mercoledì 6 maggio 2009

Un mese di bugie e mancate verità



Un mese. 30 giorni esatti.
Questo è il tempo trascorso dal terribile terremoto che ha dilaniato l'Abruzzo e, in particolare, la città dell'Aquila.
Per chi come me e come voi è comodamente seduto davanti ad un pc, racchiuso da 4 mura intatte, questi giorni sono volati via. Per chi ancora oggi cerca di sopravvivere all'interno di una tendopoli o lontano dalla propria città sono passati secoli.

Un mese sembra un tempo relativamente breve per un governo per poter partorire il maggior numero di menzogne possibili. Eppure l'esecutivo attuale è riuscito ad ottenere ancora una volta un primato ineguagliabile.
In un turbinio di arrivi eroici in elicottero nelle tendopoli, di passerelle ministeriali, di numeri buttati alla rinfusa e promesse stratosferiche, l'informazione nazionale (perlomeno quella televisiva) si è acutamente dimenticata di riferire la realtà delle cose.
Ha dimenticato di raccontare le 13 realtà dei fatti che smentiscono le relative bugie del governo.

Da umile blogger quale sono, provo a fare del mio meglio per raccontare questa insopportabile verità.

1. 8 miliardi i fondi annunciati per l'Abruzzo dal Consiglio dei Ministri il 23 aprile scorso: 1,5 per l'emergenza e 6,5 per la ricostruzione.
Nel decreto varato dal Consiglio dei Ministri 5 giorni dopo la copertura veniva ridotta a 5,8 miliardi anziché 8, di cui solo 3,1 dedicati alla ricostruzione delle abitazioni private e per di più spalmati in 24 anni (in parole povere c'è chi potrà usufruire dei fondi statali per la ricostruzione non prima del 2032).
Alle critiche rivolte al Governo per la evidente riduzione dei fondi messi a disposizione rispetto a quanto promesso, la maggioranza ha provvidenzialmente risposto, modificando il documento e prevedendo 2,9 miliardi aggiuntivi. Una buona notizia, se non fosse che questa quota addizionale verrà destinata alle popolazioni colpite non prima del 2033.

2. "Abbiamo fatto una sfida che qualcuno ha definito 'mission impossible': alloggiare in case vere e arredate le 12-13mila persone che hanno avuto le case distrutte entro sei mesi".
Questo è quanto dichiara il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Le case inagibili (ovvero quelle non abitabili nemmeno provvedendo ad eventuali lavori di "messa in sicurezza") sono il 27,6% e i proprietari di queste case sarebbero, secondo quanto dichiarato dal premier, i beneficiari delle nuove costruzioni.
Il 27,6% delle case corrisponde orientativamente ad una popolazione di 18 mila persone, 5 mila in più della quota massima prevista dal governo. Tutto questo senza contare le diverse migliaia di persone che non hanno avuto la casa totalmente distrutta, ma che possono tornare ad abitarvi solo dopo lunghi lavori di ristrutturazione.

3. Tutte le stime fatte per valutare la percentuale di case agibili o meno non ancora tengono conto delle abitazioni del centro storico, per le quali non si è ancora operato alcun sopralluogo. Dal momento che tale zona risulta essere la più colpita (motivo per cui la si è dichiarata totalmente off-limits), è logico aspettarsi che la percentuale di case non agibili sia decisamente superiore a quanto considerato finora.

4. Per la ricostruzione delle abitazioni lo Stato provvede direttamente solo ad un terzo delle spese. Un restante terzo verrà coperto da un mutuo a tasso agevolato a carico del cittadino, mentre l'ultimo terzo verrà pagato immediatamente dai cittadini, che verrà "rimborsato" in 22 anni attraverso il recupero d'imposta.
In poche parole, per avviare la ricostruzione, i cittadini dovranno versare all'istante il 66% della spesa prevista.

5. Le case distrutte sulle quali gravava un mutuo verranno ricostruite, ma la porzione di casa corrispondente alla percentuale di mutuo non pagato diverrà proprietà della società finanziaria Fintecna (società controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze). Se il cittadino vorrà, come è logico aspettarsi, tornare ad essere proprietario di tutto lo stabile, dovrà far fronte pertanto ad un mutuo aggiuntivo da chiudere con la Fintecna.

