
Foto di Adele Sarno.
Descrivere i fatti, riferire le realtà degli eventi, informare sui dati in questo nostro paese non è lavoro facile.
Una volta eravamo abituati a giornalisti da Premio Pulitzer, cani rabbiosi desiderosi di riuscire ad addentare le caviglie di qualche grossa preda appena se ne presentava l'occasione o semplici informatori dal profondo senso etico del proprio mestiere, che concepivano il proprio lavoro come quello di un vero e proprio investigatore senza macchia, persone che desideravano raccontare la realtà dei fatti così com'era, senza tentativi di comoda edulcorazione, stimati professionisti che mai avrebbero scritto una sola riga della cui veridicità non fossero stati certi al mille per mille.
Ora assistiamo invece ad ottimi giornalisti che scrivono articoli in base alle notizie false ricevute da un amico Senatore o tanti altri ancora che riferiscono di leggi approvate in Parlamento senza nemmeno averle lette (un lavoro troppo lungo e faticoso, evidentemente), ma basandosi solo su quanto riferito dal ministro o dal parlamentare di turno in conferenza stampa.
Sulla questione "Abruzzo e terremoto" questi vulnus dell'informazione nostrana si mostrano chiari e disarmanti come non mai. Assistiamo inermi alla sconfortante ridda di false ed ingannevoli dichiarazioni politiche che anziché essere disintegrate dai professionisti dell'informazione grazie ai fatti che le smentiscono, vengono riportate con clamore sulle prime pagine di tutti i quotidiani (compresi quelli di presunta opposizione) come fossero realtà inconfutabili.
Il 26 giugno il Presidente del Consiglio Berlusconi ribadiva ancora una volta: "Ricostruiremo tutto al cento per cento, le prime e anche le seconde case. Al cento per cento".
Il 9 luglio il premier redigeva e pubblicava l'ordinanza numero 3790 in cui lo Stato garantisce la ricostruzione dell'80% delle seconde case (non il 100%), con un limite di 80 mila euro e solo se la seconda casa è utilizzata a scopo commerciale e non abitativo.
Il controsenso fatto ordinanza. Ma nessun giornalista ha chiesto spiegazioni.
Il 2 giugno, in occasione di uno dei tanti appuntamenti elettorali, il Presidente del Consiglio prometteva la costruzione dei Moduli Abitativi Provvisori (piano C.A.S.E.) per 15 mila persone entro novembre.
Il bando di gara della Protezione Civile che istituisce il piano C.A.S.E. parla di moduli abitativi per un numero di persone che va dalle 10 mila alle 12 mila.
Nessuno ha chiesto delucidazioni per l'incongruenza tra le cifre.
Nella stessa conferenza stampa del 26 giugno scorso a L'Aquila, Berlusconi prometteva: "A settembre chiudo le tendopoli e darò a tutti le chiavi degli appartamenti. Ognuno saprà dove andare. Se non bastano i posti, sfrutteremo case sfitte e alberghi".
Eppure ancora oggi la popolazione sfollata, senza la propria casa a disposizione, ammonta a 49.146 unità (dati aggiornati al 1° agosto). Escludendo i 12 mila fortunati che abiteranno i MAP, avremo circa 37 mila abitanti ancora da sistemare.
Quanti saranno coloro che avranno la fortuna di vedere la propria casa inserita nella categoria A (agibili), senza lavori strutturali da compiere per poterci vivere serenamente, con gas, elettricità e acqua regolarmente fruibili e che non siano già rientrati nella propria casa in questi giorni?
Cosa ne sarà di tutti gli altri? In albergo come promesso dall'instancabile premier, lontani dalla propria città? Per quanto tempo?
E' una domanda fondamentale, visto che a queste stesse persone senza casa si chiede di tornare a pagare tutte le tasse dovute sin dall'anno prossimo, compresi gli arretrati non pagati negli ultimi mesi. Una domanda talmente importante che qualcuno si è dimenticato di farla.
Il 10 luglio il nostro premier prometteva l'insperato, ciò che nessuno aveva osato mai immaginare: L'Aquila verrà ricostruita interamente, bella esattamente com'era, entro la fine della legislatura, nel 2013.
Una promessa straordinaria che, qualora esaudita, lo relegherebbe di diritto nell'elenco dei santi patroni del capoluogo abruzzese.
