sabato 2 maggio 2009

Libertà parziale



"Malgrado le dimissioni di Berlusconi dal ruolo di premier, i mezzi d'informazione televisivi in Italia restano concentrati, con la statale RAI e la Mediaset di Berlusconi che controllano complessivamente l'87.5% delle quote di mercato. Ciò nonostante, un report del Consiglio d'Europa rilasciato nel febbraio 2006 ha dimostrato che, a dispetto della concentrazione della proprietà dei mezzi televisivi d'informazione in Italia, c'è una considerevole diversità di contenuti nelle informazioni del paese. Difatti, i mezzi d'informazione della carta stampata, che consistono in svariati quotidiani nazionali, continuano ad offrire diverse opinioni politiche, incluse quelle critiche verso il governo".

Queste erano le motivazioni sulla base delle quali l'Italia nel 2008 era tornata ad essere, secondo l'organo internazionale di monitoraggio sulle libertà civili, i diritti politici e la libertà di stampa nel mondo Freedom House, un paese libero.
L'informazione televisiva è concentrata in maniera spropositata, ma esistono diversi quotidiani (che non legge oramai quasi più nessuno) che offrono invece diversità di opinione. Per Freedom House questo era sufficiente per definire il nostro paese "libero".

Basta comprendere l'elevato grado di leggerezza usato da Freedom House in passato per attribuire patenti di "libertà" al nostro paese, per avere un'idea di quanto sia grave la situazione oggi in Italia, oggi che secondo quello stesso organo siamo tornati ad essere (come lo siamo stati dal 2003 al 2006) un paese "parzialmente libero" per quanto riguarda la libertà di stampa.

"Nonostante l'Europa Occidentale goda a tutt'oggi della più ampia libertà di stampa, l'Italia è stata retrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell'eccessiva concentrazione della proprietà dei media. Il ritorno al potere del magnate dei media Silvio Berlusconi ha risvegliato le paure relative alla concentrazione di mezzi d'informazione statali e privati sotto un unico leader".

Questo è ciò che leggiamo oggi.

Una meravigliosa analisi del nostro paese, accompagnata dalla classifica internazionale sulla libertà di stampa, che ci trova in 73ma posizione, superati, oltre che dai soliti noti, da Palau, Estonia, Isole Marshall, Repubblica Ceca, Lituania, Barbados, Costa Rica, Bahamas, Belize, Ungheria, Micronesia, Cipro, Malta, Lettonia, Slovacchia, Suriname, Taiwan, Trinidad & Tobago, Vanuatu, Grenada, Polonia, Slovenia, Ghana, Mali, Mauritius, Papa Nuova Guinea, Tuvalu, Uruguay, Kiribati, Capo Verde, Nauru, Cile, Grecia, Sao Tomè e Principe, Samoa, Guyana, Namibia, Sudafrica, Corea del Sud, Benin e Israele.
Una sfilza di campioni che hanno fatto della democrazia e della libertà di stampa una consuetudine secolare.

In rete si è discusso molto di questa notizia, in TV molto meno. Una sorta di dimostrazione implicita di quanto sia veritiero questo report internazionale.

Ciò di cui invece non si è parlato è ciò che riguarda la libertà in generale, che ci vede ancora catalogati come "paese libero", ma in netta discesa, a causa del declassamento in termini di libertà civili da "classe 1" a "classe 2".
Motivi? La concentrazione dei media nelle mani di una sola persona e l'accresciuta presenza della criminalità organizzata negli affari del paese.

A destra le critiche sono state rivolte agli autori di questo report, secondo alcuni evidentemente simpatizzanti di sinistra e mascherati oppositori di Berlusconi. Come se all'estero non avessero cose più importanti a cui pensare se non a contrastare il capo di governo di un paese internazionalmente quasi insignificante.

Vediamo allora chi sono i grandi "reggenti" bolscevichi di Freedom House.

Jennifer Windsor, direttore esecutivo: membro del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America, ex membro della Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), professore aggiunto alla Georgetown University.

Thomas O. Melia, vice-direttore esecutivo: ex-direttore delle ricerche dell'Istituto per lo Studio della Diplomazia, professore aggiunto alla Georgetown University, ex Assistente Legale per gli affari esteri e la difesa del Senatore Daniel Patrick Moynihan.

Laura Ingalls, direttrice ufficio stampa: membro della Fondazione Internazionale per i Sistemi Elettorali, impiegata in Iraq per l'insegnamento delle nozioni tecniche di libero giornalismo, ex membro di "Save the Children" sempre in Iraq e produttrice senior della CNN.

Robert Herman, direttore dei programmi: ex membro del Dipartimento di Stato nello staff di Pianificazione Politica sulla democrazia e la tutela dei diritti umani, membro dell'USAID per l'Europa e impiegato per la stessa agenzia nell'ex Unione Sovietica per lo smantellamento delle istituzioni comuniste e la transizione verso la democrazia, impiegato per la Missione USA per la NATO a Bruxelles e "staff member" nel Congresso USA.