6. Dal momento che i fondi "immediati" destinati dallo Governo alle famiglie verranno spalmati in 24 anni, è possibile che non risultino sufficienti i fondi per la copertura del famoso terzo della spesa complessiva per tutti gli abitanti. Per cui i cittadini rischieranno di dover anticipare di propria tasca anche una parte di quel terzo di spesa coperto dallo Stato.

7. Lo Stato non esenta i cittadini terremotati dal pagamento dell'IVA.

8. Gran parte della copertura finanziaria per lo stanziamento di questi fondi (il 60%) proverrà dall'istituzione di nuove lotterie, dalla regolazione del gioco del Lotto e dai presunti provvedimenti anti-evasione. Insomma, una copertura "virtuale".
I soldi cash disponibili ammontano ad un miliardo di euro.

9. La parte restante della manovra verrà coperta sottraendo fondi previsti per le famiglie bisognose e quelli per le cosiddette Aree Sottoutilizzate (FAS).

10. Come già accennato in precedenza, la quantità di fondi per la ristrutturazione delle case per il 2010 ammonta a 88 milioni di euro. I fondi complessivi previsti da stanziare per il G8 (solo 3 giorni di summit) ammontano a 180 milioni.

11. Per il 2009 non sono previsti fondi per le ristrutturazioni e le ricostruzioni.

12. Sono concessi subappalti (che tanto lustro hanno dato a questo paese in passato) per una quota che può arrivare anche al 50%, in deroga alla normativa vigente che fissa il tetto al 30%.

13. Metà dei costi per le abitazioni previste per ottobre non saranno disponibili prima del 2010.


Benvenuti nella faccia nascosta dell'emergenza.

27 commenti:

  1. ciao, splendido articolo come al solito

    una sola richiesta: puoi fornirci le fonti? grazie e scusa per la mia capziosità! è solo che voglio essere sicuro al 100% di ogni dettaglio anche perché mi piacerebbe riutilizzare questi dati per discussioni future.

    so che potrei trovarmeli anche da solo, ma visto che hai già fatto la fatica tu magari puoi darmi una dritta :p

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  2. Nessun problema Volpe, lo faccio ben volentieri!

    Diciamo che la fonte praticamente unica del post è stata l'attenta (insopportabile ed interminabile) lettura dell'intero decreto, con tanto di Relazione Tecnica allegata reperibile direttamente sul sito del Senato in formato PDFIn aggiunta però fornisco alcuni link utili che in qualche modo hanno trattato l'argomento "decreto pro-Abruzzo":

    Il grande inganno del dopo terremoto, della Dott.ssa Rossella Graziani (Il Messaggero)

    Spiegazione del "decretino Berlusconi", dell'Avvocato Isidoro Malandra (Prima da noi)

    L'Aquila e il decreto Abracadabra, Repubblica.it

    Quello che Berlusconi non ha detto di Carlo Costantini

    Buona lettura a te e a tutti gli altri!

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  3. Dimenticavo il secondo vero riferimento per il post (relativo alla questione sulle case agibili/inagibili), oltre al decreto del Senato:

    Tutte le cifre del sisma. 65 mila gli sfollati, da Il Messaggero.

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  4. Splendido articolo e "squallido" al contempo...e so che capirai sul perchè di quel squallido..
    Ciao.

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  5. Bel pezzo e bravissimo a citar le fonti, peccato ti sia perso l'apertura di Studio Aperto delle 13.30: l'antitesi del tuo post, chi è che fa giornalismo? Io la mia risposta ce l'ho...

