giovedì 6 maggio 2010

Il GIP di Firenze archivia. Scende il silenzio forzato sulla morte di Niki Aprile Gatti



E' stato il più grande scandalo economico e politico degli ultimi tempi. La vicenda Telecom Sparkle-Fastweb si è configurata da subito come una truffa dal respiro internazionale costruita attorno alle regole degli inganni e degli insabbiamenti di un tempo, viva espressione di questa imperitura liaison dangereuse che unisce in una sorta di gioco perverso mafia (le 'ndrine di Isola Capo Rizzuto), politica (l'ex senatore del PDL Nicola Paolo Di Girolamo), compagnie telefoniche internazionali (Telecom e Fastweb), neofascisti legati all'alta finanza e alla criminalità organizzata (Gennaro Mokbel), ufficiali delle forze dell'ordine (Polizia di Stato e Guardia di Finanza) e alcuni commercialisti di fiducia.

Una storia di alta criminalità stile anni '70 catapultata con forza ai giorni nostri.

L'articolato puzzle internazionale ruota attorno ad una serie innumerevole di giganteschi flussi di denaro che appaiono e scompaiono tra San Marino e Londra, Hong Kong e Isole Cayman, per poi affluire come un torrente in piena in conti ben coperti nelle filiali degli istituti di credito italiani.
E' proprio l'asse San Marino-Londra a spuntare in occasione di altre truffe telefoniche italo-europee: Phuncards-Broker, Eutelia e l'inchiesta Premium.
Ed è in quest'ultima che entra con un ruolo da "protagonista involontario" Niki Aprile Gatti, ragazzo di appena 26 anni, programmatore per una delle aziende incriminate (la Oscorp SpA), trovato morto nel carcere di massima sicurezza di Sollicciano (FI) dopo appena 4 giorni dal suo arresto.

Apparentemente è il più classico dei suicidi: Niki viene trovato impiccato ad una corda costruita con strisce di jeans e lacci di scarpe nel bagno della cella numero 10, IV sezione. Ma solo apparentemente, perché troppe cose lasciano pensare ad una mano estranea responsabile di una vita spezzata nel fiore degli anni. Una mano senza nome, ma che trasforma un ragazzo suicida in un ragazzo "suicidato".

Oggi, con la decisione del GIP del Tribunale di Firenze di archiviare l'indagine sulla sua morte (nonostante la dura opposizione di sua madre, Ornella Gemini, spesso definita "madre-coraggio" per la straordinaria tenacia dimostrata durante questa durissima battaglia), Niki Aprile Gatti torna ad essere a tutti gli effetti, ma contro ogni logica, un "suicida".

Il 19 giugno del 2008 Niki riceve la telefonata della madre del titolare/socio dell'azienda per cui lavora: lo informa che il figlio è stato arrestato e lo invita a recarsi dall'avvocato aziendale, Franco Marcolini, per avere spiegazioni.
Niki non ha ragioni per temere nulla e si reca dal legale dell'azienda. All'uscita, ore 14:30, viene tratto in arresto. L'accusa: frode informatica.

Non viene trasferito al carcere di Rimini così come avviene per gli altri 17 arrestati, ma, solo fra tutti, presso quello di massima sicurezza di Sollicciano. A differenza degli altri imputati non si avvale della facoltà di non rispondere. A domanda risponde. E cerca di aiutare i magistrati nella ricerca di possibili informazioni.
Al termine dell'interrogatorio di garanzia Niki è l'unico tra gli indagati ad aver collaborato. Ed è anche l'unico al quale viene confermata la custodia cautelare in carcere; per i "silenziosi" scatta invece il privilegio degli arresti domiciliari.

E' il 23 giugno. Poche ore più tardi, nella mattinata di martedì 24 giugno 2008 Niki viene trovato morto dai suoi compagni di stanza.
E' un suicidio. E' questo ciò che affermano le autorità inquirenti sin dai primi istanti. E' questo ciò che ha certificato ieri il GIP di Firenze. Lasciando decine di dubbi e questioni fondanti irrisolti.

