lunedì 18 ottobre 2010
Le spese pazze del G8 a L'Aquila
Quando Silvio Berlusconi annunciò alla stampa l'intenzione irrevocabile del governo di spostare il summit del G8 previsto per la Maddalena nella terra abruzzese usò termini come "risparmio", "sobrietà", "aiuto".
Era il 23 aprile 2009. Erano passati appena 19 giorni dal tremendo sisma che aveva devastato la città dell'Aquila, moralmente prima ancora che fisicamente. E il capoluogo abruzzese godeva ancora di quell'attenzione spasmodica di stampa e cittadinanza di cui oggi resta solo un amaro ricordo.
Alcuni lessero nello spostamento di un G8 oramai pressoché quasi compiuto verso una città come L'Aquila il segnale di una preoccupante "marchetta politica" trasformata in realtà (Antonio Di Pietro, IDV). Per qualcun altro si trattava più semplicemente di una "scelta irresponsabile" (Paolo Cento, SEL). Per la maggior parte delle autorità politiche (Dario Franceschini) e sindacali del paese (Guglielmo Epifani e Guido Angeletti) si trattava di una straordinaria occasione di rilancio della città terremotata.
L'intenzione del governo, stando alle parole pronunciate dal premier e dal sottosegretario alla Protezione Civile, era triplice: evitare la celebrazione di un vertice di lusso nell'Isola della Maddalena mentre nella terraferma una città era stata da poco rasa al suolo, offrire una buona opportunità di ingresso di fondi governativi esteri per la ricostruzione dei monumenti simbolo della città e far risparmiare alle casse dello stato ben 220 milioni di euro.
Doveva essere un vertice sobrio, economico, in grado di garantire entrate multimilionarie dall'estero per la città dell'Aquila.
Ricordiamo ancora oggi le passeggiate dei coniugi Obama, di Carla Bruni, di Angela Merkel e di José Luis Zapatero tra le rovine di una città stravolta. E con esse le solenni promesse di ingenti aiuti economici che i leader europei ed internazionali fecero stringendo la mano a Silvio Berlusconi.
L'immagine del nostro premier ne uscì straordinariamente vittoriosa: aveva convinto capi di Stato e di governo del calibro di Barack Obama e di Vladimir Putin ad occuparsi della ricostruzione dei monumenti dell'Aquila.
Ad oggi, l'unico paese ad aver mantenuto la promessa è il Kazakistan, con il versamento promesso di 1,7 milioni di euro per la ristrutturazione della Chiesa di San Biagio di Amiternum. Degli altri solo in tre hanno sottoscritto un reale documento di impegno. Ma, al momento, dei soldi non ve n'è neanche l'ombra.
Il primo costoso fallimento del G8.
Il secondo elemento a favore della scelta dello spostamento era la richiesta di sobrietà e di risparmio a fronte di un G8 inutilmente lussuoso nell'isola sarda. Per poter valutare l'eventuale raggiungimento almeno dell'obiettivo "risparmio" giunge in nostro aiuto il consuntivo finale delle spese sostenute dallo Stato italiano per la realizzazione del G8 nella città dell'Aquila, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 ottobre scorso.
185 milioni di euro il costo complessivo per la realizzazione del vertice in Abruzzo. Più della metà di quanto speso per l'organizzazione del summit alla Maddalena, arrivato praticamente ad un passo dalla chiusura. Cifre che non negano ma di certo non confermano l'obiettivo del risparmio da 220 milioni annunciato dal premier.
Resta aperta la questione della sobrietà, una comandamento necessario a fronte di una popolazione privata dei più elementari diritti: la casa, il lavoro, la sussistenza economica, la dignità. Uno sperpero inutile di soldi avrebbe significato uno schiaffo in faccia alle sofferenze di migliaia di terremotati ancora sotto le tende, una mancanza di attenzione e di sensibilità.
Se "la legge del risparmio" annunciata dal premier aveva il ruolo di indicatore dell'attenzione del governo alle soffrenze degli aquilani, le cifre che appaiono da un'attenta lettura dei singoli capitoli di spesa mostrano un governo che del lusso, a due passi dai luoghi della tragedia e della miseria, ha fatto la propria linea-guida.