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  6. Ciao Alessandro, intanto grazie per tutto il lavoro che fai e che ci metti a disposizione. Io ti seguo da un pò perchè mi piace molto il tuo modo di analizzare e descrivere le cose. Vorrei fare una domanda a te e tutti i ragazzi che ti seguono. Grazie a internet negli ultimi anni siamo venuti a conoscenza di molte delle porcherie fatte dai nostri politicanti, conosciamo bene le aberranti leggi INCOSTITUZIONALI che vengono emante dal nostro(?) parlamento. Quello che però io mi chiedo è cosa si può fare concretamente per spezzare questo marciume? Perchè è fondamentale la conoscenza, ma se tutto rimane esattamente com'è o peggiora che senso ha essere a conoscenza di tutto ciò? Io ho 32 anni, e non vedo nessuna luce in fondo al tunnel, vorrei poter rimanere a casa mia ed avere qui un futuro, ma sarò costretta a cambiare paese, perchè qui noi futuro non ne abbiamo. Scusate la lunghezza del messaggio, ma vorrei davvero sapere se qualcuno di voi ha idea di cosa fare.
    Un saluto Terry

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  7. provocazioni della disinformazione comunista,
    le case sono già pronte,
    ho visto i plastici da Vespa.

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  8. Innanzitutto grazie a tutti per i piacevolissimi commenti!! Carissimi Russo, Le Favà e la Volpe, il vostro apprezzamento mi conforta come non mai!

    Carissima Terry, innanzitutto ti do il "benvenuto" sul web e ringrazio di cuore anche te per i tuoi ringraziamenti.
    La domanda che poni è forse la domanda fondamentale che sta alla base di tutto, del concetto di "informazione", dell'attività di blogger e del futuro di questo paese.
    Ed è una domanda talmente importante che è difficile riuscire a dare una risposta che sia realmente efficace. E temo mi dilungherò un po'...

    Condivido interamente queste tue perplessità, e forse proprio queste tue domande hanno caratterizzato la mia modestissima attività di blogger in questi mesi.
    Credo personalmente che il punto chiave per fornire una svolta a questo paese consista nel riuscire a rendere sempre più esteso il mondo dell'informazione attiva (quale è ad esempio internet) a discapito di quella che è l'informazione meramente passiva (come lo è quella della TV).

    Non credo affatto come afferma l'illustre Grillo nel principio "la rete è il futuro". O meglio, ci credo profondamente, ma la realizzazione di questo obiettivo rasenta quasi l'utopia al giorno d'oggi.
    Perché non si può certo sperare che improvvisamente milioni di italiani da un giorno all'altro rovesceranno tutte le loro attenzioni sul web.

    Purtroppo il sistema politico di un paese rispecchia, in democrazia come in dittatura, sommariamente la mentalità del suo popolo.
    E non riusciremo mai a liberarci di questo sistema politico se prima il popolo italiano non sarà in grado di modificare la propria mentalità.
    Non serve opera di convincimento, di lezioni di civiltà fatte dall'alto di un piedistallo o chissà ché. Basta spingere la gente ad informarsi. O informarla quando si ritiene di riuscire a farlo correttamente.
    Il web è solo uno degli strumenti possibili. Il semplice passaparola di qualche notizia ad un amico può cambiare tante cose. Basta pensare cosa accadrebbe se ognuno lo facesse con un proprio conoscente...

    E' vero, a livello puramente politico, mancano reali affidabili alternative a ciò che stiamo subendo da troppi anni. E in questo blog non ho disdegnato di criticare i cosiddetti "meno peggio". Proprio perché credo che questo paese meriti alternative migliori a quelle che abbiamo.

    Insomma, è difficile riuscire a dare una soluzione effettiva ed efficace al "cosa fare?". Chi pensa di avere solide risposte di questo tipo è spesso qualcuno di cui avere timore.
    Però quello che possiamo fare, almeno prima che la rassegnazione al peggio ci avvolga del tutto, è riuscire a far comprendere la realtà dei fatti a chi ci circonda.
    E' un grande gesto civico. E' un piccolo gesto ma che se fatto da tanti, può davvero dare vita ad un miracolo...

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  9. Alessandro ho riportato l'articolo sul nostro blog, spero ti faccia piacere

    buona giornata

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  10. Grazie Bhuidhe, mi fa davvero tanto piacere.

    E grazie di cuore a te Andrew, sono onorato! Altro che farmi piacere...!

