sabato 29 agosto 2009

La degna opposizione di un indegno governo



E' questa l'Italia. Paese diviso a metà tra inquisitori e inquisiti. Paese di moralisti senza morale.
Un paese ricco di puttanieri che odiano vedere prostitute per strada "sennò i bambini si scandalizzano", di chi vorrebbe rimandare gli stranieri a calci in culo nel proprio paese dopo averli però opportunamente sottopagati nelle proprie fabbriche nel nordest o nei campi di pomodoro nel sud d'Italia, di chi disquisisce dell'omosessualità come pratica innaturale e poi molesta o violenta bambini, di chi parla di pace con un cingolato alle proprie spalle, di chi scende nella trincea della Chiesa Cattolica a giorni alterni.

E' questa l'Italia, quella in cui un giorno l'opposizione fronteggia a ranghi sparsi la Chiesa ed il governo sull'ora di religione cattolica e quello successivo si ritrova a difendere la prima contro il secondo quando si parla dei vizi del premier o dei linciaggi mediatici lanciati da un giornale di famiglia.
E' l'Italia in cui le forze "progressiste" spendono la propria opposizione difendendo la sacralità del matrimonio, i costumi morigerati dell'uomo di Stato, le missioni militari all'estero, la detassazione degli stipendi mentre le forze "conservatrici" al governo affrontano il divorzio come fosse una pratica qualunque, difendono i costumi libertini nel privato, discutono sull'opportunità e sui tempi del ritiro delle truppe e parlano di partecipazioni dei lavoratori agli utili aziendali.

Siamo il paese in cui le barricate sono sempre due. Due fronti di guerra sempre più simili. Quello di Feltri ed Il Giornale da una parte e quello dei vescovi dall'altra, in questo caso. E bisogna fare una scelta di campo necessaria. Perché stare nel mezzo e non difendere nessuna delle due parti significa esporsi al fuoco incrociato.
Critica entrambe le fazioni in guerra e ti ritroverai a combattere da solo. E sarai uno dei tanti Luttazzi, Guzzanti, Biagi, Montanelli.
Una vittima del fuoco amico (sempre che esita) e di quello nemico. Privato anche dell'onore delle armi che si concede al vero avversario.

Lo scontro tra l'Avvenire ed il Giornale, tra la Chiesa Cattolica e la maggioranza di governo, tra i moralisti cattolici e quelli berlusconiani, tra gruppi di personaggi pronti al j'accuse dei costumi altrui mentre nascondono montagne di scheletri nei propri armadi, sta divorando la curiosità e l'attenzione dei media e degli italiani.
E ancora una volta questo genere di scontri, l'annullamento della presenza del premier alla Perdonanza aquilana ultima delle conseguenze, riesce ad indebolire l'esecutivo più di ogni altro attacco.
E così inizia a montare quel desiderio di usare ogni arma possibile per colpire il dittatore. Possibilmente quella che genera più scalpore mediatico, anche se sembra essere la meno seria e la più spuntata delle armi.

E la conseguenza è sotto i nostri occhi, sempre che la si voglia vedere: gli attacchi più duri rivolti al nostro premier (e quelli meglio organizzati) affondano le radici sulla conoscenza di ragazzine minorenni, sul divorzio dalla seconda moglie, sull'utilizzo finale di prostitute più che sui possibili reati connessi, sulle polemiche "moralistiche" con la Chiesa, sulle gaffes durante i vertici.
Mentre temi ben più forti come la guerra in Afghanistan, le mancate politiche anti-crisi del governo, l'assenza di politiche sociali, la scellerata ricostruzione in Abruzzo, la riduzione progressiva dei fondi FAS per il sud, l'avversione al riconoscimento di pari diritti per l'universo omosessuale, leggi sull'immigrazione al limite della deportazione sommaria, lodi ministeriali salva-criminali, la gestione della pubblica istruzione finiscono per essere recepiti come argomenti marginali, quasi insignificanti, da parte degli stessi detrattori del governo.

L'indignazione della presunta opposizione è talmente forte quando si scopre che il Presidente del Consiglio ha un ingiustificato ed inspiegato rapporto con una ragazza appena diciottenne, che quando questi avvia un piano di occupazione generalizzato dei mezzi di informazione, dalle due reti RAI filo-governative a quella presunta oppositrice, dai tre canali radio alla straordinaria Rainews24, arrivando a querelare Repubblica e i quotidiani di mezzo mondo e a portare il proprio interesse imprenditoriale ed editoriale su quotidiani come El Pais, possibile vittima pregiata di scalate economiche arcoriane, finiscono per mancare le parole necessarie per mostrare il pericolo anti-democratico a cui si sta andando incontro.

E l'indignazione sembra essere la stessa utilizzata per una vicenda Noemi. O per certi versi anche minore.
Le liaisons dangereuses del premier finiscono per tenere banco più delle scelleratezze pubbliche e politiche operate dal suo governo. Compresi gli attacchi ai fondamenti democratici del paese. E non perché lo voglia Sua Maestà, ma perché lo vuole anche e soprattutto la presunta opposizione.

Un'opposizione che tardi, troppo tardi, finirà per accorgersi di essere diventata la copia del proprio avversario. Non nell'atto pratico, ma nella mentalità. Quella che non si sradica in pochi giorni.

