domenica 30 maggio 2010

Lacrime, sangue e responsabilità



A dispetto dei proclami ottimistici e celebrativi degli ultimi due anni, la tanto attesa manovra finanziaria "lacrime e sangue" sembra aver trovato il suo posto.
La crisi economica c'è, ed è presente in misura epocale. Non ha abbandonato neanche in minima misura il nostro paese e, a lungo andare, rischia di mettere a repentaglio la tenuta, già traballante e fortunosa, della nostra economia.
A certificarlo, ora, in una sorta di inedito viaggio dalla terra della fiabesca sicurezza verso il centro della drammatica realtà, è l'esecutivo stesso, con il varo della prima bozza di finanziaria.

"L'intensità dei fenomeni che vediamo è storica". "Sono momenti difficili". "Questa non è la tradizionale manovra di aggiustamento, ci troviamo davanti ad una crisi diversa dalle precedenti".
Queste le parole scelte dai ministri Tremonti e Maroni e dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per descrivere la realtà economica del momento nel nostro paese.

Eppure, i punti del provvedimento, a 5 giorni dall'approvazione in Consiglio dei Ministri, risultano essere ancora parzialmente oscuri. All'annuncio in conferenza stampa è seguita una 5 giorni di indiscrezioni, critiche, spaccature e smentite a profusione, a cominciare dalla questione "province" per arrivare alla vicenda della firma del premier al pacchetto di misure, che hanno gettato un velo di grossa incertezza sul reale impianto economico e sociale della manovra.

Nessun chiarimento sulla presenza o meno dell'annunciato taglio delle province sotto i 220 mila abitanti, sull'annunciato ripristino del ticket sulle visite specialistiche (che sembrerebbe però essere sparito dall'agenda del ministro Tremonti), sull'entità dei tagli previsti agli enti locali (cifre che si assestano comunque al di sopra dei 10 miliardi di euro e che rappresentano quasi metà finanziaria) e sull'ennesimo controverso condono edilizio sulle "case fantasma".

Gli unici punti certi, oltre al passo indietro del governo sulla tracciabilità dei pagamenti, che ora introduce il limite per le spese in contanti sui 5 mila euro, sono l'allungamento per 12-18 mesi del raggiungimento della pensione per i pubblici dipendenti, il congelamento quadriennale degli stipendi pubblici, l'incremento dei pedaggi autostradali ed una riduzione di stipendi e consulenze per ministri, magistrati e dirigenti pubblici dall'entità ancora non definita, ma presumibilmente non superiore al 10%.

Nessuna voce in capitolo su misure per lo sviluppo dell'economia, a partire da tutela dei redditi ed incentivi alle piccole imprese; il pacchetto sembra fondarsi quasi esclusivamente sui tagli alla spesa pubblica, a partire da quella che coinvolgerà per i prossimi 3 anni tutti i servizi locali: sanità, trasporti, acqua e rifiuti.

Nel mirino, in particolar modo, proprio i servizi sanitari, il vero cuore del bilancio delle regioni italiane. Le regioni commissariate impegnate in una dura attività di risanamento dei conti (Lazio, Campania, Molise e Calabria), quelle in fase di rientro progressivo (Abruzzo e Sicilia) e quelle protagoniste di un inedito virtuosismo di ripianamento istantaneo dell'intero deficit (Puglia, il cui consuntivo sanitario regionale per il 2009 ha rilevato un inatteso "tesoretto" di oltre 800 milioni di euro), rischiano di trovarsi oggetto di una vera e propria mannaia sul bilancio.

Se le indiscrezioni trovano conferma nella presentazione ufficiale del provvedimento alle camere all'inizio della prossima settimana, a pagare i cosiddetti "sacrifici inevitabili" saranno prevalentemente i pubblici dipendenti in termini di retribuzione e di pensionamento e i fruitori dei servizi pubblici locali, che si troveranno oggetto di una drastica riduzione quantitativa e qualitativa delle erogazioni o di un pericoloso incremento delle tariffe. Inviolati, ancora una volta, le transazioni finanziarie ed i grossi patrimoni.

"Con la manovra chiediamo un atto di responsabilità ai dipendenti pubblici. [...] Ai dipendenti dello Stato spetta una particolare responsabilità per il risanamento dello stesso stato" sono stati i due passaggi più rappresentativi del discorso del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Per intenderci, la crisi c'è ed è pesante. E l'onere del sacrificio, adesso, ricade essenzialmente nelle mani di coloro che dovranno assumersi la responsabilità di tale crisi: i lavoratori dipendenti.
L'annoso mistero sulle cause della crisi è stato svelato.