Resta senza motivazioni la scelta di condurre un incensurato di 26 anni accusato di un reato lieve (frode informatica), solo tra tutti gli altri arrestati, in un carcere di massima sicurezza.
Non si hanno chiare spiegazioni sul perché alla madre di Niki, Ornella, fu riferito della sua detenzione presso il carcere di Rimini (nel quale, invece, Niki non mise in realtà mai piede).
Si conclude con un punto interrogativo la presunta telefonata di rito che Niki avrebbe fatto a sua madre dal carcere ma che in realtà non venne mai ricevuta.
Non si comprende sulla base di quali informazioni le agenzie di stampa uscite immediatamente dopo gli arresti definivano Niki Aprile Gatti titolare della Oscorp (come a volerne accentuare la presunta colpevolezza), quando in realtà questi deteneva appena il 9% del pacchetto azionario.
Rappresenta una profonda anomalia la scelta di Niki di recarsi presso l'avvocato dell'azienda, incontrando l'inevitabile arresto, anziché fuggire come avrebbe fatto chiunque sapesse di essere colpevole di qualcosa.
La procura di Firenze non spiega come sia stato possibile che alle ore 20:58 del 20 giugno venisse recapitato a Niki (che allora si trovava in carcere) un telegramma proveniente dalla sua stessa abitazione (che per logica avrebbe dovuto essere sotto sequestro) che gli ordinava di nominare un nuovo avvocato.
30 giorni dopo l'arresto, il marito di Ornella trovava l'appartamento di Niki a San Marino completamente svaligiato. La Procura di San Marino dopo diversi mesi archivia la denuncia di furto attribuendo ogni responsabilità dell'espoliazione all'ex ragazza di Niki. Eppure non si hanno tracce del pc di Niki, così come non emergono ragioni valide a dimostrare come ciò sia potuto avvenire nella casa di un ragazzo indagato per truffa e successivamente ritrovato morto.
In seguito anche la sede della Oscorp SpA venne ritrovata dal commissario liquidatore privata di ogni bene. La sua denuncia di "smarrimento" venne archiviata come la precedente sulla base di 2 fatture che dimostrerebbero la vendita di tutti i beni dell'azienda. Eppure tali fatture risultano emesse prima del 18 giugno, data in cui Niki era ancora regolarmente a lavoro con il suo pc e con tutti i beni ancora in possesso dell'azienda.
Il verbale del carcere attesta un sereno dialogo tra Niki ed un agente (non meglio identificato) alle ore 10 del 24 giugno, stessa ora e data in cui la perizia data la morte di Niki.
Re
Continua a destare sospetti di non poco conto il fatto che la morte sia avvenuta durante o subito dopo l'ora d'aria in cui c'è piena libertà di movimento nel carcere. Così come li desta la misteriosa sparizione della prima richiesta di opposizione all'archiviazione presentata da Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti.
Le testimonianze dei suoi due compagni di stanza, fondamentali nel confermare il suicidio, non collimano.
Restano al loro posto, come macigni abbandonati, le testimonianze dei tanti che hanno visto Niki negli ultimi giorni di vita in carcere che ne attestano la totale serenità di spirito e la sua decisione di collaborare liberamente con gli inquirenti.
Non trova risposta il dubbio sul fatto che lacci di scarpe e strisce di tessuto jeans possano sorreggere il peso di un uomo di 92 chilogrammi, così come non la trovano la questione sulla legittima presenza di lacci di scarpe in un carcere di massima sicurezza o la capacità per un detenuto di creare a mano strisce di tessuto jeans.

Numerosi dubbi nei quasi due anni che ci separano dalla morte di Niki Aprile Gatti non hanno ancora trovato chiare risposte. E ad essi i giudici competenti non hanno finora ritenuto di doverne dare. Inserendo Niki, la sua storia e la sua morte in quel vastissimo spazio che così spesso chiamiamo "Misteri d'Italia".

PS: Leggete anche "Archiviata la morte di Nichi Aprile Gatti" de L'incarcerato e "Nichi Aprile Gatti e la sua seconda morte: archiviato dallo stato italiano!!", di Ornella Gemini.