Eppure il decreto "Abruzzo" presentato dal governo e poi approvato definitivamente dalle due camere destina un monte-fondi di 3,1 miliardi per la ricostruzione delle abitazioni private, ma che saranno disponibili complessivamente non prima del 2032.
Come si spiega una ricostruzione prevista in 4 anni mentre la legge che destina i fondi per la ricostruzione li sparpaglia in 23 anni?
Il 1° luglio scorso il governo approvava il Decreto Legge anti-crisi, contestato oltre che per l'introduzione dell'ennesimo scudo fiscale tremontiano, per il ripristino del pagamento dei tributi per la popolazione terremotata dell'Aquila ed il pagamento delle tasse non pagate, il tutto a partire dal gennaio 2010.
Le dure contestazioni hanno sortito il loro effetto ed il 27 luglio, prima ancora che il DL venisse approvato in prima battuta alla Camera dei Deputati, il ministro Tremonti assicurava l'annullamento del provvedimento.
Logica voleva che venisse presentato ed approvato un emendamento dei relatori del provvedimento che abolisse quell'articolo (o che lo modificasse), così come fatto per tanti altri articoli e commi del provvedimento.
Ma così non è stato. Il governo ha deciso di lasciare la patata bollente nelle mani del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, che si occuperà di stabilire i tempi e le modalità del ripristino dei pagamenti.
Eppure il 28 luglio, il giorno successivo la promessa di Tremonti, la Camera approvava il DL anticrisi. 4 giorni più tardi, il 1° agosto, lo faceva il Senato della Repubblica.
La legge è definitiva. E chiede, come da principio, il pagamento delle tasse da gennaio.
Perché il governo non ha presentato un emendamento che tempo 1 minuto abrogasse l'articolo precedentemente inserito? Perché la maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti dell'opposizione che proponevano uno slittamento dei tempi (che è ciò che il governo a sua volta ha promesso)? Perché demandare questa responsabilità alla Protezione Civile che sulle questioni fiscali per propria natura non ha competenza?
E può la Protezione Civile con una semplice ordinanza definire dei tempi che violino palesemente una legge approvata e già divenuta esecutiva?
E perché, dopo una settimana, la Protezione Civile ha emesso altre ordinanze, ma nulla ancora in relazione allo slittamento dei tempi?
Ma soprattutto, perché l'informazione nazionale, ancora una volta, dopo la dichiarazione dell'ennesimo ministro del governo, ha abbandonato la questione delle tasse nel dimenticatoio?
Perché questo interesse a tempo? Perché far finta che tutto sia cambiato quando tutto è rimasto uguale?
Perché?







A sto punto però, se alle prossime elezioni vedo arrivare un solo voto al nanerottolo bastardo, proveniente dall'Abruzzo... mi incazzo!
RispondiEliminaAh un'altra cosa... che temo non sarà molto gradita.
Vi ricordate che appena successo il cataclisma ci fu chi cominciò a far girare voci di migliaia di morti che il governo voleva "tenere nascosti"? Dicevano che tutti gli extracomunitari irregolari erano ancora sotto le macerie e che però nessuno voleva farlo sapere.
Ragazzi... migliaia di cadaveri in decomposizione vi assicuro che si sarebbero sentiti, prima o poi.
Robe da emergenza biologica!
Robe che avrebbero sfidato anche la censura più stringente.
E invece PIÙ NULLA.
A me non torna qualcosa evorrei avere spiegazione anche di ciò. Non perché voglia difendere il governo (lungi da me) ma perché penso che però attaccarlo così, a cazzo, con "voci" e "si dice che" sia più dannoso che altro (per noi, non certo per il governo che infatti è ancora saldamente al suo posto!!)
D'accordo con te: la stampa italiana è in uno stato tra il comatoso e l'asservito.
RispondiEliminaRimane il fatto che gli aquilani non sono riusciti, com'era drammaticamente necessario, a rimanere al centro della scena mediatica. Non dico naturalmente che fosse facile, mi rendo conto che le condizioni erano e sono estremamente difficili, ma proprio questa criticità richiedeva una grande capacità di risposta, di controllo delle informazioni sia nel momento dell'acquisizione che della loro diffusione.
Senza questo elemento interno al luogo dove le cose avvengono, anche per noi è molto difficile riuscire a intervenire, visto che appunto le cose si succedono in un clima di silenzio e segreto.