13 commenti:

  1. Questo governo è senza vergogna. È passato dal negare la crisi, ad affermare che la crisi c'è e che occorrono sacrifici, seminando nel mezzo dichiarazioni su una crisi non così grave e su una crisi finalmente superata. Berlusconi ha già dichiarato che è tutta colpa della sinistra, e che non toccherà le tasche degli italiani. Prodi nel suo piccolo aveva cercato di fare qualcosa per contrastare il vero problema italiano, l'evasione fiscale, ma la debolezza del suo governo gliel'ha impedito. Ma adesso c'è il Salvatore, non c'è da preoccuparsi.

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  2. Come sempre si va a frugare negli stipendi dei dipendenti pubblici...i soli che non possono dire di no perchè i soldi li ritirano a monte e così tutti succubi del loro volere...Non si intende smantellare le tantissime auto blu nè tanto meno i privilegi dei politici ...per non parlare dei proventi delle consulenze e dei tanti incarichi che ricoprono in associazioni fantasma,carrozzoni per rubare soldi allo stato.Loro,gli intoccabili,non soffrono la crisi anzi comprano barche e case "mitiche" e noi paghiamo...Questi socializzano le perdite e privatizzano gli introiti...Perchè non fanno pagare l'Ici alla chiesa? Non dico agli edifici adibiti a chiesa,ma alle cliniche,agli alberghi,alle scuole private,alle costruzioni ( migliaia) affittate a caro prezzo...l'elenco è infinito!!!!!!!!Di questa "oscenità" nessuno ne parla...nè destra nè sinistra...Rientrerebbero allo stato un sacco di soldi ...

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  3. Siamo in una strada stagione politica, in cui vengono al pettine rese dei conti nella maggioranza, rese dei conti della crisi finanziaria, rese dei conti nel settore dell'informazione. Come tutto questo si possa tenere, non è al momento chiaro. Io butto giù un'ipotesi, che la manovra finanziaria non vada in porto, affossata da un Berlusconi dimissionario, con nuove elezioni alle porte (o il governo di tutti, quello tanto amato da Casini?)

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  4. certo se berlusconi cadesse, la crisi in atto non si aggraverebbe, ma nemmeno migliorerebbe, visto che la crisi viene da lontano, crisi che va ricercata nella cupidigia, di una nazione che definirei usando un eufemismo governata dal male,nazione che ha un governo fantoccio, di facciata, con due governi occulti che rappresentano i due schieramenti politici, che non fidandosi l'uno de l'altro ogni uno fa il propio interesse, cercando, sotto banco, di non pestarsi i piedi, tenendo all'oscuro il governo di facciata, che dovrà riparare hai danni da loro creati. danni che quando si manifestano,è tropo tardi per rimediarli, vedi la crisi mondiale,da loro creata per cupidigia senza tenere conto delle conseguenze,che hanno generato. io da persona ignorante, abituata a tagliare il superfluo,allontanerei la causa di chi ha creato il tutto, altrimenti ha cosa è servito creare la comunità EUROPEA, che doveva servire ha difenderci dallo strapotere del male,che con menzogne pur di dominare su i mercati mondiali, non esita ha finanziare guerre ,quando non le fa personalmente, chiedendo l'appoggio di altre nazioni, solo perche fanno parte dell' ONU
    organizzazione ormai obsoleta, che permette al male di sopravvivere. se da parte della comunità non prevalesse, l'egemonia del potere, del singolo, ha danno di tutta la comunità,potremmo isolare i responsabili, altrimenti ci porteranno ha fondo,dando cosi valore al loro motto, la tua morte è la mia vita. Vittorio

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  5. contrariamente ai miei standard e al tipo di argomento trattato, provo ad essere sintetico.
    Non sono toccate le rendite finanziarie che hanno contribuito alle speculazioni che hanno portato alla crisi mondiale in atto. I tagli ai "privilegi" della politica hanno la rilevanza di un elefante che si nasconde dietro ad un fiammifero. Hanno avuto la capacità di trasformare una fetta di precari nel pubblico impiego in "disoccupati" precari.
    Continuano a parlare di "crescita" omettendo colpevolmente che ciò non vorrà dire rilancio dell'occupazione.
    ......alla faccia dell'equità.