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  11. già: cosa fare?
    credo che un po' tutti siamo andati sui vari siti "destrorsi" per vedere come ha reagito il popolo dei berlusconiani,
    e con ancor più attenzione abbiamo visto il sondaggio di repubblica...
    la realtà è che a milioni di italiani sta bene così,
    quale che sia la ragione (il controllo dei media, l'evasione fiscale, l'ignoranza, il fascino... quello che vuoi, non è importante),
    dobbiamo accettare che c'è una parte,
    consistente,
    dell'Italia che vuole essere guidata da S.B.
    fino al punto di accettare qualsiasi cosa e qualsiasi "verità".
    Purtroppo l'opposizione è quella che è,
    incomincio a pensare seriamente che più di uno dei tanti "leaderini" sia segretamente pagato proprio da S.B. (perchè no?) per dividere e indebolire l'opposizione.
    L'unica cosa che possiamo fare è non mollare,
    continuare a far sentire le nostre voci,
    al bar, al lavoro, nel blog,
    continuare ad essere opposizione,
    anche se siamo considerati pazzi, alieni, faziosi...
    imbecilli,
    continuare anche quando siamo veramente esausti,
    quando non riusciamo ad accendere la tv per lo schifo che ci viene ogni volta che lui o i suoi lacchè spuntano fuori a sparare le cazzate che gli altri adorano,
    anche quando ti senti così schifiato dai tuoi connazionali (che poi, stranamente, incontri raramente nella vita reale) che vorresti veramente scappare via
    e purtroppo si fa sempre più forte la convinzione che il paese tornerà ad essere un paese normale quando
    finalmente
    tirerà le cuoia.

    Ratatouille

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  12. Ho letto con attenzione le vostre risposte, e concordo in pieno con quanto dite. I miei dubbi però sono diventati più profondi da quando ho cominciato a prenedere coscienza di ciò che sta accandendo, e di questo devo dare atto e ringraziare Grillo. Non condivido molti dei suoi modi di fare, ma per lo meno gli riconosco il merito di aver "svegliato" tante persone. Quello che mi fa più "paura" è che, come ha scritto Ratatouille, a molti italiani sta bene così, non comprendono la gravità della situazione in cui siamo. La crisi mondiale non si sta attenuando, queste sono balle di "regime". Secondo la mia modestissima opinione le cose si stano aggravando, e noi ci ritroviamo con uno stato che per molti anni non ha fatto nessuna politica di innovazione del paese. Pensano solo a proteggere i loro personalissimi interessi, da "destra" a "sinistra" non cambia niente. Io credo che nei mesi finale di questo anno dovremo affrontare pesanti ripercussioni economiche dovute alla fine dei fondi che coprono la Cassaintegrazione, avremo milioni di disoccupati e una marea di piccole medie imprese che chiuderanno i battenti. Il nostro è un paese che non saprebbe affrontare un dissesto finanziario in nessun modo. Per far comprendere le cose che stanno accadendo oggi alla nostra penisola ne servono almeno una 50ina di anni, e noi questo tempo non lo abbiamo, siamo troppo indietro in tutto. Ecco perchè la domanda del cosa si può fare continua a girarmi per la testa.
    Grazie ancora di questo bellissimo confronto.
    Terry

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  13. Intervengo nella discussione su: "cosa fare?"
    Ho sotto gli occhi( vivo in USA) il recente successo di Obama, per portare un esempio, grazie anche all'uso magistrale che ha fatto e continua a fare del web. Basterebbe che in Italia si analizzi la sua ascesa e ci si renda conto del potere di tale strumento di informazione e di crescita, individuale e collettivo. Si dovrebbe cominciare a diffondere ed educare giovani e vecchi al suo uso, obbligatorio e gratuito. Mi sembra di aver letto che in Italia l'accesso al web e' ancora riservato a pochissimi e questo spiega, secondo me,la triste situazione.
    Grazie Alessandro per i tuoi articoli da cui imparo sempre qualcosa.

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  14. mamma mia come rosicate brutti comunisti. ma dico io: non avete un cazzo da fare dalla mattina alla sera?

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  15. Complimenti Alessandro e grazie per le fonti.
    L.

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  16. Ale, sei veramente in gamba, un giornalista nato.
    hai mai pensato di farlo sul serio, come professione?
    ho girato questo link a mezzo mondo,la tua inchiesta merita di essere diffusa

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  17. da Terra, pagina 5: "Da ieri è stata interrotta la distribuzione di viver agli autogestiti, cittadine che hanno scelto di organizzarsi autonomamente per non pesare sui campi."