194 mila euro il costo di "A city to listen to", l'installazione di opere d'arte grafico-musicali nelle stanze del potere internazionale e la realizzazione di stampe e DVD per l'occasione; quasi 2 milioni di euro il costo del catering riservato alle autorità politiche, agli sherpa, ai giornalisti e al personale addetto, terminato prevalentemente nelle casse di Autogrill SpA, Gestione Servizi Integrati Srl e Relais Le Jardin Srl; ben 10 milioni le spese relative ad allestimenti ed arredamenti, tra cui spiccano in termini di incassi B&B Interiors & Design Srl, Composad Srl, Limelite Srl, Poltrone Frau SpA, Semeraro Casa e Famiglia SpA e Tecnarr Srl.
A contendersi la fetta di guadagno relativa alla produzione delle divise per il personale addetto, compresi i dirigenti della Protezione Civile che necessitavano per l'occasione di un guardaroba nuovo di zecca, sono Annalisa Collezioni Srl, Cit SpA, Lanificio Fratelli Cerruti SpA, Lanificio Ormezzano SpA e Securtex Srl, per un totale di 95 mila euro.
Non potevano mancare sulle tavole di un vertice sobrio le ciotoline in argento con tanto di incisione targate Bulgari un regalo per le delegazioni: 45 ciotoline al modico prezzo di 22.500 euro. Così come si sono resi necessari ben 735 frigoriferi per mantenere al fresco il cibo e lo spumante da servire alle autorità politiche presenti: una media di 20 frigoriferi per delegazione. E un totale spesa pari a 130 mila euro.
Un summit all'insegna del risparmio non poteva certo fare a meno degli addobbi floreali (65 mila euro), di una fornitura di spazzole per l'autolavaggio (2.100 euro), di un set di megafoni (3 mila euro) e di 1000 bolliacqua al modico prezzo di 10 mila euro.
Ancora più esorbitanti i costi per le 23 bandiere fornite da Fidanzia Sistemi Srl: 15.960 euro. Circa 700 euro a bandiera. A cui vanno ovviamente aggiunti i costi sostenuti per l'acquisto dei pennoni portabandiera in vetroresina e dei puntali a cipolla colore oro (67.300 euro), delle bandierine per le vetture ufficiali (4.608 euro) e del duplice set di bandiere (92 doppio telo e 68 poliestere, 88.836 euro).
180 mila euro il prezzo del "vessillismo" internazionale.
Anche l'informazione in tempo reale ha i suoi costi. Sono stati oltre 1000 i televisori LCD e Plasma acquistati per il grande evento e oltre 350 mila gli euro spesi per agevolare i guadagni di Cifoni Domenico Srl, Mediamarket SpA, Tecnovisioni Srl e Unieuro.
I seimila libri illustrati sul terremoto, altro omaggio per le delegazioni, sono costati ai cittadini italiani 126 mila euro, mentre le 5 mila brochure "Handbook G8" si sono fermate invece a quota 5.000 euro.
A sostenere ancora una volta la ricerca della piena sobrietà, giungono in aiuto le 60 penne con astucci in radica personalizzati per le singole delegazioni, dal costo di 430 euro l'una, e i 100 posacenere completi di base, costati agli italiani 100 euro cadauno.
Infine, a chiudere lo sfoggio artistico ed economico del premier e del suo braccio destro, i costi sostenuti dal popolo italiano per lo spostamento di opere d'arte di varia natura da collocare all'interno della sede della caserma della Guardia di Finanza a Coppito: 52 mila euro, di cui più di un terzo quelli resisi necessari per il trasporto del solo "guerriero di Capestrano" dalla sua sede abituale di Chieti, lavoro affidato ad Arteria Srl.
Nelle calde giornate estive del 2009 la statua del "guerriero" percorreva la statale 17 dalla costa verso le zone terremotate. Il tutto pagato anche con i contributi versati da quegli stessi cittadini che in quelle ore quella strada la percorrevano in senso inverso, alla ricerca di una sistemazione di fortuna in un albergo della costa o in una casa in affitto da pagare a proprie spese.
18 commenti:
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C'è un gruppo che si occupa di richiedere e possibilmente ottenere Trasparenza Amministrativa in merito alla gestione dell'emergenza e della ricostruzione:
RispondiEliminahttp://cheneavetefatto.blogspot.com
http://www.facebook.com/group.php?gid=101173416366
quando si parla di "risparmio" è sempre fatto sulle tasche degli altri,
RispondiEliminac'è davver oqualcuno che riesce a mettere insieme i termini "sobrietà" e "moderazione" con berlusconi?
letto rubato ripubblicato... e che te lo dico a fa? ;)
RispondiElimina700 euro per una bandiera???????????
