giovedì 23 aprile 2009
Quando la follia diventa collettiva - Il g8 nella distrutta città dell'Aquila
Alcune scene che gli abitanti dell'Aquila potranno godersi comodamente dal vivo quest'estate.
Uno spettro si aggira per l'Italia. E' lo spettro del "Berlusconismo".
Se soltanto Marx avesse saputo della rapidità con cui la scriteriata applicazione delle sue idee ha portato al seppellimento di tutta la sua analisi critica alla società economica capitalistica e della nascita di questo nuovo spettro del tutto anomalo e di chiara impronta italica, avrebbe probabilmente passato la sua vita a scrivere poesie esotiche alla Baudelaire.
Quello che Marx chiamava lo "spettro del comunismo" nel continente europeo ha attecchito meno di quanto lui pensasse o sperasse. Lo spettro del "Berlusconismo", questo nuovo progetto che è molto più di un semplice progetto "politico", sta dimostrando, invece, di essere riuscito a suscitare molto più effetto di quanto magari lo stesso suo artefice avrebbe mai immaginato.
Che la caratteristica principale di questo particolare "sistema" politico consista nello stretto rapporto di amore-venerazione che intercorre tra la popolazione e il suo leader non è certo un mistero, ed è un qualcosa che gli stessi sostenitori del "progetto" possono confermare senza alcuna remora.
C'è qualcosa però che non è stato valutato finora ed è invece un punto chiave che può trasformare tutto e che andava considerato per tempo: la possibilità che questo rapporto di amore-venerazione si estenda ovunque, anche ai suoi miseri contestatori.
Ed è ciò che sta accadendo. E lo vediamo in maniera marcata proprio quest'oggi.
La folle proposta è di pochissime ore fa, è balzata all'attenzione di tutti i mezzi di informazione ed è stata immediatamente approvata dal Consiglio dei Ministri riunito a L'Aquila: bloccare improvvisamente l'intero piano di realizzazione del G8 del luglio prossimo presso l'Isola della Maddalena e spostarlo in fretta e furia da un'altra parte, costi quel che costi. Un luogo a cui nessuno avrebbe mai pensato, ma lui sì. Il G8 di luglio nella distrutta, la martoriata, la quasi-fantasma città dell'Aquila.
La reazione che era logico aspettarsi a questa ennesima efficace trovata mediatica del comandante in capo poteva consistere in una sonora risata, in un perplesso scuotimento di testa o nella formulazione di una semplice domanda del tipo "Non ancora riusciamo a trovare tutti i soldi necessari per una rapida ricostruzione. Che senso può avere in questa circostanza dedicare attenzioni, fondi e fatiche all'organizzazione di un summit internazionale proprio nella stessa zona in cui la priorità dovrebbe essere solo ed esclusivamente quella di ricostruire case, scuole e ospedali?".
Ci sono migliaia di persone che chiedono una casa, dell'elettricità, dell'acqua corrente. Vogliono tornare alla vita normale. Dubito che la loro ambizione adesso sia quella di impegnare mesi e mesi della loro vita ad ospitare il vertice delle super-potenze del pianeta.
Si giustifica la scelta parlando di "risparmio" senza considerare i lavori già avviati e le ingenti quantità di denaro pubblico spese per edifici e strutture che rimarranno ecomostri inutilizzati nella splendida isola della Sardegna.
Mi aspettavo una reazione di questo tipo. Mi sono sbagliato. Probabilmente guardando l'entusiasmo generale per la proposta comincio a convincermi di essere fatto male io.
"Siamo pronti ad accogliere il G8 all'Aquila. Sarà un grande impegno, soprattutto per la Protezione Civile e per questa scuola (Gdf, ndr) che ci ospita e che diventerebbe una delle aree più sensibili". Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila (PD).
"Sarebbe sicuramente una grandissima occasione per L'Aquila che vive una situazione difficile. Certo dal punto di vista organizzativo ci sarebbero tantissimi problemi da affrontare ma sarebbe un gesto di generosità per la nostra città martoriata". Stefania Pezzopane, Presidente della provincia dell'Aquila (PD).
Cari corregionali, carissimi cittadini dell'Aquila, preparatevi ad assistere dalle vostre tende a Piazza D'Armi o a Coppito all'impiego di mezzi e risorse per la realizzazione del summit, organizzatevi per accogliere decine di migliaia di manifestanti pronti ad arrivare per contestare "i grandi della terra", preparatevi a destinare i vostri fondi per garantire l'ospitalità e la sicurezza ai big del pianeta.
E' il vostro Sire a chiederlo. E' la sua finta-opposizione piddina a chiederlo. Non vorrete mica deluderli entrambi?
PS: Tra i commenti al post sono riportate alcune dichiarazioni sulla proposta del governo da parte di esponenti politici, sindacali, etc.