    Avevano paura che, non essendo gestiti, si mettessero in fila a più distribuzioni di pranzi?

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  18. Vedremo presto cosa c'è dietro gli spot del governo.

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  19. la solita spazzatura, solo critiche niente proposte alternative. continuate cosi, a noi ci conviene

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  20. Condivido in pieno Ratatouille nel suo commento. Riguardo al tuo ottimo post Alessandro c'è da dire che il governo sbaglia a sbandierare a destra e a manca miracoli che in partenza sa di non poter fare. Nessun governo ne di destra ne di sinistra potrebbe mai farsi carico al 100% della ricostruzione. Sarebbe più corretto e onesto promettere di fare il possibile e smettere di prendere in giro sia chi è direttamente coinvolto nella vicenda che chi assiste e "beve" tutte le panzane che gli propinano.
    Il problema è che correttezza ed onestà non sono vocaboli conosciuti dal 75% della popolazione italiana.

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  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  22. La mia assenza dalla rete nelle ultime ore non mi ha permesso di rispondere i tempo a messaggi che meritavano davvero una risposta immediata. Cerco di recuperare adesso, in attesa di tornare alla mia "postazione" abituale...

    @ punzySto cercando delle parole che non risultino banali o sottotono per esprimerti il mio ringraziamento più grande, sia per i complimenti che per la "diffusione" dell'articolo.
    Te ne sono davvero grato e davvero mi mancano le parole per dirtelo... GRAZIE maiuscolo!

    Un grazie anche a lorenzo cairoli e a Rouge, e aggiungo carissimo Rouge che condivido in pieno. Non credo che questo governo avesse il dovere di compiere immediati miracoli.
    Ma, giustamente, se li si promettono in conferenza stampa e sulle prime pagine dei quotidiani ogni giorno per un mese, è opportuno mantenere fede a quanto detto, e non compiere una decisione politica al ribasso.

    @ i due anonimoVale anche per voi come risposta quella scritta qui sopra per Rouge e aggiungo ce il sottoscritto cerca soltanto di tenere fede allo scopo che mi sono prefissato alla creazione del blog: informare.
    A qualcuno evidentemente non piace ascoltare la verità... piace vivere nel mondo delle irrealtà da prima pagina e non nelle realtà da trafiletto o da blog.
    Sul "non avere un cazzo da fare" non rispondo perché questa sua frase illustra di per sé esplicitamente il concetto di "informazione" che alberga in lei.

    E la scelta di commentare usando come sempre l'aggettivo "comunisti" a mo di insulto, senza entrare nel merito del post, la dice lunga anche sulla capacità di rispondere a tema...
    E' molto comodo (e molto frequente in questo paese) ignorare una questione e utilizzare un aggettivo da affibbiare all'interlocutore per oscurare l'incapacità di dare una risposta a tema.

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  23. Ottimo articolo, complimenti.

    Mentre lo leggevo stentavo a crederci ma purtroppo la realtà di questo paese ha superato ogni fantasia.

    Sono tornato oggi da tre giorni a Londra in cui ho parlato con un'amica che vive li e si chiede come facciamo a non renderci conto di quello che succede. Io credo che alla maggior parte delle persone manchi la consapevolezza e articoli come questo contribuiscono a crearla.

    Farò il possibile per diffonderlo.

    sullozero.myblog.it

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  24. Anonimo del 7-5, 22:01
    Per espandere sul mio punto...A chi possa interessare:

    Home/News Room/Press Releases/New Pew Research Center Report Examines the Internet's Role in Campaign 2008
    New Pew Research Center Report Examines the Internet's Role in Campaign 2008

    Contact: Aaron Smith, Research Specialist, Pew Internet Project, 202.419.4516

    Washington, DC - 04/15/2009 - The 2008 election was the first in which more than half the voting-age population used the Internet for political purposes. Some 55% of all adults – and 74% of all Internet users – said they went online for news and information about the election or to communicate with others about the race.

