giovedì 13 maggio 2010

Polizia di Stato e giustizia fai da te


Il video del pestaggio e dell'arresto di Stefano Gugliotta, su Repubblica.tv.

Si è conclusa come altrimenti non sarebbe potuta concludersi tutta l'intera folle vicenda.
Stefano Gugliotta è tornato in libertà ieri sera.

Sette giorni di carcere, due denti rotti, una ferita sul cranio suturata con diversi punti, traumi in tutto il corpo e un'imputazione per resistenza a pubblico ufficiale. E' questo il bagaglio che il ragazzo romano di 25 anni porta a casa da Regina Coeli.
Dall'altra parte un agente di polizia indagato per lesioni aggravate, un video che lo immortala assieme ad altri colleghi (dalla posizione penale ancora ignota per il momento) in un feroce atto di pestaggio e nessun provvedimento disciplinare.

Il tutto per un puro fortuito caso: la colpa, quella di Stefano, di essersi trovato al posto sbagliato al momento sbagliato. Con la maglietta del colore sbagliato (rossa, come il fantomatico aggressore ricercato dagli agenti). Ma, ancora di più, di fronte alle persone sbagliate.

Il luogo sbagliato è la capitale, Roma, quartiere Flaminio. A due passi dallo Stadio Olimpico.
Il momento sbagliato sono le ore 23:45 di mercoledì 5 maggio. La finale di Coppa Italia ha appena visto trionfare l'Inter sulla Roma per un gol a zero. Nei dintorni dello stadio, come previsto, si scatena il putiferio.

Stefano passa con il motorino in una zona in cui gli agenti della Polizia (in base a quanto riferiranno in seguito) sono a caccia di un ragazzo con la maglia rossa armato di bastone, resosi protagonista di diversi lanci di oggetti verso le forze dell'ordine.
Risponde perfettamente alla segnalazione. E sul motorino, assieme ad un amico, una stampella. Ma lui, Stefano, non c'entra nulla.

Non ha il tempo neanche di capire cosa stia accadendo, che una violenta serie di calci e pugni gli piove immediatamente addosso. Un pestaggio in piena regola compiuto da agenti di polizia (dal numero ancora imprecisato) incaricati di tutelare l'ordine pubblico e di soffocare ogni manifestazione di violenza.
Un caso come tantissimi altri in questo paese; un episodio di giustizia sommaria e di abuso di potere che questa volta si è trovato di fronte un "inconveniente": una ripresa video girata da un testimone oculare del massacro che ha assistito all'intera scena dal balcone della propria abitazione.

Stefano Gugliotta resta in carcere per 7 giorni. I genitori e i delegati di IDV, SEL, Radicali e PD lo trovano in buone condizioni ma ancora parecchio scosso. Non si sente troppo bene, non capisce cosa accade e chiede ripetutamente di uscire.

C'è il video a salvarlo. Ma non gli impedisce di subire una detenzione insensata di 7 giorni. Non gli toglie di dosso con la dovuta immediatezza l'imputazione per resistenza. E non chiude la questione della legittimità di un pestaggio a danno di un civile che si fosse anche reso protagonista di schermaglie con la polizia. Così come non rientra come materia di prova nel tentativo degli agenti responsabili dell'arresto di imporre al ragazzo venticinquenne il rifiuto delle cure mediche.
Ed il video non salva, parimenti, altri due ragazzi, studenti fuori-sede della provincia di Chieti, arrestati la sera stessa. Così come non cura la vertebra rotta di Daniele Luca, aggredito ed investito da una Fiat Marea bianca, presumibilmente da un auto civetta della Polizia.

Ieri il Ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito nel rispondere ad un'interrogazione parlamentare sul caso in questione, il pestaggio violento ed ingiustificato da parte di forze dell'ordine e la duratura reclusione in carcere di Gugliotta, ha incentrato la risposta rimarcarndo i precedenti del ragazzo a titolo di spiegazione per l'arresto: una condanna per furto (di cellulare, compiuto quand'era minorenne a danno di un compagno di scuola) ed un ritiro di patente.

Sempre ieri, poco più tardi, in occasione del rilascio, la Polizia, per mano di un funzionario, ha presentato scuse ufficiose alla madre di Stefano, a nome del questore di Roma e del commissario Prati.