16 commenti:

  1. Ammetto la mia totale ignoranza riguardo a questa storia, e devo dire che mi ha turbato parecchio. Ho l'impressione che questo poveraccio si sia ritrovato in una vicenda molto più grande di lui, e che come al solito ci sia qualcuno in alto che stia tentando, con successo, di mettere a tacere tutto.
    P.S. Hai mai pensato di fare un provino per la conduzione di "Blu Notte"? Il tuo modo di raccontare farebbe invidiare Lucarelli...

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  2. Grazie Alessandro,
    hai fatto un sunto di tutta la "storia"
    encomiabile!
    Grazie (lo hanno ripreso anche informare per resistere e http://informazionesenzafiltro.blogspot.com/2010/05/il-gip-di-firenze-archivia-scende-il.html)
    Grazie un bacio
    Ornella

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  3. Caro Alessandro, hai scritto un bellissimo articolo. Hai sintetizzato in maniera ottimale la storia, e con i giusti collegamenti.

    E sei uno dei pochi che ha capito tutta la storia altamente complessa.

    Sei in gamba!

    Prima o poi dovremmo aprire un sito unico di sole inchieste.

    Io non mi arrendo, arriveremo alla verità. E' questione di tempo.

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  4. A proposito, anche se hanno pubblicato il mio ultimo post sull'archiviazione. Manda il tuo articolo ad Agoravox. Chiarisce ulteriormente la storia!

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  5. bell'articolo.conoscevo a grandi linee la vicenda di Niki ma non le implicazioni. Ma perchè di questa terribile storia ancora non se ne parla in tv? voglio dire di elementi ambigui per crearne un caso mediatico ce ne sono....

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  6. bravo alessandro, proprio bravo! la questione, ora, è di come far arrivare questa notizia al grande pubblico. nel mio piccolo ti linko, te, l'incarcerato e ornella. ciao, a.

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  7. Grandissimo post Alessandro! Grazie davvero! Nonostante il duro colpo, la battaglia continua.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Elimina commento da: Il blog di Alessandro Tauro


    upupa ha detto...
    Caro Alessandro sei stato molto chiaro, preciso ed esaustivo nel riportare la storia di Niki;la tua onestà intellettuale è ammirevole cosa che,purtroppo,non abbiamo potuto riscontrare nei diversi "tutori" della legge.Ma esiste poi questa legge? Comincio a dubitarne. Così come dubito della serietà,professionalità,equità dei singoli "amanuensi" atti al mantenimento e alla tutela dei cittadini.Questi non possono fregiarsi del titolo di "magistrati" perchè,in questo caso, si sono limitati ad obbedire a chi ha voluto,.per la seconda volta,distruggere un ragazzo di soli 26 anni colpevole solo di aver creduto ad un mondo onesto e pulito.Nessuno ha voluto( potuto) leggere i fatti reali così come li hai riportati tu.Li hanno letti,forse, in preda alla loro schiavitù di pensiero e di azione,alla loro incapacità di cogliere e difendere la verità...o la verità non hanno voluto(potuto) vederla?Io credo alla seconda ipotesi e penso che occorra riflettere molto sul funzionamento delle istituzioni e su chi le rappresenta...
    Senza fare ulteriori polemiche o cadere in costrutti scontati,siamo tutti potenziali ostaggi di un potere assoluto che si nutre di collusioni e ama giocare alla roulette russa con i propri cittadini... In fondo si chiedeva solo di approfondire le indagini e di indagare ulteriormente sulle incongruenze evidenti riportate anche nelle carte ufficiali...ma noi siamo solo semplici cittadini...pedine inermi di chi tutto gestisce, anche la vita e la morte...
    Scusa se mi sono dilungata ma la rabbia è tale...Jolanda Gemini (zia di Niki)

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  10. @ Alessandro
    Certezze su questa storia è di fatto impossibile averne. Ma per quel poco che se ne può comprendere, una frase come la tua "Ho l'impressione che questo poveraccio si sia ritrovato in una vicenda molto più grande di lui, e che come al solito ci sia qualcuno in alto che stia tentando, con successo, di mettere a tacere tutto" credo sia quanto di più aderente ci sia alla verità.
    Ti ringrazio di cuore per i complimenti, ma esageri. Troppo troppo gentile!