9 commenti:

  1. Il fatto è che la politica è degenerata ormai in un tremendo scontro di immagine. In tutto il mondo. Da Tony Blair che associa il New Labour al Britpop, da Obama il primo presidente "nero" (in realtà mulatto cresciuto in famiglia ricca e borghese) figlio di un "pastore" africano (in realtà un ricercatore universitario kenyota), a Berlusconi; e la conseguenza è che, a livello d'immagine, il Berlusconi che va con le diciottenni perde più voti del Berlusconi mafioso, quindi è più importante parlare del Berlusconi che va con le diciottenni. La scala delle priorità è studiata solo a fini elettoralistici e scelta solo in base all'impatto mediatico. Come ci dimostra una vasta serie di idee che ormai sono considerate fondamentali per la politica e che nessuno mette più in dubbio, nemmeno la sinistra, con conseguenze drammatiche per la nostra possibilità di scelta e per il pluralismo delle idee: libero mercato, privatizzazione, taglio delle tasse. E chi non è d'accordo è un comunista mangiabambini!

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  2. Il punto è che sui temi seri la magioranza sa bene controbattere con proclami e sondaggi, la cosidetta politica degli annunci, mentre sulle sciocchezze si trova invece in difficoltà.
    Per battere qualcuno a volte bisogna affondare quando è ora su quelli che sono i punti deboli, se poi questi non sono "seri" è un altro paio di maniche.
    Dal mio punto di vista bisogna levarsi dalle scatole con ogni mezzo una classe dirigente che continua a minare il senso stesso di società civile, se per farlo si deve scendere sul suo terreno lo si faccia, a patto di tenere ben presente qual'è l'obiettivo.
    Bisogna delegittimare una volta per tutte B e la sua accolita e se per farlo si deve pescare nel torbido, beh lo capisco e accetto.
    A ricostruire ci pensiamo dopo.
    P.S.
    Che tanto la maggioranza degli italiani è e rimarrà pecora e serva.

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  3. Caro Alessandro, sono ritornato e passo per salutarti e ancora una volta per approvare ciò che dici.

    Ne ero sicuro che tu non riproponessi le famose dieci domande a Berlusconi! :)

    Vorrei tanto che capissero che il problema non è Berlusconi, ma il sistema stesso.

    Come siamo caduti in basso quando gli italiani si son divisi in berlusconiani e antiberlusconiani.


    Una tragedia trasformatasi in farsa...

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  4. Qua ci sarebbe da discutere davanti ad una buona bottiglia di vino, troppa carne al fuoco.
    Quello che ti posso dire è che si l'opposizione è inefficace, ma la battaglia si consuma sui mass media e lo scontro è epocale.
    L'importante, come sottolineava Serra l'altroieri, è non sperare che in Italia l'opposizione debba farla il Vaticana, perchè allora più che di opposizione bollita saremmo noi a doverci dichiarare belli e che fritti...

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  5. Sto leggendo l'articolo e non vorrei magari ripetere, ma volevo appunto conoscere il tuo parere su questa questione.
    E' dietrologia oppure può essere che il Giornale del padrone stia "attenzionando" Boffo per far capire a suocera vaticana che se non la smette di bombardare il bacino degli elettori cattolici del PDL con dubbi sulla figura del premier, questi non faranno passare i temi "etici" tanto cari alla Santa Sede e anzi cominceranno ad attaccarli?
    Più che alleati hanno solo interessi economici in comune, ricordiamocelo..

    Tu che ne pensi, Ale??
    Ciao!

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  6. Incredibile.. :D

    Senza nemmeno sapere di cosa avrei parlato sei diventato subito il primo sostenitore del mio nuovo blog.. ;)
    (Me ne sono accorto solo ora.. :( )

    Vedrò di non deluderti!

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  7. Carissimo Ryo, mi è bastato il tuo lavoro sul vecchio blog per diventare un seguace fisso di questo tuo nuovo! ;)

    La tua ipotesi sulla strategia editorial-politica del Giornale è molto interessante e personalmente la trovo molto realistica.
    Personalmente credo si tratti di uno "scazzo" estemporaneo tra parti in causa legate, come hai giustamente osservato, da comuni interessi.
    E' un gioco di forza che oserei definire "interno" all'ambito politico cattolico.

    Vedere pertanto l'interesse smodato di parte dell'opposizione (parlamentare e giornalistica) nella difesa della Chiesa in questa vicenda la dice lunga sul genere di opposizione che contraddistingue questo paese.

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  8. Caro Alessandro,
    il tuo verissimo post fotografa questa Italia ormai allo sbando...
    il fuoco anche se "amico" ti produrrà lo stesso devastante effetto del "fuoco"nemico, conclusione non esiste fuoco amico,
    ce lo fanno passare come tale ma non lo è.
    La destra e la sinistra ormai tramontate, oggi non hanno più valore nè ci rappresentano, la sinistra soffre se vuoi ancor più della destra, per le sue contraddizioni e prese di posizioni contraddittorie e visibilmente corrotte. Direbbe Ascanio Celestini ci sono due partiti: mafiosi e corrotti che però gli uni non possono esistere senza corruzione e gli altri senza l'essere mafiosi!!
    Bisogna riappropriarci della nostra identità e del nostro essere "Umani"!!
    Ti abbraccio
    Ornella

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  9. Per opposizione mettiamoci anche il popolo che è più portsto al gossip che alla politica. Sai...la politica è sporca, meglio stare lontani da queste cose più grandi di noi.
    E nel frattempo la pentola bolle.
    Un caro saluto.

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