a tutto l'Abruzzo. Non posso fare altro se non scrivere qualcosa qui, qualcosa di totalmente inutile. Ma non fare assolutamente nulla sarebbe intollerabile, in un momento come questo.
RispondiEliminaMi pare di aver capito che il numero dei morti sia salito a 70 ma non ne sono sicuro. Tragedia evitabile??
RispondiEliminaDifficile scrivere in un momento in cui i morti sono lì, forse, in un numero sempre e solo - purtroppo - progressivo.
RispondiEliminaal momento, silenzio e rispetto
RispondiEliminaun pensiero agli amici abruzzesi
RispondiEliminariflessioni random:
RispondiElimina- via Noto è una delle sedi distaccate della Statale di Milano.
non c'è nient'altro che l'università in quel luogo. università e carabinieri.
e, da qualche mese, una pattuglia dell'esercito.
non è l'unica a Milano. e nel resto d'Italia.
il "nostro" esercito pattuglia vie deserte e discariche campane.
non serve aiuto in Abruzzo?
- il papa prega per i morti.
papa, perchè dio manda i terremoti?
- Berlusconi potrebbe scendere da quel cazzo di elicottero (senza paracadute?) e scavare fra quelle cazzo di macerie?
- quanti palestinesi, iracheni, afghani, africani muoiono ogni giorno, per guerre assurde, per mancanza di medicinali, per disgrazie causate soltanto dall'uomo? cari giornalisti, mentre guidate verso L'Aquila (Capuozzo è già lì, ovunque ci sia distruzione), fate il giro largo: Gaza.
- che popolo è un popolo che si precipita a donare il sangue solo perchè c'è stato un terremoto?
- cari americani, l'ultima cosa che serve a quelle persone sono le chiese.