lunedì 28 dicembre 2009
Il Natale amaro dell'Aquila e il miracolo mancato
Articolo scritto per la rubrica "Pagina Zero", su Abruzzo 24 Ore.
Il gesto violento di un quarantaduenne affetto da tempo da turbe psichiche gli ha impedito di tenere fede all'impegno preso, ma in un modo o nell'altro è riuscito a far sentire la propria presenza. E così, per mezzo di una telefonata, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha partecipato a distanza alla cena della vigilia di Natale organizzata presso la caserma della Guardia di Finanza a Coppito.
"Siamo riusciti a mantenere le promesse che avevamo fatto sulle bare delle vittime". "A tutti coloro che hanno perso case è stata assicurata una sistemazione sicura e confortevole". Sono i due passaggi più importanti del suo "augurio telefonico". Affiancati dai toni ancora più trionfali usati nel colloquio con il direttore del Giornale Radio Rai Antonio Preziosi: "All'Aquila abbiamo realizzato un miracolo. Questo miracolo che ha permesso di dare le case a tutti coloro che le avevano perse e cioè aver creato dal nulla una città di oltre 30 mila abitanti in pochi mesi".
Le cifre annunciate in questi giorni dal premier non si discostano affatto da quelle proferite il 15 settembre negli studi di Porta a Porta. Ma si discostano dalla realtà.
La frase pronunciata solennemente in presenza di Bruno Vespa, "35 mila persone entro dicembre in ville e appartamenti completamente arredati e ricchi di comfort", si traduce oggi, in termini reali come segue: 17.500 abitanti sparsi tra alberghi e case requisiti dalla Protezione Civile in tutta la regione, 16 mila in sistemazione autonoma, nella maggior parte dei casi fuori città e fuori provincia e circa 22 mila abitanti nelle proprie case ancora lesionate in attesa di avviare i lavori di ristrutturazione.
Sono solo 12 mila i cittadini della provincia dell'Aquila che oggi popolano "gli appartamenti" (le palazzine del piano C.A.S.E.) e "le ville" (i moduli abitativi in legno, MAP). Un terzo del numero promesso e ribadito senza alcun timore di repliche o appunti ancora oggi.
Il tutto secondo i dati ufficiali (sistemazione e MAP/CASE) della Protezione Civile pubblicati il 23 dicembre.
Il 2 settembre scorso Guido Bertolaso prometteva: "I 18.000 aquilani che hanno avuto la casa inagibile saranno sistemati nelle nuove case antisismiche" e, per quanto riguardava i tempi della costruzione di MAP e CASE, allo scopo di estirpare ogni dubbio su rapidità ed efficienza del piano, aggiungeva: "A dispetto delle critiche siamo nel rispetto dei programmi". Che allora significava: MAP e CASE per tutti i titolari di case E, F o in "zona rossa" entro fine novembre.
Ad oggi, oltre 12 mila persone, titolari legittimi di un posto "nelle ville" di Berlusconi e Bertolaso da oltre un mese, hanno passato la vigilia ed il giorno di Natale in sistemazioni precarie, in case di parenti ed amici o, nei casi peggiori ma non per questo meno frequenti, in abitazioni fuori dalla provincia.
Tutto questo senza considerare il cospicuo numero di abitanti titolari di case classificate B o C (quindi abitabili dopo ingenti lavori di ristrutturazione).
Il 6 giugno scorso, quindi oltre 6 mesi fa, con l'ordinanza numero 3779 [PDF], il Presidente del Consiglio determinava le norme che avrebbero definito le procedure per i lavori di ristrutturazione di case non completamente distrutte (ovvero anticipo dei pagamenti da parte dei residenti e rimborso successivo da parte di Fintecna e consorzi associati, attraverso sistemi rateali o credito d'imposta).
Tre mesi più tardi, una circolare firmata dal vicecommissario del D.P.C. Bernardo De Bernardinis consentiva ai cittadini stanchi di abitare in tende o in alberghi lontani centinaia di chilometri dalla propria abitazione, di ottenere, una volta avviati i lavori, una "agibilità in corso d'opera" per poter tornare a vivere nelle proprie case seppure in presenza di profonde lesioni ancora da sistemare.
Stando alle ultime cifre relative al mese di decembre, su 5843 domande presentate per i contributi da ristrutturazione solo 930 risultano essere quelle evase dai consorzi occupati della gestione dei fondi, Reluis e Cineas (cifre che il Vicepresidente del Consiglio Regionale abruzzese, Giorgio De Matteis, colloca molto più al ribasso).