RispondiEliminaAo', ma le bandiere costano, eh. Totti vale qualche milione di euro, oggi, un tempo anche di più.
RispondiEliminaDati più che eloquenti. No comment.
RispondiEliminaSempre bravissimo Alessandro!
Alessandro, ci mancano le tue inchieste così puntuali e documentate. Ci contenteremmo anche di una al mese, se sei proprio così impegnato... :)
RispondiEliminaMi accodo a Vincenzo...
RispondiEliminaComplimenti per il blog.
RispondiEliminaLuigi
Il terzo polo prende forma!
RispondiEliminaOcchi puntati sul 14 dicembre. E allora tutti contro Berlusconi! Si gioca tutto sulla (s)fiducia al governo. Al centro del vertice tenutosi tra Udc, Fli e Api la verifica dei margini di un accordo sulla mozione di sfiducia al governo annunciata dal partito di Pierferdinando Casini. All’incontro, che si è svolto nello studio del presidente della Camera, c'erano anche Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, Bruno Tabacci dell’Api e Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Fli. Conclusosi da poco il politburo, la triade (Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini) avrebbe raggiunto un’intesa di massima per presentare un documento insieme. Il terzo polo marcia verso una mozione comune per sfiduciare il governo e andare al governo senza passare per le urne! Pallottoliere alla mano, ai 36 deputati di Fli (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Casini, i 6 dell’Api di Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati da Lombardo e i 3 Libem di Tanoni (complessivamente sono 85). A questi, poi, bisogna sommare i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia: l’esponente del Pri Giorgio La Malfa e l’ex azzurro Paolo Guzzanti. In totale, dunque, si arriva a quota 87. Giochi fatti, dunque! Ma prima di ufficializzare la mossa si terranno una serie di incontri, così, tanto per salvare la faccia e apparire un pò più democratici del partito 'padronale' del Cavaliere. Questione di facciata, non certo di sostanza (chiedete a Storace cosa ne pensa di Fini e della democrazia interna del partito ai tempi di MSI e AN)! Fini, così, vedrà i gruppi di Fli per comunicare la decisione (già presa senza di loro) e valutarla (!?) con i suoi. Al termine del vertice tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa a Montecitorio, Rutelli ha lasciato intendere che l’intesa è vicina: “La riunione di questa mattina è andata molto bene, c’è un’ampia convergenza tra di noi, non mi fate dire altro”. E Casini ha confermato: “L’incontro è andato benissimo”. Sembra la triade degli sfigati, in cerca di rivalsa: Fini che prima annega nelle acque di Fiuggi un partito (MSI), ne crea uno nuovo di zecca (AN), poi lo distrugge per fonderlo con un altro partito (FI) nel secondo polo (PDL) e oggi lo separa di nuovo per Futuro e Libertà: Gianfry, che ha perso la trebisonda appresso alla Tulliani, da delfino di Giorgio Almirante rischia di fare il baccalà a mollo; Rutelli nato da una costola di Pannella e cresciuto(!?) all'ombra prima di D'Alema, poi di Veltroni, l'eterno ragazzino, la giovane(!?) promessa che non riesce a... mantenere, spera di farlo adesso: la speranza è l'ultima a morire, ma per l'ex sindaco di Roma è eutanasia politica allo stato puro quella di farsi portare per mano, dal gatto (Gianfry) e dalla volpe (Casini), per rimettersi sotto l'ombra dell'albero dei miracoli; infine lui, Pierferdy Casini, l'erede nudo di Andreotti, Fanfani, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, che si ritrova in mano, in tempo di euro, uno scudo... 'crociato' che non serve più nenache a racimolare i voti delle vecchiette e di qualche parroco di campagna, lui che ha sposato in seconde nozze la figlia di Caltagirone - palazzinaro e editore romano, suoi tutti i cantieri della capitale, suo "Il Messaggero", insomma, un aspirante Berlusconi! - per fare carriera politica, anche se per vocazione è panettiere nato: "da Pierferdy il Mago dei 2forni"!
Il terzo polo prende forma!