Berlusconi riuscirà come sempre a rivendersi la prime case ultimate di settembre come una grande conquista del suo mandato... i media calcheranno la mano sull'evento... si parlerà di miracolo italiano... tanto alle elezioni regionali c'è tempo fino a marzo... a quel punto, forse, si saranno inventati di tutto per dare un tetto ai 30 mila sfollati abruzzesi e si parlerà di "trionfo" ... in Italia tutte le iniziative sono fatte ad uso e misura del corpo elettorale... tutto ad orologeria.
RispondiEliminaperchè ... perchè ... perchè ... quante ne vuoi sapere ... sei troppo curioso lascia lavorare il manovratore ... vedrai che tutto si risolve
RispondiElimina@Alessandro Arcuri
RispondiEliminaVorrei che facessi una ricerca su google sui morti dell'abruzzo... e usare un pò di logica. I miei amici che studiano ad Aquila e anche gli aquilani che conosco, visto che abito nella costa abruzzese, dicono che tanti morti che non sono stati riconosciuti da nessuno sono andati a finire in altri ospedali dell'italia. Non penso ci sia un complotto, i complotti si fanno nei paesi seri, il nostro è diventato lo stato delle banane.
Michele
@Alessandro Arcuri
RispondiEliminaAl nanerottolo bastardo come dici tu, purtroppo i voti arriveranno, come sono arrivati dalla Campania nonostante che l'emergenza rifiuti non è mai stata risolta.
Il problema sono i cittadini che vogliono, prima di tutto loro, mettere i paraocchi e votare il più simpatico, e in questo purtroppo, il nostro caro Premier Psicopapi è bravo.
Oltre ai problemi posti dall'autore, io mi preoccuperei anche sugli appalti della ricostruzione ( se si farà ), che sicuramente andrà all'Impregilo, la stessa che ha costruito l'ospedale e la Casa dello Studente.
@ Michele:
RispondiEliminaPiano... io ho detto che all'epoca si parlava di morti mai recuperati e nemmeno presenti negli ospedali!
(Quindi lasciati a marcire sotto le macerie)
Se poi, come dici tu, li hanno estratti, non li hanno riconosciuti -perché privi di documenti o che so io- e la cosa non si è saputa beh il tutto assume proporzioni allucinanti!
Vuoi che nessuno abbia mai parlato o detto NULLA?!? Non so, all'onnipresente Beppe "prezzemolo" Grillo, faccio per dire! Un infermiere, un volontario che ha visto qualcosa, anche un becchino, cristo! Possibile che siano stati messi tutti a tacere?
Guarda che se così fosse sul serio mi sa che hai torto... perché riuscire a zittire una cosa così è da regime fatto e finito! Altro che repubblica delle banane!
Io spero che ci sia stata un po' di esagerazione e che questi morti "mancanti all'appello" non fossero i duemila che si paventava ad un certo punto... anche se in ogni caso, anche fossero stati venti, o due, resta il fatto che sono stati simpaticamente ignorati, questo si.
Caro Alessandro, prima di ogni altra cosa confesso che sono un "FARABUTTO". Il socio 1816 della Propaganda 2 invece è l'uomo del destino.
RispondiEliminaPurtroppo parlando seriamente una buona parte di italiani si identifica con lui e non perchè gli crede ma perchè la cultura degenerata ha fatto si che si guardasse sempre più a delle simbologie sociali concepite sull'apparire piuttosto che su l'essere, mediate dai mezzi di comunicazione di massa gestite per lo più dal potere stesso.
La perdita di consenso avviene nel momento in cui singolarmente i cittadini si dovranno scontrare con i problemi quotidiani degli approvvigionamenti, delle insicurezze generate dall'accensione di un mutuo per la casa e dal lavoro che non è più in grado di garantire un minimo di tranquillità e di progettualità in quanto precarizzato istituzionalmente.
Una piccola considerazione sull'ennesima cialtroneria: il fatto che si sia definito migliore di Degasperi. Pur non essendo mai stato io democristiano non esito a definire Degasperi un "uomo di stato". Berlusconi al di la di essere uomo di Bettino, come cultura (bettino un po più intelligente ,a mio parere) è difficile farlo andare,.....forse se pensiamo alla P2 o a esperienze analoghe e nascoste qualche spazio se lo può pure ricavare.