Stefano Gugliotta e la sua famiglia ora chiedono nulla di più che si permetta alla "giustizia di fare il suo corso". Ora non resta che aspettare e comprendere se essa arriverà con altrettanta rapidità e semplicità con cui sono arrivate le scuse ufficiose della Polizia, presentate via telefono da un intermediario.

PS: Il cantautore romano Simone Cristicchi, vincitore di Sanremo e del Premio Tenco, è stato fatto oggetto di una poco velata minaccia da parte del segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, Franco Maccari, il 4 maggio scorso.
Il contestato atto di guerra: la pubblica esecuzione durante il concerto del Primo Maggio a Roma della canzone "Genova brucia", dedicata ai fatti del G8 di Genova del luglio 2001.

"Siamo certi che a Cristicchi non dispiacerà che il suo morbido e artistico culetto venga salvaguardato da quelli che in pratica definisce violenti fascisti e imbecilli esecutori di ordini. [...] Domani, però, molti dei biglietti in vendita presso l’ufficio turistico di Borgotaro saranno acquistati da Poliziotti liberi dal servizio, che sapranno onorare per come merita Cristicchi e le sue canzoni. [...] Da oggi Cristicchi ha un nuovo “fan-club”, che gli invierà affettuosi attestati di stima all’e-mail ufficiale 'info@simonecristicchi.it' e che non smetterà di seguirlo finché questo vile personaggio, ogni qualvolta avrà davanti un microfono, non chiederà umilmente scusa".
Queste le parole rilasciate a mezzo stampa dal Segretario Generale del Coisp, Franco Maccari.
Fonte: Coisp [PDF]

Notizia reperita dal blog Occhioclinico.

14 commenti:

  1. ...in tutto questo fa paura pensare che se non ci fossero stati i telefonini ed internet, quel poveretto sarebbe ancora a marcire in galera senza sapere il perché. Cucchi-style.
    Stiamo diventando peggio di un paese sudamericano...

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Arcureo ha centrato il problema. Questo paese è in caduta libera, può accadere che un ragazzo venga massacrato senza motivo dalle forze dell'ordine e che un questore possa ordinare senza vergogna di controllare la fedina penale dei ragazzi magri e tatuati (notizia di qualche giorno fa: http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/controllate-le-persone-magre-e-tatuate-il-sindacato-di-polizia-contesta-l%E2%80%99ordine-del-questore/1992879)

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  4. vorrei dire di essere indignata ma credo di aver esaurito le riserve di indignazione...avevamo paura delle arbitrarie ronde padane eh? invece la pula...e nessuno che prenda posizione per quei violenti!!!

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  5. Scusa se intervengo qui sul post precedente, ma sono in forte ritardo...
    Volevo riprendere l'dea della dichiarazione che tu hai lanciato. Mi chiedo se non sia possibile farne una versione molto più stringata e chiedere ai bloggers di inserirla come post aul proprio blog, proprio allo scopo di dare una veste collettiva della dichiarazione.
    Basterebbe dire che, nell'eventualità della poventata approvazione di quel provvedimento legislativo, motivi etici mi obbligherebbero a non rispettare quelle norme: questa frase sarebbe in fondo sufficiente. Tutto naturalmente sta a vedere quante adesioni si potrebbe raccogliere.

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  6. Questo paese sta lasciando sempre più l'idea di democrazia!
    un saluto

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  7. In Italia si continuano a scrivere pagine di vergogna...la verità è che questi continuano a comportarsi come sceriffi da quattro soldi con conseguenze atroci per noi poveri cittadini perchè sanno che rimarranno impuniti...per quei due ragazzi abruzzesi arrestai la stessa sera, con le stesse modalità,non essendoci video,continua la carcerazione....
    Indignarsi è proprio poco....

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  8. @ Vincenzo e Alessandro
    L'idea non è affatto male. Era uno dei propositi reconditi che mi ero preposto indirettamente con la stesura del post "Presidente, disobbedisco".
    Tra pochi istanti vedrò di presentare un "proclama" (è un parolone, ma è tanto per dare l'idea) di questo tipo, con una chiara indicazione sul senso di un tale percorso di protesta e con un invito alla più vasta diffusione possibile...