RispondiEliminaOcchi puntati sul 14 dicembre. E allora tutti contro Berlusconi! Si gioca tutto sulla (s)fiducia al governo. Al centro del vertice tenutosi tra Udc, Fli e Api la verifica dei margini di un accordo sulla mozione di sfiducia al governo annunciata dal partito di Pierferdinando Casini. All’incontro, che si è svolto nello studio del presidente della Camera, c'erano anche Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, Bruno Tabacci dell’Api e Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Fli. Conclusosi da poco il politburo, la triade (Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini) avrebbe raggiunto un’intesa di massima per presentare un documento insieme. Il terzo polo marcia verso una mozione comune per sfiduciare il governo e andare al governo senza passare per le urne! Pallottoliere alla mano, ai 36 deputati di Fli (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Casini, i 6 dell’Api di Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati da Lombardo e i 3 Libem di Tanoni (complessivamente sono 85). A questi, poi, bisogna sommare i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia: l’esponente del Pri Giorgio La Malfa e l’ex azzurro Paolo Guzzanti. In totale, dunque, si arriva a quota 87. Giochi fatti, dunque! Ma prima di ufficializzare la mossa si terranno una serie di incontri, così, tanto per salvare la faccia e apparire un pò più democratici del partito 'padronale' del Cavaliere. Questione di facciata, non certo di sostanza (chiedete a Storace cosa ne pensa di Fini e della democrazia interna del partito ai tempi di MSI e AN)! Fini, così, vedrà i gruppi di Fli per comunicare la decisione (già presa senza di loro) e valutarla (!?) con i suoi. Al termine del vertice tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa a Montecitorio, Rutelli ha lasciato intendere che l’intesa è vicina: “La riunione di questa mattina è andata molto bene, c’è un’ampia convergenza tra di noi, non mi fate dire altro”. E Casini ha confermato: “L’incontro è andato benissimo”. Sembra la triade degli sfigati, in cerca di rivalsa: Fini che prima annega nelle acque di Fiuggi un partito (MSI), ne crea uno nuovo di zecca (AN), poi lo distrugge per fonderlo con un altro partito (FI) nel secondo polo (PDL) e oggi lo separa di nuovo per Futuro e Libertà: Gianfry, che ha perso la trebisonda appresso alla Tulliani, da delfino di Giorgio Almirante rischia di fare il baccalà a mollo; Rutelli nato da una costola di Pannella e cresciuto(!?) all'ombra prima di D'Alema, poi di Veltroni, l'eterno ragazzino, la giovane(!?) promessa che non riesce a... mantenere, spera di farlo adesso: la speranza è l'ultima a morire, ma per l'ex sindaco di Roma è eutanasia politica allo stato puro quella di farsi portare per mano, dal gatto (Gianfry) e dalla volpe (Casini), per rimettersi sotto l'ombra dell'albero dei miracoli; infine lui, Pierferdy Casini, l'erede nudo di Andreotti, Fanfani, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, che si ritrova in mano, in tempo di euro, uno scudo... 'crociato' che non serve più nenache a racimolare i voti delle vecchiette e di qualche parroco di campagna, lui che ha sposato in seconde nozze la figlia di Caltagirone - palazzinaro e editore romano, suoi tutti i cantieri della capitale, suo "Il Messaggero", insomma, un aspirante Berlusconi! - per fare carriera politica, anche se per vocazione è panettiere nato: "da Pierferdy il Mago dei 2forni"!
complimenti per il post, posso condividerlo sul mio blog??
RispondiEliminahttp://www.romafm.blogspot.com/
Con questi ladri,quando rinascerà L'Aquila?Ho poche speranze,purtroppo!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaFine delle trasmissioni?
RispondiEliminaMeglio così, soprattutto quando ci si ripete e in realtà non si ha nulla da dire!
R.I.P.
Beh, ma che fine hai fatto?
RispondiEliminaUn blog inutile in meno!
RispondiEliminaE' veramente un bel regalo per Natale!
Grazie :-)
Buon anno caro Ale, un anno dove la cultura vinca contro l'ignoranza, l'informazione libera contro il berlusconismo, le persone perbene come contro le cacchette vili e anonime.
RispondiEliminaBuon anno care Ale, ti auguro un anno senza vetero-comunisti piagnoni!
RispondiEliminaBuon anno anche al coro Russo!