    This is among the findings of a new report by the Pew Research Center’s Internet & American Life Project, which also found that social media platforms such as blogs, social networking sites and video-sharing sites played a key role in 2008 as voters went online to share their views with others and try to mobilize them to their cause. Among some of the key activities and technologies that grew in prominence in the election:

    * 45% of wired Americans watched videos online related to politics or the election. Young adults led the way in their online video consumption, as nearly half of all 18-29 year olds (Internet users and non-users alike) watched online political videos this election cycle.
    * 33% of Internet users shared digital political content with others—whether by forwarding political writing or multimedia content over email, or by sharing information with others through other online mechanisms.
    * 52% of those with a social networking profile used their social network site for political purposes.
    * And a distinctive cohort of online political participants emerged during the election as almost a fifth of Internet users (18%) contributed to the online political debate by posting original campaign-related content in an online forum such as a blog, online discussion group or social networking site.

    “Voters in 2008 were not just passive followers of the political process,” said Aaron Smith, Research Specialist at the Pew Internet & American Life Project and author of the Project’s new report on these findings. “They used a wide range of digital tools and technologies to get involved in the race, to harness their creativity in support of their chosen candidate, and to join forces with others who shared their same political goals.”

    As voters increasingly go online to stay politically informed, the importance of the Internet relative to other political news sources has also grown more prominent. The percentage of Americans relying on the Internet as a major source of campaign news has more than doubled since the 2000 election (from 11% to 26%). For younger Americans and those with a high-speed home Internet connection, the Internet far outpaces newspapers, magazines and radio as a major source of campaign news.

    At the same time, online citizens have become more partisan in their political browsing. One-third (33%) of online news consumers say they typically seek out online political information from sites that share their political point of view, up from the 26% who said that at a similar point in 2004. While the largest increase on this measure occurred among the young, those who are the most information hungry and engage most deeply in the online political debate also show an increased tendency to seek out political information that matches their existing point of view.

    With respect to the electoral story, online supporters of Democratic presidential nominee Barack Obama tended to be more intensely engaged with the online political debate than supporters of Republican John McCain. For example, 26% of wired Obama supporters posted their own original political content in an online forum, compared with 15% of online McCain voters. Obama supporters were also more likely to take part in the following online political activities:

    * Share political content online (21% vs. 16%).
    * Sign up to receive automatic updates about the election (18% vs. 9%).
    * Contribute money online to a campaign or candidate (15% of online Obama supporters and 6% of online McCain supporters did this).
    * Get campaign-related news alerts sent to them via email (12% vs. 8%).
    * Sign up online for campaign-related volunteer activities (11% vs. 4%).

    “The 2008 elections saw the role of the Internet in politics increase and it witnessed the emergence of a unique group of online political activists,” said Smith. “Compared with other Internet users, these individuals delve more deeply into the political news of the day, and take part in a much wider range of online political activities. At the same time, these online activists show a greater interest in news and information with an explicitly partisan slant—particularly when compared with those who use the Internet as a purely information-gathering device.”

    In addition to going online to make sense of the campaign, voters also used digital technologies to help navigate the voting process itself. One in five (18%) wired voters went online to find out where to vote, 16% did so for information about early or absentee voting, and 9% went online to find out whether they were registered to vote in their current location. Led by young adults, voters also used digital technologies to share their experiences at their polling place via email, text messaging and social media tools such as blogs, social networking sites and Twitter.

    This report is based on a survey of 2,254 adults conducted between November 20, 2008 and December 4, 2008. The overall sample has a margin of error of plus or minus two percentage points. Some 1,591 in this sample are Internet users and the margin of error in that cohort is three percentage points. Read the full report The Internet's Role in Campaign 2008 on the Pew Internet & American Life Project's Web site.

    Related Areas of Work

    * Public Opinion - Politics and Elections
    * Computers and the Internet - Internet Evolution
    * Computers and the Internet - Public Policy
    * Computers and the Internet - E-Gov and E-Policy

    Related Sites

    * Pew Internet & American Life Project



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  25. scusate l'intromissione... ma quando al dolore si aggiungono anche le beffe, urge aprire gli occhi... e non solo...

    condivido pienamente ciò che fin'ora è stato qui pubblicato, massima attenzione ai fondi che verranno utilizzati per la ricostruzione!!!

