Sarebbe bastato non muovere un dito. Ignorare l'intera questione fin dal principio avrebbe portato gli stessi benefici sull'argomento "tasse" che i cittadini della sventuratissima città dell'Aquila e dell'intero "cratere" terremotato d'Abruzzo ottengono oggi dopo una decisione intrapresa meno di 48 prima dell'ultimo secondo utile.
Il 30 dicembre, con la realizzazione del consueto decreto milleproroghe, combinato assieme alla contemporanea ordinanza 3837, il governo ha inserito la questione fiscale abruzzese al suo interno, procrastinando per tutti i cittadini terremotati l'avvio del pagamento di tutti i tributi al 30 giugno 2010.
Una soluzione di apparente banalità e buonsenso che il corso degli eventi e le dure prese di posizione al limite dell'insindacabilità delle autorità governative hanno trasformato in una richiesta folle ed irricevibile.
Le numerose proteste della cittadinanza, le pressioni mai cessate da parte delle autorità locali (Comune, Provincia e persino piccole porzioni della giunta regionale abruzzese del centrodestra) e l'attenzione duratura sulla vicenda mostrata senza sosta dalla stampa locale e da internet ha vinto sugli evidenti e malsani interessi di bilancio dell'esecutivo.
Il governo è stato così costretto a fare un passo indietro di non poco conto. Smentendo anche le indiscrezioni che parlavano di benefici esclusivi per i soli lavoratori autonomi e di brevissima durata.
L'interminabile catena di dichiarazioni, leggi, smentite e promesse sul tema fiscale prese vita nemmeno tre mesi dopo il tragico sisma, il 1° luglio 2009, con l'approvazione del decreto-legge "anticrisi". All'articolo 25, dal titolo "spese indifferibili", l'esecutivo, inaspettatamente, ordinava la ripresa della riscossione dei tributi dai comuni del cratere a partire dal 1° gennaio 2010.
Appena 86 giorni dopo il sisma, senza C.A.S.E. o M.A.P. e in piena "fase tendopoli", L'Aquila era già una spesa indifferibile.
Le proteste intraprese dalla popolazione locale, che allora godevano ancora di un flebile interesse da parte della grande informazione nazionale, contro una decisione vista come offensiva oltre che chiaramente inutile in termini macroeconomici portarono il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti a garantire una confortante promessa, anche se vana nella fattispecie: la proroga dell'esenzione tributaria per mezzo di ordinanza della Protezione Civile (tecnicamente non predisposta a gestire direttamente questioni di natura meramente fiscale). Un'ordinanza che non arrivò mai.
Eppure, dopo la dichiarazione del Ministro dell'Economia, ci furono ben quattro occasioni in Parlamento per rimuovere la decisione intrapresa agli inizi di luglio. Nulla da fare. Le decine di emendamenti alternativi o abrogativi all'articolo 25 presentati da PD e IDV furono respinti in massa in tutti i passaggi, commissioni e plenaria, con il significativo voto contrario dei senatori abruzzesi del PDL: Di Stefano, Pastore e Tancredi.
Nonostante il lieto finale, la posizione quantomai irremovibile del governo e dell'intera maggioranza avevano piena conferma fino a pochissime settimane fa, con la presentazione della Legge Finanziaria in Camera e Senato, in cui la maggioranza riaffermava la scelta intrapresa in estate: ripristino del 100% degli arretrati ed in 60 rate, dopo una sospensione durata appena 8 mesi.
E' stato necessario arrivare al 30 dicembre ed assistere ad una saga inutile oltre che controproducente per poter assistere ad una giusta vittoria delle pretese locali abruzzesi, con la procrastinazione della riscossione dei tributi destinata a data da determinare.
Un atto senz'altro ineccepibile e meritevole di lode, ma al tempo stesso dovuto, in virtù delle decine di migliaia di persone viventi ancora oggi in sistemazioni precarie, in albergo, nelle caserme, in case di parenti o amici o all'interno delle proprie abitazioni ancora lesionate, moltissime prive di un reddito anche minimo.
Con questo salvataggio in zona calcistica "Cesarini", questo provvedimento finisce per assumere le caratteristiche di un gesto magnanimo di straordinaria generosità da parte del governante, un'inatteso segno di benevolenza ed attenzione, un regalo natalizio da parte di chi "non era tenuto a disturbarsi".
D'altronde la carota è più saporita se segue il bastone.







Se l'Aquila non avesse patito il terremoto (6 aprile 2009), sarebbero rimasti degli uccellecci spennati col piombo nelle ali.
RispondiEliminaLa Provvidenza di Dio, come si sa, è benevola, e Berlusconi è stato la mano di Dio per aiutare gli Aquilani.
Se fossero stati in Irpinia (1980) avrebbero potuto solo DEMITIZZARE Ciriaco.
beh tutto è bene quel che finisce bene... neutralizzalo e mettilo su alla fonte, dove non vado da una settimana (che vergogna, avremmo almeno dovuto scrivere che andavamo in vacanza :S )
RispondiEliminaLa cosa triste è sempre il dover lottare per qualcosa che dovrebbe apparire naturale e scontato.
RispondiElimina@ la Volpe
RispondiEliminaCe la siamo presa troppo comoda, effettivamente...
Bisogna tornare operativi al più presto. Il pezzo arriverà mooolto rapidamente.
Intanto, visto che ancora non sono riusciti a darteli, augurissimi di buon anno!!
Grande Silvio, ora lo voto
RispondiEliminaLOL
Una cosa ancora non mi è chiara, l'ordinanza è valida per i residenti nei 57 Comuni del cratere o per tutti i residenti della provincia dell'Aquila, o per chi?
RispondiElimina@ anonimo
RispondiEliminaL'ordinanza è valida per tutti i cittadini dei comuni del cratere, così come sono stati individuati da Governo e Protezione Civile.
In altre parole, riconferma il precedente provvedimento di sospensione dei tributi inserito nel decreto-legge 39 con cui il governo affrontava la questione terremoto, che già faceva riferimento ai soli comuni del "cratere".
Vorrei precisare che dall'esenzione sono rimasti esclusi i mesi di novembre e dicembre 09! L'esenzione sembra essere per tutti i cittadini anche se non ha senso agevolare chi non ha perso una casa o il lavoro: "aiutare" tutti equivale ad "aiutare" meno chi ha effettivamente bisogno.
RispondiEliminaUn 26enne terremotato che ha perso casa ed amici
In sostanza, detta in soldoni e tanto per semplificare, hanno "concesso" a chi non ha più nulla, di non pagar nulla. Che bravi!
RispondiElimina