Curriculum che non lasciano appello alcuno: una chiara ed evidentissima colpevolezza di legami e collusioni con i potentissimi elementi di spicco in Italia di Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori.
Anzi, forse è proprio a causa dell'eccessivo potere di questi elementi eversivi se veniamo considerati in questo modo...

Domani, 3 maggio, si festeggia la giornata internazionale della libertà di stampa. Per l'occasione in Italia si parlerà delle veline del PDL, delle false promesse di Re Silvio per l'Aquila e delle scarpe di Michelle Obama.

14 commenti:

  1. Tutti comunisti mascherati...

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  2. Gravissimo secondo me che Berlusconi nella posizione politica che ricopre possegga televisione e giornali ma devo comunque osservare che nonostante ciò nelle sue reti a suo favore è evidentemente Fede, non mi sembra ci siano altri programmi che tirino acqua al suo mulino, anzi spesso viene anche preso in giro. A mio parere ancora più grave è la situazione in rai, la tv pubblica dovrebbe essere imparziale e invece è sotto gli occhi di tutti che da sempre è spostata verso sinistra, parlo più che altro di rai tre. Quella rete la paghiamo noi contribuenti e non si dovrebbero permettere di ricoprire un ruolo piuttosto che un altro, come le firme giornalistiche che ci sono, per lo più di sx, assumere solo raccomandati (un tv privata invece può fare ciò che vuole).
    chiaramente questo non giustifica il conflitto di interessi di silviozzo, ma occorre essere obiettivi, l'opinione pubblica non è manovrata solo da Berlusconi... ANZI. TUTTO MARCIO!!! :)


    Ciao a tutto
    Alex

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  3. Caro Anonimo,
    ci sono tre televisioni dette pubbliche e tre televisioni dette private.
    Per formula matematica potremmo escludere Fede e Rai3.
    Rimangono quattro televisioni che curiosamente hanno dei palinsesti simili, assenza decennale di cultura - si pensi al teatro, alla musica classica, lirica, operistica ed ancora trasmissioni sulla lettura e letteratura. Mancano rubriche che parlino di arte e tranne Angela la scienza rimane una cosa che si studia scuola.
    Le uniche produzioni italiane o sono delle commediole oppure dei polizieschi nel mentre la grande scuola degli sceneggiati è scomparsa.
    Questo naturalmente in sintesi e con le dovute eccezioni.
    Non c'è concorrenza, sono lo stesso prodotto dello stesso proprietario, e forse dovremmo riflettere se tutto questo può avere un qualche peso sulla cultura e sull'obiettività di giudizio.

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  4. comunisti mascherati come dice franca

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  5. amatamari, su quello che dici hai ragione ma le mie osservazioni riguardavano tutt'altro aspetto.
    Se parliamo di qualità siamo proprio messi male, la tv in chiaro fa pena infatti non la guardo. se devo accendere la tv lo faccio per guardare qualche programma tematico su sky

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  6. Scusa, anonimo, non mi conosci ma sono la solita rompi****.
    Si stava parlando di libertà di stampa, non di gusti televisivi. E la situazione è preoccupante.
    Se rai tre è apertamente schierata sono stracontentissima, sono contribuente anch'io e voglio essere rappresentata. Fede non può fare quello che vuole perché è un abusivo. Tutto ciò non toglie il problema. Noi, a qualunque pensiero politico facciamo riferimento, siamo privati di una informazione libera dall'influenza dei poteri forti (non solo politici ma anche economici), quindi, potenzialmente, la nostra democrazia è a rischio. Il problema riguarda anche te, visto che non credo tu sia un nostalgico del duce...

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  7. Ciao Alex! Ai tuoi ultimi visitatoti mostragli il video di Volo,che spiega cosa vuol dire comunista...
    Siamo conciati bene...peccato che il maccartismo in America abbia lasciato qualcuno cosi estremo ...:-)
    Oramai siamo al ri-lavaggio del cervello..Perchè più bianco si pùò...eccome!
    Ciao

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  8. "forsenonstotroppobene"
    non è giusto che tu sia rappresentata da rai tre, la tv pubblica deve essere assolutamente imparziale, ne di destra ne di sinistra, questp non è opinabile credo. Fede essendo dipendente di una tv privata può fare tutto ciò che vuole.
    Io cmq non lo supporto e non sono d'accordo con il fatto che il rpesidente del consiglio possegga 3 tv, ma la rai dovrebbe rimanere imparziale mentre lo è molto meno di mediaset e guarda caso sta tutta a sx :)
    sono d'accordo con te quando dici che non abbiamo un'informazione libera, per fortuna c'è internet!!! :)