Le altre 4900 famiglie, pronte a rientrare a casa e far partire i lavori di ristrutturazione, oggi sono in attesa di qualcosa di oscuro (forse dei fondi che tardano ad arrivare). Ed assieme alle altre famiglie sparse tra alberghi teramani e pescaresi, caserme della provincia e case racimolate in ogni angolo della regione, in queste ore festeggiano un Natale a distanza e, con esso, il miracolo che non c'è.
9 commenti:
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Preciso come sempre! Purtroppo non frega un cazzo a nessuno....
RispondiEliminaSi, ok, a nessuno di quelli a casa al calduccio, nel resto d'Italia, ma possibile, ripeto POSSIBILE che NESSUNO a l'Aquila faccia un bliz da qualche parte, alla sede rai, davanti alle telecamere, dove cazzo gli pare, urlando "...'A CAZZARO LAMPADATO, NUN È VERO GNENTEEEEEEEE!!! MENTI SAPENDO DI MENTIRE, ANFAME FRACICOOOOOO!!! 'A PULCIAROOOOO!!!"
RispondiEliminaPossibile che a nessuno di quelli che si vedono mentire sulla propria pelle, col sorriso a 32 denti, venga da reagire?
Possibile?
La penso come Arcureo. Il lavoro di documentazione che tu hai costantemente svolto è certamente prezioso e noi te ne siamo sinceramente grati. Purtroppo, per la causa degli Aquilani, non basta: solo essi stessi possono difendersi, e mi rifiuto di credere che non ci sia modo a L'Aquila di organizzare un minimo di manifestazione del tutto improvvisata. E' una cosa che sostengo dall'inizio: nessuno può salvare chi non vuole farsi salvare.
RispondiEliminaQualcosa gli Aquilani fanno. Mi pare che ci sia qualche comitato che cerca di reagire. Mi pare che Anna alias Miss Kappa ne faccia anche parte di uno di essi.
RispondiEliminaTu sei straordinario nel fare questa denuncia costante. Non mollare. Saremo in pochi, ma non sei solo.
Arcureo,ma ce fai o ce sei?secondo te esiste un giornalista che ha il coraggio di dire la verità?le TV le controlla lui,solo sul WEB se po di,e sai perche?siamo in pochi per ora non facciamo paura,l'insetto del primo gli fa propaganda e a lui va bene così,al resto ci penserà.Se riesce a prendere anche il potere GIUDIZIARIO,il gioco è fatto,REGIME compiuto,per ora è ancora IMPERFETTO
RispondiEliminama a chi l'ha votato gli sta bene!dovete smetterla di credere alle balle che racconta.ma perchè lo votate?perchè nei sondaggi sale sempre?perchè vi va bene così...buon per voi.a me fa vomitare
RispondiEliminaEppure i subalterni di Bertolaso hanno pubblicato la "verità" sulla sistemazione alloggiativa nei C.A.S.E.:
RispondiElimina- Arischia 96 persone; - Assergi 96; - Bazzano 1542; Camarda 296; Cese di Preturo 1574; Collebrincioni 165; Coppito2 158; Coppito3 865; Gignao 279; Paganica 1 326; Paganica2 984; Pagliare di Sassa 798; Roio1 160; Roio2 351; Sant'Antonio 961; Sant'Elia1 577; Sant'Elia2 343; SassaZonaNSI 1214; Tempera 463; per un totale di 11.221 persone alloggiate prima di Natale nei 19 c.a.s.e.. Nelle 17 aree dove hanno montato dei M.A.P., invece, alloggiano solo 1352 persone.
Vale la pena di ricordare che le case dei C.A.S.E.(non ancora tutte finite: ne mancano 31 delle 184 previste) sono tutte leggere più o meno come i moduli dei M.A.P. ma poggiano su basi antisismiche ULTRA-pesanti e SUPER-costose perchè fatte con tanto cemento degli "amici" della Todini e con tantissimi tubi in ferro della Marcegaglia.
Perché pochi riconoscono chi è stato veramente miracolato dal Signore del partito dell'amore?
E il ponte ... arriverà?
Luciano
@ Anonimo infatti mica dicevo che dovrebbero essere i giornalisti a sputtanarlo. Quelli li abbiamo persi. Dicevo un blitz delle persone "normali".
RispondiEliminaCerto, se poi nessun giornalista la documenta, qualsiasi manifestazione, anche la più eclatante, resta inascoltata (se non per i presenti) per cui siamo daccapo...
RESTA SOLO DA LANCIARGLI UNA STATUINA DELLA BASILICA DI COLLEMAGGIO IN PIENO VISO...SPERANDO DI RISOLVERE DEFINITIVAMENTE IL PROBLEMA: verrà santificato ma avrà finito di rovinare l'Italia
RispondiElimina