venerdì 10 luglio 2009

L'Italia nucleare



"Il nucleare potranno imporcelo solo con l'esercito. Siamo pronti a costruire una ribellione popolare nei confronti di una ipotesi che è semplicemente offensiva e demenziale".

Era la "dichiarazione di guerra" con cui il governatore della regione Puglia, Nichi Vendola (Sinistra e Libertà), commentava le indiscrezioni che volevano la sua regione, assieme a Sardegna e Piemonte, nuova cavia del nucleare in salsa italica.

E aggiungeva: "Non basteranno gli eserciti multinazionali. Ci vorrà forse la Nato, forse. No, non siamo disposti neanche a cominciarla".

Una dichiarazione battagliera non destinata a rimanere isolata nel solito reality politico del silenzio-assenso, seguita difatti immediatamente da quella della Presidentessa della regione Piemonte, Mercedes Bresso (Partito Democratico), che annunciava:
"Andremo al conflitto costituzionale, troveremo ogni possibile strada per opporci".

Anche il Presidente sardo Ugo Cappellacci (Popolo della Libertà) ha lasciato trasparire la sua dichiarazione di intenti, molto fiduciosa però a differenza degli altri due nell'operato del premier: "State certi che dovrebbero passare sul mio corpo prima di fare una cosa simile. E comunque nessuna centrale in Sardegna: il presidente Berlusconi manterrà la promessa fatta".

Dopo il voto di ieri al Senato che, approvando il DDL per lo "sviluppo", dà il via libera all'energia nucleare in Italia, dopo uno stop durato oltre 20 anni, per i presidenti Bresso e Vendola la chiamata alle armi si fa sempre più vicina.

Una cosa è certa: la dichiarazione di Cappellacci è senz'altro molto veritiera. Non quella in cui si riferisce al proprio ipotetico cadavere, bensì quella sull'occhio di riguardo per la sua regione.
Il premier Berlusconi e il ministro Scajola ci penseranno due volte prima di condannare a morte politicamente i propri viceré. Eccezion fatta per i sempre protagonisti Formigoni (Lombardia) e Galan (Veneto) che da sempre non escludono la presenza di centrali nucleari nelle proprie regioni.

La neo-legge, agli articoli 25 e 26, obbliga il governo ed il CIPE ad adottare rispettivamente decreti legislativi ed apposite delibere entro 6 mesi, al fine di dare il via effettivo alla costruzione di tali centrali.
Nei prossimi mesi avremo quindi i nomi dei "fortunati" comuni neo-nucleari, il numero definitivo di centrali e reattori (4 centrali da 1,6 GW l'una), le scadenze e le imprese a cui verranno assegnate appalti di costruzione e gestione degli impianti, le tipologie di centrali (EPR, brevetto Areva, ente energetico nucleare francese) e i comuni che ospiteranno le nuove scorie.

Curioso il comma 2, nei punti f, o e q.
Nel primo punto si rimarca la facoltà del governo di imporre una centrale nucleare anche di fronte alla contrarietà netta degli enti locali coinvolti, nel secondo e nel terzo si annuncia la predisposizione di fondi pubblici per una massiccia campagna pubblicitaria a favore del nucleare nelle reti televisive e nei mezzi di comunicazione di massa, "con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità".
Due aggettivi che come abbiamo visto chiaramente a tante cose fanno riferimento, ma certamente non al nucleare.

Il voto di ieri si è mostrato essere una beffa per le opposizioni, che avevano tentato fino all'ultimo di far mancare il numero legale (la necessaria presenza di almeno metà aula più un senatore per rendere appunto "legale" la votazione).
153 senatori presenti e il voto sarebbe saltato. Ieri erano presenti in 156. La decisione di Adriana Poli Bortone di votare NO e quella di Thaler Ausserhofer del SVP di astenersi hanno contribuito al raggiungimento, ma ciò nonostante non sono stati determinanti.

L'inefficienza energetica italiana ha generato questo nuovo vecchio mostro. Anziché dar vita alla mentalità del risparmio energetico, della lotta all'obsolescenza della rete di distribuzione dell'energia elettrica che in Italia comporta perdite impressionanti e della ricerca dell'energia pulita, si è preferito puntare sulla risposta più semplice, inutile e pericolosa ad un problema molto complesso ed articolato.

L'avvicinamento ad un'energia pericolosa, antiquata, costosissima e inefficiente diviene ogni giorno sempre più rapido. E quella sorta di "ottimismo ragionevole" per cui "alla fin fine non si farà nulla di tutto questo" sta perdendo il suo senso.
La determinazione del nuclearismo in Italia non conosce barriere. Forse sta giungendo l'ora di mostrarle.

Letture correlate:
Un paese in controtendenza
La chiamavano "volontà popolare"
La menzogna nucleare

11 commenti:

gigi ha detto...

Alessandro, le vedranno le barriere eccome!!
Secondo me non basterà tutta la disinformazione di cui saran capaci.
Lo scopo, più che metter su le centrali, è quello di avviare la macchina della speculazione..ehm..pardon..degli investimenti!

Sono riusciti ad approvare questa legge nella totale indifferenza, ok. Ma già quando verrà fuori la lista ufficiale delle aree preposte, scatteranno le proteste. Il nucleare non lo vuole davvero nessuno dei cittadini, nè destra nè sinistra, nè la vecchietta che guarda buona domenica.
Se poi non sarà così, allora diamine, vuol dire che ce le meritiamo proprio queste centrali, che come sempre, sarebbero rigorosamente, "all'italiana"!!
ciao
gigi

il Russo ha detto...

