lunedì 25 gennaio 2010

Le primarie pugliesi tra plebisciti, speranze e lezioni di democrazia



L'esito finale ha superato ogni più fervida immaginazione. Il governatore uscente Nichi Vendola (SEL) ha stravinto le primarie del centrosinistra in Puglia, raccogliendo il 73% delle preferenze, contro il 27% racimolato dallo sfidante Francesco Boccia (PD).
La "macchina militare" del PD, costruita attorno al divieto per gli esponenti del partito di annunciare sostegni ufficiali al Presidente in carica e alla massiccia chiamata "alle armi" per la giornata di ieri, non è stata in grado di sovvertire i pronostici che davano per vincente (sebbene non con tali percentuali bulgare) il "rivoluzionario gentile".

Pronostici che, stando alle statistiche, avrebbero dovuto essere profondamente diversi, considerando gli appena 40 mila voti raccolti da Vendola nelle primarie del 2005 e i 174 mila votanti alle primarie del PD dell'ottobre scorso.

Quelle che diversi organi di informazione, con intenti dolosi più che colposi, hanno definito erroneamente "le primarie del PD", segnano un risultato che destinerà a far discutere molto nei prossimi giorni i vertici di Via Sant'Andrea delle Fratte. E ad aprire una resa dei conti all'interno che le minoranze del PD hanno deciso di procrastinare immediatamente dopo le regionali di marzo.

La dura faida creatasi tra i due sfidanti nei giorni scorsi si è richiusa istantaneamente ieri sera, con la conferenza stampa congiunta dei due "avversari" nella sede del vincitore, preceduta dallo sportivissimo applauso tributato al perdente da parte dei militanti vendoliani assiepati fuori dalla "Fabbrica di Nichi" e il caloroso abbraccio tra i due.

Emblematici in particolare alcuni dati locali del voto. A Fasano, paese d'origine dell'assessore regionale Fabiano Amati, autore del provvedimento di ripubblicizzazione dell'acquedotto, ma anche del fedelissimo dalemiano Nicola Latorre, Vendola raccoglie l'85% dei voti. A Taranto, città nella quale Francesco Boccia per 3 anni ha ricoperto l'incarico di commissario liquidatore, questi non va oltre il 35%.
A Gallipoli, storico ed incrollabile feudo dalemiano, Vendola conquista oltre il 77% dei voti.

Ma il dato senz'altro più importante proveniente dal tacco d'Italia è quello dell'affluenza alle urne: 192 mila i votanti. Circa 3 volte il numero raggiunto nel 2005, ben 20 mila voti in più delle pubblicizzatissime primarie nazionali democratiche.
Numeri che suonano come un requiem politico per quelle alte sfere del Partito Democratico impegnate per mesi a costruire candidature a tavolino ed accordi elettorali segreti, avversando ogni richiesta di decisione popolare.

Se il principale partito di opposizione di questo paese, il suo evanescente segretario ed il suo deus ex-machina tuttofare avessero proseguito sulla strada delle candidature dall'alto e del superamento degli interessi locali, oggi la "Puglia progressista" avrebbe un altro candidato. Un candidato utilissimo in una logica di allargamento al centro, ma per nulla gradito dall'elettorato pugliese.

Il principio dell'alleanza necessaria con l'UDC ieri ha subito un duro colpo, oltre che un grave affronto.

Per qualcuno questa è l'anticamera di una certa sconfitta elettorale.
Eppure la storia politica italiana, in particolar modo quelle stesse elezioni regionali del 2005, dovrebbero insegnare che la politica è fatta di dinamiche complesse, di volontà elettorali variabili. Che è offensivo, oltre che stupido, concepire le preferenze di una lista politica come un pacchetto azionario da spostare a destra e a sinistra a seconda delle opportunità del momento.

Le vittorie politiche non si fanno solo con le alchimie decise a Roma. Non si può trasformare una regione in un piatto di lenticchie da garantire al miglior offerente. E nemmeno utilizzare una realtà regionale così importante e complessa quale è quella pugliese come una "dote" da offrire ad un coniuge bigamo per un azzardato matrimonio d'interessi.

La politica dovrebbe essere innanzitutto libera espressione della volontà popolare. E sostegno continuo alle iniziative dal basso. Principi che dovrebbero essere l'ABC di soggetti politici "democratici".