    @ Ornella
    Grazie di vero cuore. Sentirselo dire da te è il massimo che possa capitare. Sai bene che il sottoscritto non archivierà mai la storia di Niki.
    Resto al tuo fianco fino in fondo. Un abbraccio!

    @ l'incarcerato
    Grazie grazie e grazie ancora. Vedersi fare tanti complimenti da una delle persone più informate in assoluto sull'intera vicenda è un premio migliore di qualsiasi altro.
    Ti dico solo che ho desiderato approfittare della insopportabile notizia dell'archiviazione per rievocare interamente l'intera storia e tutte le enormi incongruenze ancora irrisolte. E naturalmente ci tenevo a non sorvolare nulla...
    Il sito unico dedicato alle inchieste sarebbe un traguardo stupendo. Nel frattempo quando hai voglia puoi provare a inviare qualche pezzo (tra quelli d'inchiesta che strapopolano abitualmente il tuo blog) su Alla Fonte, creato e diretto da Giulio Caroletti, che molto molto spazio offre proprio agli articoli d'inchiesta nazionali ed internazionali.

    Ho provveduto a inviare il pezzo anche su Agora Vox e sono in attesa della pubblicazione. Ho aspettato solo di riavere a disposizione internet per farlo!

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  11. @ anonimo
    Sì, vero. Di elementi per scatenare un caso nazionale ce ne sono fin troppi. Ma sai anche quanto è dura riuscire a far saltare in aria dallo spavento qualcuno in questo paese. Ovviamente io e tanti altri, a partire dall'Incarcerato e Daniele Verzetti, non ci siamo stancati neanche un po' a provarci...

    @ Daniele
    Grazie mille. Gentilissimo come sempre. Inutile sottoscrivere: la dura battaglia non si ferma affatto!

    @ ventopiumoso
    Grazie un milione per i complimenti e ancora di più per il linkaggio dei pezzi dell'incarcerato, di Ornella e del sottoscritto. Grazie mille per la tua attenzione e per la grossa sensibilità che hai dimostrato sulla vicenda.

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  12. vista la tua assenza da msn e l'incapacità di contattarti adeguatamente ho come al solito rubato e ripubblicato il tutto

    dato che segui anche l'incarcerato più di quanto faccia io, non è che riesci magari a segnalarmi cose che possano essere pubblicabili per noi?

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  13. @ Upupa
    Carissima Jolanda, ti ringrazio di vero cuore per aver scritto questo tuo commento in questo blog. E ti ringrazio altrettanto per i complimenti.
    Non servono scuse, il tuo commento ha il diritto di essere lungo quanto merita.
    Aggiungo solo che condivido ogni tua perplessità, ogni tuo sconforto ed ogni tua disillusione in relazione a quell'organo dello Stato che 2 giorni fa ha ritenuto "giusto" non sporcarsi più di tanto le mani ed accertare fino in fondo la verità che tu, Ornella e tutti coloro che hanno conosciuto Niki in vita o negli ultimi due anni (come me) credo meritino.

    Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri sulla vicenda. E torna pure ogni volta che vorrai.

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  14. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Solo una piccola ma importante precisazione. Niki ufficialemnte si sarebbe impiccato con un solo laccio di scarpe. Per "sbaglio" si disse che avesse utilizzato anche i jeans tagliandoli in piccole strisce. Ma poi evidentemente si era capito che non poteva reggere perchè era impossibile che se li sarebbe tagliati con le mani. Ma ovviamente non regge nemmeno la storia di un solo laccio.

    Per il resto confermo tutto quello che penso di te.

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  16. madonna mia ragazzi che italia da incubo,tutti questi impicci,san marino le evasioni fiscali,le truffe telematiche,le grandi aziende,le grandi banche,le mafie l'estrema destra,la massoneria,il parlamento....tutto il peggio.poi il carcere...la morte.
    davvero terribile

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