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  9. ciao sono skiatto

    ti andrebbe uno scambio link?

    io ho un blog di satira politica:
    http://www.skiatto.blogspot.com

    se ti piacciono i contenuti puoi anche pubblicarli sul tuo blog...

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  10. Un galantuomo questo Maccari: chi è che gli paga lo stipendio? Noi? Ahiaiai Maccari, a me hanno insegnato che quando un dipendente di chi lo paga minaccia lo stesso c'è il licenziamento per giusta causa, che aspettano al democratico ministero degli interni a prendere provvedimenti?

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  11. Ovviamente verrà punito solo il poliziotto che ha sferrato per primo il pugno.
    Funge da capro espiatorio per far sì che i compagni possano continuare a fare bellamente il loro sporco lavoro.
    E ovviamente degli altri..chissenefrega tanto non c'è il video shock! Cmq i 2 ragazzini ora sono ai domiciliari. Certo che sti poliziotti anzichè beccare i delinquenti veri fra gli ultras, sembra che abbiano presi i primi che riuscivano a trovare..PAZZESCO!!!
    Si dice che questo Stefano avesse compiuto una rapina (come scrivi te rubò solo un cell ad un suo compagno..chi di noi non ha mai rubato nulla? Io da minorenne sì, anche se cose di poco valore), ebbè? Un rapinatore o uno senza patente lo devi menare? Se voleva essere una giustificazione, è stata detta una grande cazzata (da parte di Elio Vito se non erro).
    Il manifesto del COISP è scandaloso. Anzichè andare a Borgoqualcosa, dovrebbero andare nella non lontana Predappio.
    Nel mio blog fra le varie cose ho scritto questo:

    "Le cose inquietanti di questo fatto sono le seguenti:
    solo per aver percorso una via vicina allo stadio, è stato fermato (e vabbè) e poi preso a pugni in faccia e in seconda battuta, dopo una sua richiesta di spiegazioni, preso a manganellate in testa e sul resto del corpo;
    l'adrenalina insita nei poliziotti li ha portati a pestare in gruppo un singolo che ha reagito solo inizialmente;
    dopo aver subito queste violenze, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale (vorrei vedere chi non reagirebbe in certi casi);
    al commissariato gli è stato intimato di firmare il foglio atto a non richiedere cure;
    è stato per ben 7 giorni in carcere (per resistenza? Mi sembra esagerato);
    sembra che verrà punito solo il poliziotto che gli sferrò il pugno iniziale (il classico caprio espiatorio, d'altronde noi siamo un Paese cattolico);
    è stato accusato dal pidiellino Elio Vito di avere precedenti per rapina, lesioni personali, guida in stato di ebbrezza e per uso di droga, come se queste cose, che non risultano dal suo casellario giudizario, possano giustificare un pestaggio arbitrario, come se fosse normale essere pestati da chi deve arrestarti e non punirti fisicamente, perchè, almeno a me, hanno insegnato che si passerebbe dalla parte del torto."

    ONORE ALL'IDV e RADICALI, SEMPRE DALLA PARTE DEGLI OPPRESSI!

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  12. grazie alessandro per la fin troppo generosa citazione. del comunicato di maccari fa specie il linguaggio "salvaguardare il morbido culetto", l'annuncio che lo seguiranno ovunque. mafioso e fascista, non c'è molto da aggiungere. ah sì, oggi ho letto su repubblica del 26esimo "suicidato" in carcere, a siracusa.
    aloa a tutti, a.

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  13. Quei 'Panzoni' della Polizia di Stato messi a dieta dalla cura Tremonti!

    Brunetta li chiama "panzoni" e Tremonti li mette a 'dieta' tagliando i fondi al comparto sicurezza! Loro, i Poliziotti, non ci stanno e scendono in piazza andando ad allungare la lunga lista degli 'scontenti' di questo governo! Ecco un dei tanti momenti delle manifestazione tenute in tutta Italia dal sindacato della Polizia di Stato contro i tagli in finanziaria. «Ci hanno pugnalato alle spalle» recita una delle sagome di cartone. Anche i poliziotti, quindi, scendono in piazza contro il governo e la manovra finanziaria al grido di: «Tagliate gli Sprechi, non la Sicurezza!». Gli unici che finora non hanno scioperato sono politici, imprenditori, banchieri, assicuratori, faccendieri, ladri e farabutti!

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