Il Presidente uscente e neo-ricandidato Nichi Vendola qualche giorno fa dichiarava:
"Hanno un rapporto nevrotico con la modernità e non hanno mai davvero chiuso i conti col passato. Ma di tutta la grande narrazione politica comunista, quelli come D'Alema e Bersani hanno conservato un solo tratto, il fascino supremo del comando. L'illusione di poter imporre alla base qualsiasi scelta, per quanto impopolare, in nome del fine superiore del partito. Soltanto che questo fine superiore non esiste più. E alla lunga, senza un'utopia, una trascendenza, la gente prima o poi si stufa di obbedire".

Ieri i democratici pugliesi non hanno affatto obbedito.

15 commenti:

  1. Come sempre, ottima anlisi, sopratutto l'indicazione delle percentuali di voto

    e concordo con Vendola, non esiste un "bene superiore" che non sia il benessere e il buon governo dei cittadini e questo obiettivo finale e' stato d atanto, troppo tempo, perso di vista dal PD
    Punzy

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  2. Ieri ha vinto la gente. E questo é un segnale forte ed importantissimo.

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  3. aria nuova per il centro-sinistra. ora abbiamo un nuovo leader acclamato dal popolo. cioè dal basso. senza alchimie e giochi di potere.

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  4. mi diverte anche pensare al fatto che l'UDC andrà da sola con la Poli Bortone...

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  5. @ la Volpe
    Ho terminato il post qualche istante prima dell'annuncio a sorpresa di Casini e Buttiglione.
    Se ieri Vendola ha dato una sberla politica alla guancia sinistra di Massimo D'Alema, oggi Casini ha fatto altrettanto con la guancia destra.

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  6. Ma alla fine chi avrebbe vinto?
    O, per meglio dire, chi vincerà in Puglia alle prossime Regionali?
    Di sicuro non il Pd, già 'mollato' dall'Udc e da molti elettori delusi di sinistra...
    In attesa di un nuovo Segretario nazionale del Pd (anche Bersani è 'a scadenza' come gli yoghurt...)

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  7. "Nessun parere vincolante in merito alla possibilità di costruire centrali nucleari: il parere degli enti pubblici, e dunque dei comuni e delle regioni resta obbligatorio ma non vincolante"

    se berlusconi non fa marcia indietro su questo punto mi sa che Vendola e molti altri di sinistra faranno il pieno di voti alle prossime elezioni (incluso il mio voto)

    ps. me lo ricordo ancora Casini quando pochissimo tempo fa inneggiava al nucleare.

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  8. Ma io veramente spero che la gente la smetta di credere in D'Alema e nelle sue balzane idee. La risposta che Pd e udc facevano pena è la nuova candidata di Casini. La Poli. Ex MSI.
    Ma dai. Stiamo esagerando con le prese per i fondelli, è meglio che lo capiscano. Davvero.

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  9. Ne avesse il PD di gente come Vendola. Bravo Niki.

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  10. Per una volta ha vinto la base... Che ha dato un segale chiaro ai vertici PD...

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  11. Trovo i tuoi post molto interessanti, ho fatto un copia incolla sul mio blog citando la tua fonte, spero non ti dipiaccia.
    linda

    http://italianiscostumati.splinder.com/

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  12. http://www.gadlerner.it/2010/01/25/linfedele-e-il-ciclone-nichi-vendola.html#comments

    Ho postato un tuo vecchio post sulla Puglia sul blog di Gad Lerner...puoi leggerlo.

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  13. Il Partito Democratico sta scivolando sempre più in basso. Per la prima volta non avrà il mio voto, in occasione di queste amministrative.

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  14. Tutto molto bello.pero una grave scorrettezza nel tuo articolo c'e.e cioe hai omesso di ricordare che la necessita dell allargamento delle alleanze con l udc il primo a volerlo e stato proprio vendola, ed e andato oltre, nominando assessore all agricoltura uno uomo dell udc, unilateralmente cosa a mio avviso ancor piu scandalosa.a comprovare, se mai ce ne fosse bisogno, la determinazione del governatore ad aprire all udc anche le sue risposte alle famose dieci domande di boccia.
    e strano che questo passaggio centrista del governatore venga sempre omesso o nascosto dai suoi sostenitori.

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