15 commenti:
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Ragà... è chiaro come il sole, il sottotesto di tutto ciò è "voi mi date l'occasione di atteggiarmi a leader benevolo agli occhi del mondo e io vi prometto che incanalerò molti dei miliardi destinati alla ricostruzione nelle vostre tasche"
RispondiEliminaSembra un leader coreano ormai.
RispondiEliminaRiporto mano a mano che giungono le diverse reazioni (dall'entusiastico al disorientato):
RispondiEliminaL'ipotesi del premier Silvio Berlusconi di spostare il G8 da La Maddalena all'Abruzzo "e' un segno di attenzione" che serve per "richiamare l'attenzione del mondo". Guglielmo Epifani, segretario generale CGIL
"E' una notizia di queste ore, cercheremo di capire di cosa si tratta. Fino ad oggi si e' lavorato nella logica della Maddalena, ora c'è questo cambiamento repentino, bisogna capire in quali condizioni e come sara posta la questione". Emma Marcegaglia, Presidente Confindustria
"Spostare il G8 in Abruzzo e' irresponsabile". Paolo Cento, Sinistra e Libertà
La decisione del governo di voler spostare a L'Aquila il G8 previsto alla Maddalena "e' un'idea meritevole". Luigi Angeletti, Segretario generale UIL
"Magari si potesse fare il G8 all'Aquila, ci mancherebbe. Ma in questo momento, con tutti i problemi che ci sono, aggiungerebbe confusione a confusione. Ho l'impressione che sia una delle solite marchette politiche di Berlusconi". Antonio Di Pietro, Presidente Italia dei Valori
"Credo che uno spostamento del G8 non possa essere immaginabile". Margherita Boniver, PDL
"Non mi sembra assolutamente plausibile l'idea di spostare a L'Aquila il G8 fissato per quest'estate in Sardegna". Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture
"Capisco che la scelta e' molto simbolica, e capisco anche che contribuirebbe a tenere accesa l'attenzione sull'Abruzzo", ma "spero" che il governo valuti le conseguenze e che trasferire il G8 a L'Aquila "non ostacoli ne' intralci l'esigenza di superare l'emergenza e di iniziare la ricostruzione". Dario Franceschini, segretario nazionale Partito Democratico.
ma che tristezza... mi tocca mandare affanculo anche Epifani...
RispondiEliminama mi fa ancora più male dover dare ragione a Cento...
Ma dai commenti dei politici,mi sembrano più contrari quelli del centro destra..o sbaglio?
RispondiEliminaBasta un g8 per comprare tutti?
Un pò di serietà!
Ciao
Paradossalmente caro moon81 tranne la perplessità di Di Pietro e la contrarietà di Cento, i commenti giunti finora da parte della presunta opposizione sulla proposta berlusconiana sono più entusiastici di quelli con cui ha presentato l'idea Berlusconi stesso.
RispondiEliminaBenvenuti in Italia...
Margherita Boniver, del PDL, è stata riportata all'ordine dal suo comandante in capo. Ecco il primo dietro-front a favore del governo:
RispondiEliminaFacendo svolgere i lavori a L'Aquila, il presidente Berlusconi ha voluto un luogo simbolo di una recente tragedia, ma al contempo simbolo del cuore pulsante della cultura dell'Italia e delle ferite ad essa inferte dal terribile terremoto che stanno lentamente rimarginandosi. Questo evento farà del bene sia all'economia abruzzese in questo momento in ginocchio sia agli importanti ospiti che potranno vedere il miracolo della ricostruzione in atto.
Viva la coerenza!
Decisamente triste da parte del premier, che aveva chiesto di non fare passarelle nella terra devastata dal terremoto, fare leva sul buonismo e sulla coscienza dei contestatori (montati ad arte) invitandoli a non creare problemi in una città che ne vanta già molti.
RispondiEliminaInvece un G8 in una città distrutta, la quale avrebbe solo bisogno di ricostruzione, no eh?
L'itaglia nostra è un circo di burattini e chi non fa quello che dice il burattinaio va a casa.
ecco perchè tutti favorevoli.
che amarezza!
Negli ultimi tempi mi ero quasi abituata a un certo livello di degrado, ma dal terremoto in poi si stanno raggiungendo vette inimmaginabili e rimango davvero allibita...
RispondiEliminaArbore cantava " la vita è tutto un quiz".
RispondiEliminaOggi canterebbe " la vita è tutta un' spot".
E' una trovata mediatica, ma anche stavolta ha fatto il suo effetto...
RispondiElimina"Sembra un leader coreano ormai"
RispondiEliminaa me gli italiano sembrano un popolo coreano
Un abbraccio Resistente: buon 25 aprile Alessandro!
RispondiEliminaAggiungo la mia opinione, un po' piu` radicale, che dovrebbe evincersi facilmente dal post al seguente indirizzo...
RispondiEliminahttp://nopartisan.blogspot.com/2009/04/giotto-e-i-suoi-fratelli.html
sono proprio curioso di vedere cosa diranno i politici in seguito agli scontri che ci saranno
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