    ... perchè tra le tante fregature del decreto 'pro-ricostruzione', ecco un'altra 'chicca' sulla 'fintecna', nominata quale unica depositaria delle convenzioni dallo stesso dl 39:

    Decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39
    "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile. (09G0047)"
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2009
    (Rettifica G.U. n. 102 del 5 maggio 2009)

    (...) Al fine dell'attuazione del comma 1, lettera b), e' autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 per la stipula di una convenzione tra Fintecna spa ed il Ministero dell'economia e delle finanze. (...)
    http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/09039d.htm

    GRUPPO FINTECNA SPA:
    http://www.fintecna.it/partecipazioni.asp
    http://www.fintecna.it/profili.asp#
    FINCANTIERI
    TIRRENIA
    ALITALIA SERVIZI
    FINTECNA IMMOBILIARE
    PATRIMONIO DELLO STATO
    LIGESTRA

    ... e per quest'ultima, la 'ligestra':

    E' nata nel 2007 in seguito alla Legge 296/06 -Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2007)- dove all' Articolo 488 prevedeva che l' amministrazione, la gestione del patrimonio e delle cause giudiziarie di Ente Partecipazioni e Finanziamento Industria Manifatturiera e delle sue 23 controllate al 100%, in seguito alla messa in Liquidazione Coatta Amministrativa, fosse assunto da Fintecna o dalle sue controllate.
    (...)
    Al 18 luglio 2007 i dipendenti delle aziende ex Efim erano 11. Il conto economico nei primi 7 mesi del 2007 si chiude con una perdita di 191 milioni di euro circa e un patrimonio netto di 137 milioni. Per liquidare le attività EFIM sono stati spesi circa 14 mila miliardi di lire, di cui 9000 erogati nel 1993 e 5000 nel 1994.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ligestra_S.r.l.

    in pratica, in 'ligestra' sono convogliati tutti i debiti della efim
    http://it.wikipedia.org/wiki/EFIM

    ... attraverso la finanziaria del 2007:
    http://www.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm

    Art. 488.
    Sono trasferiti alla societa' FINTECNA o a societa' da essa interamente controllata, con ogni loro componente attiva e passiva, ivi compresi i rapporti in corso e le cause pendenti, i patrimoni di EFIM in liquidazione coatta amministrativa e delle societa' in liquidazione coatta amministrativa interamente controllate da EFIM. Detti patrimoni costituiscono tra loro un unico patrimonio, separato dal residuo patrimonio della societa' trasferitaria. Alla data del trasferimento sono chiuse le liquidazioni coatte amministrative di EFIM e delle predette societa', con conseguente estinzione delle stesse e con contestuale cessazione dalla carica dei loro commissari liquidatori. La societa' trasferitaria procede alla cancellazione di tali societa' dal registro delle imprese.
    http://www.camera.it/parlam/leggi/06296l.htm

    ... a quanto pare, stessa 'solfa' di alitalia - cai - 'bad company'... ma se sono 'debiti' e 'perdite', come fanno ad esistere ed essere disponibili per la ricostruzione del futuro di migliaia di persone?!? :-(

    se è così, mi dispiace ancora di più per gli amici abruzzesi, che per ricostruire le loro abitazioni devastate dal terremoto, e le loro stesse vite, dovranno 'raschiare' da fondi, o meglio 'riciclaggi', ottenuti al solo scopo di tamponare giganteschi debiti statali pregressi... ;-(((

    patty-tootsie
    www.ideamultipla.it

    RispondiElimina
  26. ... e quanto si poteva fare per evitare questa immane tragedia?
    qualcosa senz'altro, già dal 2006... :-(

    http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/laquila-ecco-la-lista-dei-crolli-annunciati-uno-studio-del-2006:-137-palazzi-a-rischio/1625527?edizione=EdRegionale

    http://hermansji.it/terremoto-abruzzo-sistema-informativo-edilizia-scolastica/

    basta leggere, + i vari sottolinks, e poi andare qui:

    http://88.44.106.190/sies/

    http://88.44.106.190/sigeois/

    ... per verificare che quanto riportato sono documenti veri e ufficiali, e non invenzioni da 'sinistrorsi'...
    per poter accedevi e comporre le 'query', basta registrarsi...

    condivido il 'cosa fare?' di ratatouille, non mollare... senza se e senza ma...

    ciao alessandro, e grazie
    patty-tootsie

    RispondiElimina

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