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  6. Questa crisi non l'ho creata io e non voglio pagarla io. La responsabilità è di questo governo che ha permesso ai furbetti di farla franca e...adesso che i buoi sono scappati, che non è più possibile negare l'evidenza ,chiede sacrifici a chi ha sempre fatto il suo dovere.
    Chi governa ha la responsabilità morale di dare il buon esempio. Perchè ha tutelato i più forti? perchè ha aumentato il divario fra ricchi e poveri? perchè ha fatto fallire la scuola pubblica e la ricerca? Con questa crisi c'è chi si è arricchito a dismisura, ha portato capitali all'estero, ha rubato, ha approffittato.
    Io non intendo pagare questa crisi se non si effettuano prima degli interventi seri su chi ne è il responsabile.

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  7. Mi chiedo: quale traccia lascerà nelle menti e nei cuori del popolo questo periodo di governo dell'attuale maggioranza, sapendo di quanti consensi a favore o contro ha saputo scatenare?
    Mi chiedo ancora: saprà ricordare di questa esperienza e imparare a scegliere a chi affidare le sorti politiche per il futuro?
    Il mio augurio (da sessantenne) è che si mandino in pensione tutti i capoccioni e notabili che hanno superato i settanta anni.
    A una certa età bisogna lasciare ai più giovani il peso di guidare il paese.
    Advocat.

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  8. questo governo è da mandarlo alla ghigliottina lui ed il suo seguito,la colpa di ciò che accade è dovuta alla deficienza mentale di tutti quelli che si sono arroccati dietro ad un esaltato che altro non fa che continuare a dire baggianate a più non posso per nascondere i suoi maledetti interessi bisogna insorgere contro questo meccanismo e mandare a casa sansone con tutti i figli di rifiuto umano per rasserenare lo stato
    ed i suoi cittadini onesti che vivono con il sudore delle fronte,per questo ci rivolgiamo al capo dello stato supplicando di mettere fine a questo stillicidio e promuovere un governo di unità nazionale senza nessun rappresentante di questo governo perchè con questi non si può nemmeno trattare sono ottusi per natura basta ascoltare in sedi loro appropiate o sei con me
    o contro di me questo è il loro schifosissimo motto,mi auguro presidente NAPOLITANO che apra
    l'orizzonte per rompere la piaga anomala che attraversa questa società.

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  9. continua a prendervi per il culo, i suoi interessi li ha gia fatti e continua a farli, ha arricchito i suoi amici ha sputtanato l'Italia nel mondo e continuano a credergli a lui ed ai suoi leccaculi, neanche il caso Alitalia ha insegnato nulla. Si vergognino

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  10. Ormai la politica italiana è sempre più vicino alla comicità. Una comicità amara perchè continua a fregarsene della vita reale dei cittadini, e questa finanziaria è l'esempio. Stiamo assistendo ad un siparietto sul colle... una manovra da firmare con un presidente della repubblica che non conosce nemmeno i contenuti!
    Come al solito lo sappiamo tutti di chi saranno le lacrime
    un saluto

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  11. Ciao,
    è una vera manovra "di classe".Non tocca le banche,gli alti redditi,i grandi patrimoni,le rendite finanziarie,ma toglierà 250 euro al mese ai nuovi down,sordomuti,tetraplegici,cardiopatici,ecc.ecc.
    Oltre a prendersi 5 miliardi dai futuri pensionati,5 miliardi dai lavoratori dello stato e 13 miliardi da regioni,provincie e comuni che pagheranno soprattutto i redditi medi e bassi con tagli ai servizi,a sanità,aumenti di imposte locali,ecc.
    Ma ,appunto,le aliquote e le rendite dei miliardari non si toccano.
    Più evidente di così...
    ma l'Italia non reagirà abbastanza,30 anni di tv commerciale ci hanno bollito e siamo pronti per dittature e guerre,
    ciao.

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  12. quando le leggi vengono fatte da certi personaggi,è come mettere la volpe a guardia del pollaio, e, visto che sono legittimati dal voto,,,dobbiamo subirli,,,( spero ancora per poco )

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  13. Conclusione amara e perfetta. Di fatto le colpe sono sempre dei lavoratori dipendenti e cmq spetta sempre a loro, e loro soltanto, fare sacrifici

    Ed intanto oggi si parte al Senato con il DDL sulle intercettazioni.....

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