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  9. % anonimo/alex

    non si può non essere stupiti da alcune tue considerazioni, tipo:
    1) se non ti rendi conto di come in maniera più o meno sottile le informazioni vengono censurate/edulcorate/trasformate e pensi che siccome di tanto in tanto nelle reti mediaset viene fatta qualche battuta (peraltro veramente poco divertenti) su berlusconi (tipo il cavaliere mascarato ecc.) è evidente che non possiedi gli strumenti per capire la censura grave che viene fatta, e che quelle ridicole battute sono solo uno specchietto per i gonzi (e già);
    2) la censura, o meglio la manipolazione dell'informazione, è assai più grave quando viene attuata così subdolamente e il patetico fede è consapevole del suo ruolo di giullare di corte che serve a distogliere l'attenzione dalla vera censura (tipo il nuovo tg5 che si divide in lodi a s.b. e gossip, con solo qualche tetta i meno rispetto a studio aperto);
    3) libera informazione non è avere da una parte tg4 e dall'altra tg3, che paraltro "tira" dalla sua parte molto meno, ma avere tg4 e tg3 in mano a giornalisti liberi che non hanno paura di mostrare notizie sgradite ai propri editori/direttori:
    4) dire che l'informazione rai è tutta sinistra più che una follia è semplicemente una pura cazzata, evidentemente sono anni che non guardi (ed avresti anche ragione, è inguadabile!) il tg1, per non parlare del tg2, se non credi a me vatti a vedere i dati dell'osservatorio di pavia (http://www.osservatorio.it/) per vedere com'è raccapricciante il controllo governativo sull'informazione.
    5) l'unica informazione decentemente normale, da paese occidentale, sulle tv generaliste non a pagamento è quello di La7, che giustamente dedica alla "politica" (ovvero quello che in questo paese di merda passa per politica e che è tutt'altro) solo una brevissima parte, con nessuno spazio ai vari panini, salsicciotti, tortine e pizzette delle varie dichiarazioni di cento e cento politici che non hanno altro da dirsi che "a quegli altri gli puzzano i piedi", nel ftattempo il pil è a -4,4%.
    Saluti e baci

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  10. "è evidente che non possiedi gli strumenti per capire la censura grave che viene fatta"

    ahah, semmai gli strumenti non li possiedi tu, semmai hai una visione delle cose fuorviata da un'ideologia. mi chiedo a quali tipologie di strumenti ti riferissi.mi potrei avvalere di lauree, posizione lavorativa ??? ma non serve, basta un pò di visione realistica della realtà e non una corrotta dalla solita critica verso il governo/premier. non che sia da lodare per carità, ma si parla sempre e solo a sfavore quando tra tutti i mali della nostra politica sicuramente può far un pelo meglio del vecchio, fermo, sterile, apatico, sconfusionato, bigotto, demagogico e inconcludente vecchio governo.


    "dire che l'informazione rai è tutta sinistra più che una follia è semplicemente una pura cazzata"

    non dico che è tutta a sx, è semplicemente a sx e la tv pubblica deve stare ferma (ne dx ne sx). è una cazzata? ahah, sisi come no, l'importante è crederci.

    "di tanto in tanto nelle reti mediaset viene fatta qualche battuta"
    basta vedere chi fa questa battute, spesso e volentieri presentatori,persone schierate pubblicamente come elettori di sinistra (e cmq lavorano in mediaset).

    esusu, siete perseguitati da berlusconi, pensiamo a proporre, a cambiare e non a sparlare male sempre della stessa persona.
    Franceschini è il successore di una lunga lista di esponenti politici che invece di proporre sparla, fa demagogia. ma si fa così opposizione? la risposta è no, come è no alla domanda si fa così governo? ancora no, ma per lo meno critico tutto non solo il solito berlusca.

    ultima cosa, ch il pil sta a -4.4 cosa c'entra? è colpa anche questa di berlusconi?
    ma chi è sto berlusconi, il diavolo??? ahah

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  11. Ben fatto Alex! Articoli sempre accurati e intelligenti i tuoi. Mi sono preso la libertá di copiare l'estratto che avevi giá tradotto e di linkare il tuo post sul mio blog. Salutoni!!

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  12. Grazie di cuore per l'apprezzamento Daniele... e grazie altrettanto per il linkaggio!!

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  13. Un bellissimo articolo. E dico davvero.
    Non aggiungo altro, perchè da aggiungere non ci sarebbe nulla. I fatti parlano chiaro. Molto chiaro. davvero, stupendo articolo.

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  14. Vero che Freedom House è organismo degno di stima. Però nessuno è esente da condizionamenti. La Karlekar, diretta responsabile del nostro declassamento, è veramente super partes, oppure qualcosa della ferocia antiberlusconiana propria del The Economist Group, per il quale ha lavorato a lungo, le è rimasto?

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