Nella mia zona abbiamo già cominciato in ottica Trino Vercellese: noi si farà Resistenza!

Pietro ha detto...

Vedrete che alla fine si faranno, cominceranno a battere su tv e giornali e tutti saranno contenti...

Fabio Pari ha detto...

Nel giorno in cui gli otto grandi del pianeta si riempivano la bocca di promesse sul clima elargendo strette di mano poco convinte, al Senato italiano veniva definitivamente sancito il RITORNO AL NUCLEARE. Sono preoccupato e, lo dico seriamente, ho molta paura.

Non è possibile che mentre tutta l'Europa sta smantellando le sue centrali noi ci apprestiamo a costruirne. Il nucleare, lo dicono gli scienziati, è destinato a non avere futuro. Non è rinnovabile e le scorte di uranio, una volta ultimate le costosissime centrali italiane (8 impianti nucleari che costeranno almeno 30 miliardi di euro), dureranno per pochi anni. "Buttare i soldi nel cesso" si dice qua in romagna.

Investiamo su una tecnologia superata mentre ormai il mondo guarda alle energie rinnovabili, un atto di arroganza come ormai questo Governo ci ha abituati, un atto d'ignoranza che mi lascia allibito.

Miliardi di euro destinati al nucleare e sottratti alla ricerca e allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, sparando così alle gambe del nostro Paese nella corsa ad un futuro che dovrà essere (perché volenti o nolenti non c'è alternativa) del tutto ecosostenibile.

Il nucleare è costoso, superato e... PERICOLOSO.

Innanzi tutto le centrali, anche dopo la loro cessazione, necessitano di continui controlli per qualche secolo (che grande affare conveniente, altissimi costi di costruzione - smantellamento - manutenzione per una bassissima prospettiva d'utilizzo reale, mhà...)
Immaginate poi lo scenario allucinante che si creerà in Italia, dove non si sa che fare con i rifiuti di Napoli e Palermo, al momento dello stoccaggio di scorie radioattive.

Immaginate poi cosa sarebbe successo se al momento del terremoto che ha raso al suolo l'Aquila in quella zona ci fosse stata anche una centrale nucleare. Un'ecatombe.
C'è poco da ridere perché il territorio italiano è quasi interamente ad alto rischio sismico e, ovunque verranno costruite le centrali, il rischio di una catastrofe di proporzioni inimmaginabili sarà sempre dietro l'angolo.

Da oggi dormirò sonni molto meno tranquilli.
Bisogna fare qualcosa, subito.



Nel mio piccolo segnalo questi siti:

* STOP THE FEVER CITY - La città del risparmio di CO2 in cui ci si può prendere gratuitamente la cittadinanza di una città virtuale che insegna a ridurre i consumi di CO2 nella vita reale.
* Sitodenuclearizzato.eu, dove potrete trovare interessante materiale per il vostro sito.
* Greenpeace Italia

http://fabiopari.blogspot.com/

Rouge ha detto...

Scusa ma quel referendum dell'87 non vale proprio più nulla?

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Purtroppo ho la stessa fiducia di Pietro: sento già di quei discorsi da far rabbrividire.

Matteo ha detto...

E' già previsto che i luoghi di installazione saranno considerati siti militari. Così vedremo l'esercito sparare sulla folla. Modello Honduras.

l'incarcerato ha detto...

Ottimo articolo e haimè concordo con Matteo, purtroppo saranno considerate zone militari e quindio anche inaccessibili. Un po' come i siti delle discariche a Napoli, e chissà come stanno mese...credo di saperlo ;)

Comunque la resistenza popolare non sarà morbida!

Le Favà ha detto...

Scrivere in un decreto o in una legge che il bisogno di campagne pubblcitarie su televisioni e giornali e scrivere di già : "con particolare riferimento alla sua sicurezza e alla sua economicità"." fa ben capire come fanno le leggi questi personaggi.

Ma dimmi, si può mettere pe legge come deve essere trasmesso e cosa dire soprattutto?

E la controparte negli studi? Ma dai...Alessandro, è assurda questa parte.

Ci fanno la legge e ci impongono pure di dire se è giusta o sbagliata.

Maxtraetto ha detto...

Ci vogliono circa 30 anni affinché le eventuali centrali diventino economicamente attive, per produrre meno del 10% dell'energia di cui necessitiamo ORA.
Se fra 30 anni non siamo riusciti ne a utilizzare il 10% in meno di energia (con la tecnologia attuale è già possibile), ne a produrre in modo rinnovabile almeno il 10% di energia, vorrà dire che il nucleare ce lo meritiamo e dobbiamo estinguerci, per poi, si spera, ricominciare daccapo.
Il sole può fornirci tutta l'energia che vogliamo.
Il vento può fornirci tutta l'energia che vogliamo.
Il movimento dei mari prodotto dalle maree può fornirci tutta l'energia che vogliamo.
Ognuna di queste fonti, anche presa singolarmente, può darci tutta l'energia di cui abbiamo bisogno però bisogna cambiare parecchie cose.
Un telefonino di prima generazione utilizzava anche 8 batterie stilo, la carica durava poche ore e durante la ricarica facevi a tempo ad andare a comprare un telefonino nuovo.
Oggi una batteria è minuscola, dura anche due giorni e si ricarica in pochi minuti, quindi, quando vogliamo, le sappiamo fare le cose, o no?
Un abbraccio
Maxtraetto

rinkostar ha detto...

Ciao...sono un utente sarda che sta raccogliendo materiale per creare un blog di informazione contro il nucleare, anche se sono un pò in dietro con la stesura. complimenti per il tuo lavoro

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